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UNIONE NAZIONALE ITALIANA TRASPORTO AMMALATI
a LOURDES e SANTUARI INTERNAZIONALI
Sezione Romana-Laziale
Presidente Enrico Del Gallo
STORIA DI LORETO
Arte
Una vera antologia
d'arte sacra che raccoglie capolavori di architettura, scultura
epittura con nomi celebri del firmamento dell'arte. La Santa casa è il
centrogenerativo e ispirativodell'intero patrimonio artistico del
santuario.
Storia
Un'antica
tradizione riferisce che la santa casa di loreto sia la stessa camera
della Madonna
esistente a
Nazareth, in Galilea, e che in essa Maria nacque, fu educata e
ricevettel'annuncio angelico.
Un'antica
tradizione riferisce che la Santa Casa di Loreto è la stessa Camera in
muratura della Madonna esistente a Nazaret, in Galilea, e che in essa
Maria nacque, fu educata e ricevette l'annuncio angelico
Interno della Santa Casa
La S. Casa, nel
suo nucleo originario, è costituita da sole tre pareti, perché la
parte dove sorge l'altare dava, a Nazaret, sulla bocca della Grotta e,
quindi, non esisteva come muro. Delle tre pareti originarie le sezioni
inferiori, per quasi tre metri di altezza, sono costituite
prevalentemente
da filari di pietre, per lo più arenarie, rintracciabili a Nazaret, e
le sezioni superiori aggiunte successivamente e, quindi spurie, sono
in mattoni locali, gli unici materiali edilizi usati nella zona.
Alcune pietre risultano rifinite esternamente con tecnica che richiama
quella dei nabatei, diffusa in Palestina e anche in Galilea fino ai
tempi di Gesù. Vi sono stati individuati una sessantina di graffiti,
molti dei quali giudicati dagli esperti a quelli giudeo-cristiani di
epoca remota, esistenti in Terra Santa, compresa Nazaret. Le sezioni
superiori delle pareti, di minor valore storico e devozionale, nel
secolo XIV furono coperte da dipinti a fresco, mentre le sottostanti
sezioni in pietra furono lasciate a vista, esposte alla venerazione
dei fedeli.
Il Crocifisso dipinto su legno, sopra la cosiddetta finestra
dell'Angelo, assegnato alla fine del sec. XIII, secondo alcuni è di
cultura spoletina e secondo altri rivelerebbe segni della maniera di
Giunta Pisano.
La Statua della Madonna, scolpita su legno di un cedro del Libano dei
Giardini Vaticani, sostituisce quella delsec. XIV, andata distrutta in
un incendio scoppiato in S. Casa nel 1921. È stata fatta scolpire da
Pio XI che nel 1922 la incoronò in Vaticano e la fece trasportare
solennemente a Loreto. Fu modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e
dipinta da Leopoldo Celani che le conferì una tonalità troppo scura
rispetto a quella dell'originale.
Il rivestimento marmoreo
E' il
capolavoro dell'arte lauretana. Esso custodisce l'umile Casa di
Nazareth come lo scrigno accoglie la perla.
Ideato dal
Bramante, che nel 1509 ne approntò il disegno, fu attuato sotto la
direzione di Andrea Sansovino (1513-27), di Ranieri Nerucci e di
Antonio da Sangallo il Giovane. In seguito furono collocate nelle
nicchie le statue delle Sibille e dei Profeti.
L'attuale rivestimento marmoreo, che ha sostituito il muro dei
recanatesi, fu voluto da Giulio II ed è stato realizzato su disegno
del sommo architetto Donato Bramante. I recanatesi agli inizi del sec.
XIV eressero intorno alla S. Casa un muro di contenimento 'bono et
grosso', individuato negli ultimi scavi archeologici. Gli stessi scavi
hanno messo in luce anche altri precedenti interventi edilizi a difesa
della S. Casa. Tutto ciò attesta una particolarissima attenzione verso
un minuscolo edificio rurale che non si spiegherebbe al di fuori della
tradizione loretana.
