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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
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associazionesergiomaioranoonlus
Codice
fiscale: 97183430582 |
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IL
GINOCCHIO
E’
un’articolazione complessa, sottoposta a forze che si esprimono
contemporaneamente su più piani, sottoponendo le strutture ossee, capsulari,
meniscali, legamentose e miotendinee a notevoli sollecitazioni; l’esecuzione
scorretta del gesto atletico, un improvviso sovraccarico funzionale al
ginocchio, un contrasto con piede fisso a terra possono produrre lesioni
acute.
Tra le
strutture maggiormente colpite da fatti acuti vi sono sicuramente i menischi.
Per ogni ginocchio ve ne sono due, uno detto mediale l’altro laterale, di
forma grossolanamente a ferro di cavallo adagiati sulla superficie tibiale
dell’articolazione del ginocchio. Essi sono addossati e fusi con la capsula
articolare, possiedono una discreta mobilità e deformabilità che consente loro
di adattarsi ai mutamenti spaziali che si verificano durante i diversi
movimenti articolari; la loro funzione è di stabilizzare il movimento di
scivolamento e rotolamento dell’estremità femorale, grossolanamente sferica,
su una superficie piatta quale è quella della tibia.
Rottura del
menisco
Quando una
od entrambe queste strutture, o per un movimento sbagliato o per uno
sbilanciamento dell’atleta, rimangono " intrappolate" tra il femore e la tibia
vengono contuse o lacerate.

Sintomi
Il quadro clinico solitamente è di vivo dolore, con impossibilità a poggiare a
terra l’arto colpito; soventemente il ginocchio si gonfia rendendo il dolore
più acuto.
Diagnosi e
trattamento
La diagnosi di rottura meniscale nella gran parte dei casi indirizza
all’intervento chirurgico, solitamente condotto in artroscopia; mediante tale
intervento che prevede piccole incisioni si procede a seconda dei casi a
riparazione meniscale o più frequentemente a sezione della parte lesa del
menisco.
I postumi sono generalmente poco rilevanti nel medio periodo ed il recupero
assai rapido.
Rottura dei
legamenti crociati
I legamenti
crociati, anteriore e posteriore, alloggiati all’interno del ginocchio sono
tesi tra il femore e la tibia incrociandosi l’un con l’altro; la funzione
biomeccanica è di stabilizzare reciprocamente durante il movimento
l’articolazione del ginocchio.
Come per i menischi un’anomala energia impressa ai legamenti da movimenti
abnormi può causarne una distensione tale da provocarne la rottura parziale o
totale.
Sintomi
La sintomatologia è simile a quella della rottura meniscale; raramente vi è la
rottura di entrambi i legamenti ed è da sottolineare che quello che più
frequentemente si danneggia è l’anteriore.
Il grado di lesione e d’instabilità guida la scelta terapeutica. Nelle lesioni
complete l’unica soluzione è l’intervento di plastica legamentosa, ovvero
della ricostruzione del legamento rotto utilizzando dei segmenti tendinei.
Lesioni dei
legamenti mediale e collaterale
Oltre ai
legamenti crociati esistono altri due legamenti assai importanti per la
stabilità del ginocchio: Il legamento collaterale mediale e collaterale
laterale. Essi decorrono ai lati del ginocchio ed il loro compito è di
stabilizzare l’articolazione nei movimenti di traslazione laterale .

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Distorsione di 1° grado |
Distorsione di 2° grado |
Distorsione di 3° grado
Rottura completa dei legamenti |
Tra i due il
più frequentemente interessato da lesioni acute è il collaterale mediale che
nella maggior parte dei casi subisce lesioni parziali che ben riparano con
un’adeguata immobilizzazione. Altre volte invece la lesione è così profonda
che l’unica soluzione è l’intervento chirurgico per riparare e ritendere il
legamento rotto.

