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Galleria_Cascia 13/14 ottobre 2007 |
"VOLONTARI A CONFRONTO"
Scambio di idee emozioni ed esperienze dei soggiorni
vissuti insieme per rafforzare e conoscere meglio il gruppo.

Cascia 14 Ottobre
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S. Rita:
Nota storica.
«Ama e fa' ciò che
vuoi»
«In questo si è
manifestato l’amore di Dio in noi, che egli ha mandato in questo mondo
il suo Figlio Unigenito, affinché potessimo vivere per mezzo suo». Il
Signore stesso ha detto: «Nessuno può avere maggior amore di chi dà la
sua vita per i suoi amici», e l’amore di Cristo verso di noi si
dimostra nel fatto che egli è morto per noi. Quale è invece la prova
dell’amore del Padre verso di noi? Che egli ha mandato il suo unico
Figlio a morire per noi. [...]. Ecco, il Padre consegnò Cristo e anche
Giuda lo consegnò; forse che il fatto non appare simile? Giuda è
traditore — dunque anche il Padre è traditore? Non sia mai, tu dici.[
...] Il Padre lo diede e Cristo stesso si diede. [...] Se il Padre
diede il Figlio ed il Figlio se stesso, Giuda che cosa fece? Una
consegna è stata fatta dal Padre, una dal Figlio, una da Giuda: si
tratta di una identica cosa: ma come si distinguono il Padre che dà il
Figlio, e il Figlio che dà se stesso e Giuda, il discepolo, che dà il
suo maestro? Il Padre ed il Figlio fecero ciò nella carità; compì la
stessa azione anche Giuda, ma nel tradimento. Vedete che non bisogna
considerare che cosa fa l’uomo ma con quale animo e con quale volontà
lo faccia. Troviamo Dio Padre nella stessa azione in cui troviamo
anche Giuda: benediciamo il Padre, detestiamo Giuda. Perché
benediciamo il Padre e detestiamo Giuda? Benediciamo la carità,
detestiamo l’iniquità. Quanto vantaggio infatti venne al genere umano
dal fatto che Cristo fu tradito? Forse che Giuda ebbe in mente questo
vantaggio nel tradire? Dio ebbe in mente la nostra salvezza per la
quale siamo stati redenti; Giuda ebbe in mente il prezzo che prese per
vendere il Signore. Il Figlio ebbe in mente il prezzo che diede per
noi, Giuda pensò al prezzo che ricevette per venderlo. Una diversa
intenzione dunque, rese i fatti diversi. Se misuriamo questo identico
fatto dalle diverse Intenzioni, una di esse deve essere amata, l’altra
condannata; una deve essere glorificata, l’altra detestata. Tanto vale
la carità! Vedete che essa sola soppesa e distingue i fatti degli
uomini. Dicemmo questo in riferimento a fatti simili. In riferimento a
fatti diversi troviamo un uomo che Infierisce per motivo di carità ed
uno gentile per motivo di iniquità. Un padre percuote il figlio e un
mercante di schiavi invece tratta con riguardo. Se ti metti davanti
queste due cose, le percosse e le carezze, chi non preferisce le
carezze e fugge le percosse? Se poni mente alle persone, la carità
colpisce, l’iniquità blandisce. Considerate bene quanto qui
insegniamo, che cioè i fatti degli uomini non si differenziano se non
partendo dalla radice della carità. Molte cose infatti possono
avvenire che hanno una apparenza buona ma non procedono dalla radice
della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre
e dure; ma si fanno, per instaurare una disciplina, sotto il comando
della carità. Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve
precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci
per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga,
correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la
radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il
bene
S. Agostino commento
alla prima lettera di Giovanni 7,7-8
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