Il rivestimento è costituito da un basamento con ornamentazioni
geometriche, da cui si diparte un ordine di colonne striate a due
sezioni, con capitelli corinzi che sostengono un cornicione
aggettante. La balaustra è stata aggiunta da Antonio da Sangallo
(1533-34) con lo scopo di nascondere la goffa volta a botte della S.
Casa e di circoscrivere con elegante riquadratura tutto il mirabile
recinto marmoreo.
I lavori iniziarono nel 1511, sotto la direzione di Giovan Cristoforo
Romano, dopo che il fiorentino Antonio Pellegrini, su disegno del
Bramante, aveva approntato il modello ligneo su scala. Dal 1513 al
1527 diresse l'impresa Andrea Contucci, detto il Sansovino. I lavori
ripresero nel 1531 sotto la direzione di Rinieri Nerucci. Nella fase
finale, essi passarono alla direzione di Antonio da Sangallo il
Giovane. L'opera fu conclusa nel 1538. Successivamente furono
collocate nelle nicchie le statue delle Sibille e dei Profeti.

Qui il Bramante ha inteso celebrare la Madre del Salvatore, vaticinato
dalle dieci Sibille, scolpite dai fratelli Della Porta (1570-1572),
preannunciato dai dieci Profeti, scolpiti dai fratelli Lombardo
(1540-1570), e figurato con la Madre nelle "storie" del rivestimento
rnarmoreo, secondo questa successione, a partire dalla parete nord:
Nascita di Maria di B. Bandinelli e R. Montelupo; Sposalizio di A.
Sansovino e N. Tribolò; Annunciazione di A. Sansovino (vedi foto),
Visitazione di R. Montelupo e Censimento di F. da Sangallo; Natalc di
A. Sansovino; Adorazione dei magi di R. Montelupo; Transito della,
Vergine di D. D'Aima. A sé stante è la Traslazione di F. da Sangallo e
N. Tribolo.
Scavi e graffiti
Gli scavi a Nazaret
e a Loreto
L'apporto più
significativo per una lettura critica e storicamente fondata della
tradizione lauretana è stato dato dalle cosiddette "fonti mute", cioè
dal responso degli scavi archeologici effettuati a Nazaret tra il 1955
e il 1960 nella chiesa dell'Annunciazione e a Loreto tra il 1962 e il
1965 nel sottosuolo della Santa Casa, oltre che da studi specifici
sulla struttura edilizia della "Camera" lauretana, raccordata con la
Grotta nazaretana. Le indagini archeologiche e la tradizione si
illuminano a vicenda con reciproche conferme. E aiutano a ricostruire
la storia della Casa di Maria. A Nazaret gli scavi hanno appurato che
l'abitazione della Vergine, come le altre del luogo, era costituita da
una Grotta scavata nella roccia (luogo di deposito) e da una Casa in
muratura antistante e leggermente sovrastante (luogo della vita
quotidiana), oltre che da altre piccole strutture sussidiarie.
Gli scavi hanno confermato nella sostanza ciò che narra la tradizione
lauretana: che i discepoli di Gesù trasformarono la Casa di Maria in
chiesa. Dalle indagini archeologiche, infatti, é emerso che nel III
secolo i giudeo-cristiani, anzi, forse gli stessi "parenti del
Signore", adattarono l'abitazione di Maria a luogo di culto,
costruendovi sopra una chiesa in stile sinagogale, di cui sono venuti
alla luce interessanti resti cultuali. Gli scavi sono stati effettuati
sotto la direzione del p. Bellarmino Bagatti.
Nel secolo V i cristiani bizantini, sostituitisi anche a Nazaret ai
giudeo-cristiani, abbatterono la chiesa-sinagoga ed edificarono un più
ampio edificio sacro sopra l'abitazione della Madonna. Nell'XI secolo,
infine, i crociati francesi demolirono la basilica bizantina ed
edificarono una più ampia chiesa proteggendo la santa dimora in una
cripta. Questa attenzione nei riguardi dell'abitazione di Maria
attraverso i secoli spiega anche la sua possibile conservazione,
perché un edificio, anche se fragile, custodito dentro un altro
edificio, non essendo soggetto all'erosione degli agenti atmosferici,
sfida i secoli. Ne è una riprova la stessa Santa Casa di Loreto che,
protetta dentro altri edifici fin dagli inizi del secolo XIV, dopo
sette secoli non ha fatto una crepa.
