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UN GRUPPO DI RICERCA SU AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ DEI DISABILI INTELLETTIVI

Il progetto è della Fondazione "Il nostro domani" Onlus di Treviso

La Fondazione "Il nostro domani" Onlus si è fatta promotrice di un'altra bella iniziativa: a Treviso nasce, infatti, un gruppo di ricerca sul'affettività e sessualità delle persone disabili.

Il recente appello del Papa al rispetto di questa importante dimensione di vita ha suscitato riflessioni anche nel territorio trevigiano, dove da alcuni anni la Fondazione è impegnata nella progettazione e realizzazione di comunità alloggio, in alternativa agli istituti, per offrire alle persone disabili, quando verrà a mancare il sostegno della famiglia, la possibilità di affrontare al meglio la fase del 'dopo di noi'.

"Giovanni Paolo II dice che la persona disabile, come le altre e più delle altre, ha bisogno di amare e di essere amata, di tenerezza, di vicinanza e di intimità", spiega il presidente, mons. Fernando Ravanello.

"Per questo abbiamo cominciato un percorso che ci porta ad interrogarci, senza falsi pudori o pregiudizi ma con grande rispetto, su quali esigenze la persona persona diversamente abile manifesti e come possa viverle in armonia con se stessa e la propia crescita, ma anche con il suo ambiente di vita".

Il gruppo è formato da componenti di associazioni di volontariato socie della Fondazione, responsabili della comunità alloggio di Cavrié, operatori del settore, genitori, sacerdoti: tutte persone che hanno già esperienza diretta e quotidiana di vita insieme a persone disabili.

"Stiamo prendendo in esame i molteplici aspetti di questa delicata tematica: quello affettivo (il bisogno di relazione e amicizia, ma anche l'innamoramento), quello erotico, ma anche gli aspetti etici, religiosi e sociali", continua il presidente.

"Nessuna pretesa di fornire 'ricette':sappiamo di non poter generalizzare, dal momento che ogni persona è unica, ed originali sono anche le sue problematiche.

Per questo, il primo dovere è quello di metterci in ascolto delle loro effettive esigenze e delle loro manifestazioni".

Al termine di questo percorso verrà redatto un documento, che traccerà le linee guida per gli operatori che già lavorano presso la prima comunità alloggio della Fondazione, "Casa Giovanna De Rossi" a Cavrié di S. Biagio, inaugurata lo scorso settembre, ma che potrà aiutare la stessa Fondazione nel suo approccio verso la tematica affettiva e sessuale delle persone diversamente abili.

La Fondazione "Il nostro domani" Onlus continua a portare avanti i propri progetti di comunità alloggio nella Marca trevigiana.
Dopo l'inaugurazione a Cavrié, è stata posata la prima pietra di Casa "Spigariol e Minatel" a Breda di Piave e sta per essere terminata anche Casa "M. Adelaide Da Sacco" di Vidor.

Altre strutture sorgeranno, inoltre, anche a Preganziol, Conegliano, Volpago del Montello e Lutrano (vicino a Oderzo), per rispondere ad un bisogno molto sentito nel territorio: 1121 famiglie della provincia di Treviso, infatti, sono coinvolte nel problema del 'dopo di noi', un'emergenza che chiede risposte tempestive per permettere alle persone disabili di rimanere in società anche quando la famiglia naturale non potrà più provvedere.

INFO

Ufficio stampa Fondazione "Il nostro domani" Onlus

Koiné Comunicazione - Roberta Dudan

Tel. 0422 420888

E-mail koine@koinecomunicazione.it

I DISABILI ITALIANI? VORREBBERO GLI ASSISTENTI SESSUALI

Il nostro sondaggio rivela il favore per le esperienze sessuali a pagamento, come succede legalmente in Svizzera

8 disabili su 10 si rivolgerebbero ad un "assistente sessuale".

E' quanto emerge dal sondaggio proposto ai navigatori da Disabili.com, che con i suoi numeri - 120.000 navigatori e 650.000 page view al mese, 125.000 messaggi pubblicati e 7.200 utenti registrati - è il portale di riferimento in Italia.

Il popolo di Disabili.com non ha evitato dunque di esprimersi su un tema così delicato come quello che nasce dall'accostamento di due temi ancora tabù: sessualità e disabilità.

Il sondaggio nasce in seguito alla notizia che in Svizzera svolgono regolarmente la loro attività 10 assistenti sessuali professionisti, che propongono ai disabili psichici che lo richiedono massaggi, carezze, esperienze sensuali e giochi erotici.

Sono sei donne e quattro uomini: dopo aver seguito un corso di formazione svolgono questa attività a una tariffa di 150 franchi (100 euro circa) l'ora.

In questo caso si tratta di disabili psichici, ma evidentemente il problema riguarda anche molti disabili motori che - a seconda delle patologie - si trovano in difficoltà nel momento in cui hanno bisogno di espletare normali e consuete pulsioni sessuali.

La testimonianza sta nei risultati del sondaggio proposto da Disabili.com: il dato del 77% dei  favorevoli va suddiviso tra chi "prenderebbe in considerazione questa proposta" (44%), chi l'accetterebbe data la presenza di professionisti (26%) e chi, infine "non ne farebbe uso, ma non ci vede nulla di male" (7%). 

Ma un buon 5% dei navigatori non approva l'iniziativa perchè "sarebbe come legalizzare la prostituzione".

Giudicare il risultato dal punto di vista di chi la disabilità non la vive rischia  di essere fuorviante.

Un navigatore del sito scrive infatti: "Invito chi confonde l'amore con il sesso, o chi fa Professione di romanticismo per negare il diritto alla sessualità dei disabili, a spersonalizzarsi per un attimo, a spogliarsi di pregiudizi culturali e/o religiosi, per immedesimarsi nello strazio interiore di chi, per un handicap fisico o psichico, non può fare sesso come chiunque".

L'esperienza sessuale è un bisogno fisico primario e in quanto tale va soddisfatto. 

Dal momento che chi soffre di qualche disabilità  spesso non riesce ad aver alcun tipo di rapporto, questa iniziativa potrebbe essere una soluzione terapeutica valida: "... non importano i mezzi, importa il fine", scrivono molti dei diretti interessati.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 gennaio 2006