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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
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associazionesergiomaioranoonlus
Codice
fiscale: 97183430582 |
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Il
sangue è un tessuto fluido attraverso il quale si realizza il trasporto di
sostanze nutritive, gas, ormoni e prodotti di rifiuto.
Il sangue, inoltre, trasporta cellule specializzate che difendono i
tessuti periferici da infezioni e malattie.
Queste funzioni sono assolutamente essenziali in quanto un'area
completamente priva di circolazione può morire nel giro di pochi minuti.
Il
sangue nell'organismo ha le seguenti funzioni:
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trasporta gas disciolti
portando ossigeno dai polmoni ai tessuti e anidride carbonica dai
tessuti ai polmoni; |
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distribuisce le sostanze nutritive
assorbite nel tubo digerente o rilasciate dai depositi del tessuto
adiposo o dal fegato; |
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trasporta i prodotti del catabolismo
dai tessuti periferici ai siti di eliminazione come i reni; |
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consegna enzimi e ormoni
a specifici tessuti-bersaglio; |
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regola il pH e la composizione elettrolitica
dei liquidi interstiziali in ogni parte del corpo; |
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riduce le perdite dei liquidi
attraverso i vasi danneggiati o ad altri lesionati. Le reazioni di
coagulazione bloccano le interruzioni nelle pareti vascolari
prevenendo modificazioni nel volume del sangue che possono intaccare
seriamente la funzione cardiovascolare; |
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difende il corpo dalle tossine e dagli agenti patogeni:
infatti trasporta globuli bianchi, cellule specializzate che migrano
nei tessuti periferici per "combattere" infezioni o rimuovere detriti
e apporta anticorpi, proteine speciali che attaccano micro-organismi o
agenti estranei. Il sangue, inoltre, riceve tossine prodotte da
infezioni, danni fisici o attività metaboliche e le consegna al fegato
e ai reni dove possono venire inattivate o espulse; |
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aiuta a regolare la temperatura del corpo
assorbendo e ridistribuendo calore.
Il sangue, quasi al 50%, è fatto di acqua che ha una capacità
straordinariamente elevata di trattenere calore. |
L'organismo umano contiene 5-6 litri di sangue, equivalenti all' 8%circa
del peso corporeo.
Componenti del sangue
Il
sangue è formato da due principali componenti:
-
una parte liquida,
il plasma, che costituisce il 55-60%del volume del sangue;
-
una serie di cellule
specializzate
(i cosiddetti "elementi figurati") presenti in sospensione nel plasma
(globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Mediamente questi elementi
corpuscolari rappresentano il 40-45% del volume totale del sangue.

Il
plasma
Il
plasma ha densità poco più alta di quella dell'acqua proprio perché è
formato per più del 90% proprio da acqua, nella quale sono disciolte
numerose sostanze: proteine, ormoni, sostanze nutritive (glucosio,
vitamine, amminoacidi, lipidi), gas (diossido di carbonio, ossigeno), ioni
(sodio, cloruro, calcio, potassio, magnesio) e sostanze di rifiuto come
l'urea.
Le sostanze presenti in quantità maggiore sono le proteine, principalmente
di tre tipi:
-
le albumine,
con importanti funzioni osmotiche;
-
le globuline,
che trasportano i grassi e sono essenziali nei processi immunitari.
Esse includono:
- le immunoglobuline:
chiamate anche anticorpi, attaccano le proteine estranee e gli agenti
patogeni;
- le proteine vettrici, le quali trasportano ioni e ormoni che
altrimenti potrebbero passare attraverso il filtro renale.
Sia alle albumine che alle globuline si possono attaccare lipidi, quali
i trigliceridi, gli acidi grassi o il colesterolo che non sono solubili
in acqua. Le globuline coinvolte nel trasporto dei lipidi sono chiamate
lipoproteine.
-
il fibrogeno,
fondamentale nella coagulazione del sangue.
Le proteine plasmatiche contribuiscono a mantenere costantemente a 7,4
il pH del sangue (funzione tampone); per l'organismo, inoltre, esse
rappresentano una riserva di proteine importante e, soprattutto,
immediatamente disponibile.
Gli
elementi figurati
Le
maggiori componenti cellulari del sangue sono i globuli rossi, i globuli
bianchi e le piastrine.
I
globuli rossi
Come
altri elementi del sangue, i globuli rossi vengono prodotti nel midollo
delle ossa brevi o piatte (ala iliaca, sterno, corpi vertebrali) nonché
nelle epifisi di omero e femore.