A Loreto gli scavi archeologici, condotti sotto la direzione del prof.
Nereo Alfieri, hanno confermato alcuni elementi della tradizione in
modo inatteso. Questa asserisce che la Santa Casa non ha fondamenta
proprie, poggia su una pubblica strada e fu protetta dai recanatesi
con un muro per tutta l'altezza e la lunghezza. Ebbene, le indagini
archeologiche hanno verificato tutti e tre questi singolari fenomeni
edilizi. In più, hanno individuato alcune opere di difesa con archetti
di controripa sul cedevole lato nord e una fascia di sottomurazione
inserita più tardi dall'esterno. Tutto ciò attesta un'attenzione
archeologica verso il sacello che non si spiegherebbe se quei muri non
fossero stati considerati fin dall'inizio vere 'reliquie'.
Infine, gli scavi loretani hanno appurato che il nucleo originario
della Santa Casa è costituito da tre sole pareti (è esclusa la parete
est dove sorge l'altare, che a Nazaret non esisteva perché è la parte
che dava sulla bocca della Grotta), e che delle tre pareti le sezioni
inferiori sono in pietra, mentre le sezioni sovrastanti, aggiunte
successivamente a Loreto per ovviare allo spazio originario piuttosto
basso e angusto, sono in mattoni locali.
La struttura edilizia
Ulteriori studi
sulla struttura edilizia della Santa Casa hanno messo in evidenza che
questa, in ambito edilizio marchigiano, costituisce un insieme di
anomalie e assurdità: non ha fondamenta proprie, contro tutti gli usi
del luogo; ha stranamente una parte in pietra, non usata nella zona
per mancanza di cave lapidee, e una parte aggiunta in mattoni, gli
unici materiali disponibili in loco; poggia su una pubblica strada,
contro tutte le disposizioni comunali dell'epoca; ha l'unica porta
originaria sul lato nord, esposta a tutte le intemperie, e l'unica
finestra a ovest, aperta a una limitata illuminazione, contro i più
elementari accorgimenti dei costruttori locali.
Se invece la Casa di Loreto viene idealmente ritraslata a Nazaret,
tutte queste anomalie edilizie scompaiono e il manufatto loretano ben
si raccorda con la Grotta nazaretana nelle sue varie parti.
Inoltre, studi sulla finitura della superficie delle pietre di Loreto
hanno chiarito che esse appaiono lavorate secondo una particolare
tecnica usata dai nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, e
diffusa anche in Palestina. Questi interessanti studi sull'edilizia
della Santa Casa si devono all'ingegnere architetto Nanni Monelli.
I graffiti
Infine, una
specifica indagine sui graffiti leggibili ancora in molte pietre della
Santa Casa di Loreto, rivela che
essi sono molto simili a quelli riscontrabili in Terra Santa e, in
special modo, a Nazaret, compresi gli esemplari riferibili ai
giudeo-cristiani del II-V secolo. E’ stata decifrata anche una scritta
in caratteri greci sincopati con due lettere ebraiche contigue (un
lamed e un wav), la quale, tradotta, dice: "0 Gesù Cristo, Figlio di
Dio". Un'identica invocazione si legge nella cosiddetta Grotticella di
Conone, a Nazaret, vicino alla Grotta santa. Ne deriva la fondata
ipotesi che diverse pietre siano state graffite a Nazaret e poi
trasportate a Loreto, ciò che conferma l'antica tradizione.
Insomma, le pietre hanno un loro linguaggio, muto certo, ma, una volta
decodificato, in grado di gettar luce sull’origine della Santa Casa.
Messaggio teologico
I messaggi della Santa Casa
Giovanni Paolo Il nella Lettera per i VII Centenario lauretano,
indirizzata a mons. Pasquale Macchi, arcivescovo di Loreto, il 15
agosto 1993, ha scritto: "La S. Casa di Loreto non è solo una
reliquia, ma anche una preziosa icona concreta" (n. 2).