Lesioni
complesse del ginocchio
Nei
casi più gravi le lesioni vengono definite complesse quando due o più
strutture articolari vengono coinvolte ( p.e. rottura meniscale e lesione
legamentosa sia del crociato anteriore che del collaterale mediale); la
soluzione chirurgica diviene indispensabile per restituire stabilità al
ginocchio, ma è evidente che vi saranno evidenti postumi del trauma subito ed
i tempi di recupero risulteranno assai lunghi.
A destra:
la triade infausta.
Rottura dei legamenti collaterale tibiale e crociato anteriore con lesione del
menisco mediale.
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IL
GINOCCHIO |
TRAUMATOLOGIA DELLO SCI |
Femore,
tibia e rotula
sono le tre ossa che formano lo scheletro dell'articolazione
del ginocchio la cui complessità anatomica è direttamente
proporzionale alla complessità dei movimenti che esso compie.
All'interno del ginocchio, interposti tra tibia e femore, esistono i
menischi, strutture elastiche con
funzione ammortizzatrice tra i due capi ossei; i legamenti crociati,
anteriore e posteriore, si tendono tra il femore e la tibia con la funzione di
stabilizzare i due capi ossei evitando lo "slittamento" di uno rispetto
all'altro durante il movimento. All'esterno dell'articolazione, ma intimamente
connessi con la capsula articolare, vi sono i legamenti collaterali,
mediale e laterale, tesi dal femore alla tibia con la funzione di "contenere"
il ginocchio nei movimenti di lateralità. La rotula a sua volta, nei movimenti
di scorrimento durante la flesso estensione è mantenuta in sede anche
dall'azione dei legamenti alari, mediale e laterale, che corrono
rispettivamente dal margine interno della rotula al femore e dal margine
esterno rotuleo al femore.
Ognuna di
queste strutture, da sola od associata ad altre, può venire interessata da un
trauma da sci.
Le superfici articolari di rotula tibia e femore, in una caduta od in uno
scontro con altro sciatore, possono riportare una
contusione alla superficie articolare,
con lesione della cartilagine articolare (frattura o microfrattura condrale).
La patologia che ne segue è solitamente assai fastidiosa, per il dolore al
carico, e frustrante poiché viene difficilmente riconosciuta.
Lesioni al menisco, soprattutto il
mediale, sono evenienze tutt'altro che rare nello sciatore e solitamente
provocate da un movimento di flessione del ginocchio associato a rotazione del
piede indotto dal gesto atletico o da un malfunzionamento degli attacchi
durante una caduta.
La terapia
delle lacerazioni meniscali è chirurgica.
In base al tipo di lesione meniscale verrà praticata la sutura della
lesione o l'asportazione della parte meniscale lesionata.
Solitamente l'intervento viene praticato in artroscopia, ovvero mediante
strumenti che consentono al chirurgo di esplorare ed agire all'interno
dell'articolazione mediante piccole incisioni cutanee che fungono da "porte di
ingresso" nel ginocchio alla telecamera ed agli attrezzi chirurgici.
La
ripresa, in caso di semplice lesione meniscale in individuo in buone
condizioni, è mediamente di 6-8 settimane avendo cura di eseguire un corretto
programma fisiokinesiterapico nel post operatorio.
La lesione dei legamenti crociati, più frequentemente l'anteriore, si verifica
quando l'articolazione viene sollecitata in modo abnorme tendendo il legamento
o in iperestensione di ginocchio o in flessione-torsione dello stesso con
pulsione anteriore o posteriore della tibia rispetto al femore.
La
lesione dei crociati viene classificata
in diversi gradi in base alla gravità di compromissione delle fibre
legamentose; solitamente proposta in caso di rottura totale o di grave
insufficienza legamentosa, la ricostruzione chirurgica del legamento può
essere eseguita con diverse metodiche in base alle convinzioni ed esperienza
del chirurgo. I tempi di recupero all'attività fisica sono usualmente di 10-12
settimane.
Il
legamento collaterale mediale, la cui
funzione meccanica è la stabilizzazione del ginocchio al suo lato "interno"
durante il movimento, viene solitamente leso per una spinta laterale al
ginocchio con piede fisso a terra. E' il caso dello sciatore che cade in
avanti senza che si sgancino gli sci finendo a terra in posizione "a rana".
Come per il crociato la terapia è guidata dal grado di compromissione dei
fasci legamentosi, riservando la terapia cruenta alle rottura completa del
legamento. La ripresa, dopo terapia chirurgica, è sovrapponibile a quella del
crociato.
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Distorsione di 1° grado |
Distorsione di 2° grado |
Distorsione di 3° grado
Rottura completa dei legamenti |
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