I globuli rossi, o eritrociti, rappresentano un po' meno della metà del
volume totale del sangue (40% per la donna e 45% per l'uomo).
La forma di un globulo rosso ricorda quella che si ottiene schiacciando
una pallina di plastilina tra pollice e indice. Tale forma biconcava
garantisce una superficie maggiore di quella di una cellula sferica di
uguale volume, ciò esalta la capacità della cellula di assorbire e cedere
ossigeno attraverso la sua membrana.

Una
delle caratteristiche più appariscenti dei globuli rossi è il colore
rosso, dovuto al pigmento emoglobina, una grossa molecola proteica
contenente ferro, che rappresenta circa un terzo del peso della cellula.
Non meno del 97% dell'ossigeno trasportato dal sangue è fissato
nell'emoglobina e per il resto sostanzialmente è composto da una membrana
plasmatica e da un citoscheletro. La molecola di emoglobina raccoglie
l'ossigeno dove la concentrazione è elevata, come nei capillari dei
polmoni, e lo cede dove la concentrazione è bassa, in altri tessuti
del corpo. Ceduto l'ossigeno, una parte dell'emoglobina si combina con il
diossido di carbonio prodotto dal metabolismo cellulare e ritorna ai
polmoni.
Grazie all'emoglobina, il nostro sangue può trasportare una quantità di
ossigeno 70 volte superiore a quella che sarebbe possibile se l'ossigeno
fosse semplicemente disciolto nel plasma. Legando a sé l'ossigeno,
l'emoglobina subisce una lieve modificazione di forma che ne altera il
colore. Infatti il sangue deossigenato è di colore marrone-rosso scuro, ma
appare bluastro attraverso la cute, mentre il sangue ossigenato è di
colore rosso ciliegia.
I globuli rossi, come anche le piastrine, sono gli unici elementi
dell'organismo privi di nucleo. Per tale ragione non sono in grado di
replicarsi né di produrre proteine.
Un globulo rosso immesso nella corrente circolatoria ha una vita
media di circa 4 mesi (115-120 giorni) prima di venire fagocitato da
macrofagi localizzati soprattutto a livello della milza. Queste cellule
svolgono la cosiddetta funzione della "eritrocateresi". I globuli rossi
giovani sono in grado di rimodellarsi e sopravvivere senza subire danni,
superando perciò il "filtro" esistente a livello della milza.
Il numero dei globuli rossi del sangue si mantiene costante grazie a un
meccanismo di feedback negativo, al quale partecipa l'ormone
eritropoietina. L'eritropoietina viene messa in circolo dai reni in
risposta a una carenza di ossigeno, quale si può verificare per esempio ad
alta quota o in seguito a una perdita di sangue. L'ormone sollecita il
midollo osseo ad accelerare la sintesi di nuove cellule. Quando il livello
di ossigeno nei tessuti torna a valori adeguati, la produzione di
eritropoietina viene inibita, e il tasso di produzione dei globuli rossi
ritorna nella norma.

Il
gruppo sanguigno è determinato da proteine specifiche presenti sulla
membrana dei globuli rossi. Il sangue è infatti classificato in gruppi,
A, B, AB o 0 a seconda della presenza o meno di proteine specifiche
(indicate con le lettere A e B) sulla membrana plasmatica dei globuli
rossi. Nel sangue di gruppo A è presente la proteina A, nel sangue di
gruppo B la proteina B e nel sangue di gruppo AB entrambe le proteine, al
contrario, nel sangue di gruppo 0 entrambe le proteine sono assenti.
Inoltre, nel plasma di ciascun individuo sono presenti anticorpi contro le
proteine mancanti sui suoi globuli rossi (quindi ad esempio un individuo
con sangue di gruppo A possiede anticorpi contro le proteine B).
I
globuli bianchi
I globuli bianchi (leucociti) sono i responsabili delle difese
immunitarie dell'organismo.
Vi sono cinque categorie di globuli bianchi (linfociti, monociti,
neutrofili, basofili e eosinofili) che insieme costituiscono meno
dell'1% delle cellule del sangue. Queste cellule si distinguono l'una
dall'altra in base all'affinità per i coloranti, alle dimensioni e alla
forma del nucleo. Esse svolgono una funzione difensiva contro gli
aggressori provenienti dall'esterno e si avvalgono del sistema
circolatorio per raggiungere il luogo attraverso cui sono penetrati
elementi estranei.