E' reliquia perché è "resto", cioè parte superstite della dimora
nazaretana di Maria. E' icona perché si fa specchio che riflette
ineffabili verità di fede e rifrange luce su alti valori di vita
cristiana. Per questo la S. Casa di Loreto è il primo santuario di
portata internazionale dedicato alla Vergine (ivi, n. 1). Vengono qui
richiamati i messaggi biblico-teologici del ricco magistero-lauretano
di alcuni papi, in primo luogo di Giovanni Paolo II.
1. Culla dell'Immacolata
La Casa nazaretana venerata a Loreto è identificata dalla tradizione
con quella in cui la Vergine Maria nacque e fu educata e poi salutata
dall'angelo Gabriele'. Lo ha ribadito anche Giulio Il nel 1507 e, in
seguito, numerosi pontefici.
2. Dimora del Verbo Incarnato
La S. Casa è il santuario dell'Incarnazione. E’ questo il mistero di
cui essa fa quotidiana e orante memoria. E' questo il mistero che
teologicamente la caratterizza e la qualifica.
Scrive Giovanni Paolo: La S. Casa di Loreto è 'icona' non di astratte
verità, ma di un evento e di un mistero: l'Incarnazione del Verbo. E'
sempre con profonda commozione che, entrando nel venerato sacello, si
leggono le parole poste sopra l'altare: Hic Verbum caro factum est:
Qui il Verbo si è fatto carne.
3. Cenacolo dello Spirito
Santo
La Vergine Maria nella sua Casa di Nazaret ha concepito il Figlio di
Dio per opera dello Spirito Santo (Lc 1, 13). Così sviluppa questo
aspetto Giovanni Paolo II: "E dove si potrebbe parlare con più
efficacia del ruolo dello Spirito Santo, 'datore di vita', se non nel
Santuario lauretano, che ricorda il momento e il luogo in cui Egli
compì la suprema delle sue operazioni 'vivificanti' dando vita, nel
seno di Maria, all'umanità del Salvatore?".
4. Tabernacolo della Santissima
Trinità
Nell'annuncio dell'angelo a Maria sono chiamate in causa le tre
Persone della Santissima Trinità: Dio Padre (l'altissimo), Dio Figlio
e Dio Spirito Santo.
5. Casa dell'avvento
Maria nella sua dimora nazaretana, in un prolungato avvento, attese la
nascita del Figlio nel silenzio e nella contemplazione del mistero.
6. La Casa di tutti i figli adottivi di Dio
E’ un motivo teologico caro al magistero di Giovanni Paolo II che vi è
tornato più di una volta. La Casa del Figlio dell'uomo è la casa
universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo,
in un certo senso, passa attraverso quella casa. La storia dell'intera
umanità in quella casa riannoda le sue fila. La Chiesa che è in
Italia, alla quale la Provvidenza ha legato il santuario della S. Casa
di Nazaret, ritrova lì una viva memoria del mistero dell'Incarnazione,
grazie al quale ogni uomo è chiamato alla dignità di figlio di Dio.
7. La Casa comune dei giovani
La Casa di Nazaret ha accolto Gesù, che ivi ha trascorso l'infanzia,
l'adolescenza e la giovinezza. Essa è punto privilegiato di
riferimento per i giovani cristiani.
In occasione del Pellegrinaggio dei giovani d'Europa, Giovanni Paolo
II, nel messaggio del 9 settembre 1995, ha detto loro:
"Da Loreto questa sera abbiamo compiuto un singolare pellegrinaggio
dall'Atlantico agli Urali, in ogni angolo del Continente, dovunque si
trovano giovani in cerca di una 'casa comune'. A tutti dico: ecco la
vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell'uomo
!".

8. La Casa del sì di Maria e delle
persone consacrate
Questo aspetto è stato messo in evidenza da Giovanni Paolo Il nei suoi
vari interventi mariano-lauretani, in special modo nella Lettera per
il VII Centenario Lauretano.
"La S. Casa ricorda in pari modo anche la grandezza della vocazione
alla vita consacrata e alla verginità per il Regno, la quale ebbe qui
la gloriosa inaugurazione nella persona di Maria, Vergine e Madre" (n.
8)
9. Santuario della riconciliazione
A Loreto giungono innumerevoli pellegrini per riconciliarsi con Dio e
con i fratelli nel sacramento della confessione, sperimentando la
dolcezza ineffabile del perdono e della grazia.
10. Prima chiesa domestica della storia
La S. Casa di Loreto fa riferimento, in primo luogo, al mistero
dell'Incarnazione, perché vi è avvenuto l'annuncio angelico a Maria.
E' considerata anche, però, luogo che accolse, almeno saltuariamente,
la Santa Famiglia. Scrive Giovanni Paolo II:
"Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai
concrete e vicine all'esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso
ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo
tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il
rispetto della vita, l'educazione dei figli, la preghiera, che le
famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa
Casa, prima ed esemplare "chiesa domestica" della storia" (n. 8).
11. Casa della vita nascosta
di Gesù
Nel magistero di Giovanni Paolo II il precedente motivo trova un
suggestivo approfondimento nell'omelia pronunciata a Loreto il 10
settembre 1995, davanti a quattrocentomila giovani: "Gesù prese dimora
in lei (Maria) come in un tempio spirituale preparato dal Padre per
opera dello Spirito Santo.
E' grazie a Maria che la casa di Nazaret è diventata un simbolo così
straordinario, essendo lo spazio in cui si è sviluppata l'umana
vicenda del Verbo Incarnato; il luogo in cui Cristo cresceva in
sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2, 52)".
12. Luogo del lavoro santificato
Dice il Papa:
"Nessuna considerazione teorica potrà mai esaltare la dignità del
lavoro umano quanto il semplice fatto che il Figlio di Dio ha lavorato
a Nazaret ed ha voluto essere chiamato 'figlio del falegname' (cf. Mt
13, 55). Il lavoratore cristiano che ripensa la sua vocazione
all'ombra della Santa Casa scopre anche un'altra importante verità:
che il lavoro non solo nobilita l'uomo e lo rende partecipe dell'opera
creatrice di Dio, ma può essere altresì un'autentica via per
realizzare la propria fondamentale vocazione alla santità".
13. Oasi degli infermi
Da sempre la S. Casa di Loreto è stata meta di pellegrini malati, che
hanno invocato dalla Vergine protezione e guarigione. Dal 1936 vi
confluiscono i 'treni bianchi' organizzati dall'Unitalsi e da
consimili associazioni.
14. La Casa della vedovanza santificata
Su questo aspetto inedito ma altamente significativo si è soffermato
Giovanni Paolo Il nel suo discorso rivolto alle vedove di Sarajevo,
nella basilica di Loreto, il 10 dicembre 1994. Ecco le sue parole: "Il
pensiero va, in questo momento, alla Famiglia di Nazaret. Grande è il
suo fascino! In essa si rispecchia ogni situazione familiare, anche la
vostra. Maria Santissima, infatti, per quanto possiamo intuire
leggendo i Vangeli, ha conosciuto la condizione della vedovanza: del
suo sposo San Giuseppe, dopo l'episodio di Gesù dodicenne nel Tempio,
non si fa più parola".
15. La Casa in cammino
Una strofa dell'inno del VII Centenario Lauretano dice:"é la Casa del
cammino da Oriente ad Occidente:essa è segno della gente pellegrina
verso il ciel".
Così la Casa lauretana diventa segno di protezione per emigranti ed
esuli, che cambiano patria, come la dimora mariana di Nazaret. In
special modo, la Madonna di Loreto è Patrona universale dei
viaggiatori in aereo, e tale l'ha proclamata Benedetto XV nel 1920,
come ricorda anche Giovanni Paolo II: "La Vergine Lauretana viene
ovunque invocata dai viaggiatori in aereo, in un abbraccio di pace che
unisce idealmente tutti i continenti" (n. 2).
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