Per esempio, i monociti e i neutrofili usano la rete dei capillari per
spostarsi dove qualche batterio è riuscito a introdursi sfruttando una
ferita; giunti a destinazione filtrano attraverso le pareti dei capillari
come minuscole amebe.
Nei tessuti monociti danno origine ai macrofagi, cellule ameboidi capaci
di incorporare particelle estranee. Quindi macrofagi e neutrofili
inglobano i batteri che sono penetrati o altre cellule identificate come
estranee ivi comprese le cellule cancerogene. Così facendo, i globuli
bianchi subiscono una degradazione irreversibile, muoiono e si accumulano
contribuendo a formare quella sostanza bianca nota come "pus",
caratteristica delle zone infette.
I linfociti intervengono nella risposta immunitaria. Il sistema
immunitario consiste di circe duemila miliardi di linfociti. Molti di
questi si trovano nel sangue e nella linfa distribuiti per tutto il corpo;
altri si accumulano in organi specifici, soprattutto il timo, i linfonodi
e la milza. La risposta immunitaria è il risultato delle iterazioni tra
diversi tipi di linfociti e le molecole da essi prodotte. Ci sono infatti
due tipi di linfociti: linfociti B e linfociti T in
una fase precoce dello sviluppo embrionale, i linfociti T, in via di
formazione, migrano nel timo (da qui il nome di linfociti T) e si
differenziano nelle forme mature. I linfociti B maturano invece nello
stesso midollo osseo (in inglese bone marrow , da cui proviene il loro
nome).
I linfociti B e T svolgono, nella risposta immunitaria, ruoli nettamente
diversi; comunque le risposte che entrambi producono constano di tre fasi
fondamentali:
1. riconoscimento dell'invasore
2. l'attacco riuscito
3. la memorizzazione dell'invasore per impedire future infezioni.
Meno abbondanti sono i basofili e gli eosinofili. La produzione di
eosinofili è stimolata da un'infezione parassitaria, in seguito alla quale
gli eosinofili convergono sugli aggressori e li ricoprono di sostanze
letali. I basofili producono composti anticoagulanti e molecole, come
l'istamina, che intervengono nelle reazioni infiammatorie.
Le
piastrine
Le piastrine non sono cellule intere, bensì frammenti di megacariociti,
grosse cellule presenti nel midollo osseo che formano le piastrine come
gemmazioni citoplasmatiche avvolte dalla membrana; una volta staccatasi
dal megacariocita, le piastrine entrano nel sangue, dove svolgono un
ruolo essenziale nel processo di coagulazione. Analogamente ai globuli
rossi, le piastrine sono prive di nucleo e il loro ciclo vitale è
ancora più breve, compreso tra 10 e 12 giorni.
Le piastrine sono fondamentali quanto il fibrogeno nella coagulazione del
sangue.
La formazione del coagulo è un processo che ha inizio quando le piastrine,
insieme ad altri fattori contenuti nel plasma, giungono a contatto con una
superficie irregolare, per esempio un vaso sanguigno lesionato. Le
piastrine tendono ad aderire alle superfici irregolari, per cui si
accumulano l'una sull'altra e, se il vaso è di piccolo diametro, lo
otturano completamente. A integrare il meccanismo provvede poi la
coagulazione del sangue che costituisce la più importante delle difese
dell'organismo contro le emorragie. La lesione sulla superficie di un vaso
sanguigno non soltanto
induce le piastrine a esercitare le loro capacità adesive,ma anche ad
innescare tra le proteine plasmatiche circolanti una complessa sequenza di
eventi che culminano nella produzione dell'enzima trombina.
La trombina catalizza la trasformazione del fibrogeno, una delle tante
proteine ematiche, in molecole filiformi di fibrina.
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Lesione |
Vasocostrizione |
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Accumulo di piastrine |
Filamenti di fibrina |

Le molecole di fibrina si intrecciano fittamente tra di loro dando origine
a una matrice fibrosa, una sorta di ragnatela proteica che immobilizza la
porzione fluida del sangue, provocandone la solidificazione in una massa
gelatinosa. Via via che nella regnatela restano imprigionati i globuli
rossi, la densità del coagulo aumenta. Le piastrine si attaccano poi al
reticolo fibroso ed emanano estroflessioni appiccicose che si agganciano
l'una con l'altra. Si crea così un coagulo denso e compatto che contrae la
ferita ravvicinando le superfici danneggiate e favorendo la
cicatrizzazione.
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