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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
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LA
CAVIGLIA
L'articolazione tibio-tarsica è un’ articolazione assai esposta al rischio
di lesioni acute al complesso legamentoso sia interno (mediale) che
esterno (laterale).

Articolazione tibio-tarsica
L’articolazione è composta dal complesso tibio-peroneale entro cui bascula,
nei movimenti di flesso estensione e rotazione del piede, l’astragalo.
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(Clicca
sui disegni per visualizzare i movimenti) |
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Movimenti articolari
dell'articolazione tibio-tarsica |
La
stabilità e la congruità articolare di queste ossa durante l’esecuzione
del movimento è assicurata dall’integrità di questi complessi legamentosi.
Distorsione
La
distorsione di caviglia produce un danno legamentoso, più o meno complesso
a seconda del numero di legamenti coinvolti, la cui estensione e gravità
viene quantificata in tre gradi.
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Legamenti dell'articolazione tibio-tarsica superiore |
In
seguito al trauma comparirà una marcata tumefazione della regione
malleolare colpita, accompagnata da vivo dolore che spesso impedisce
l’appoggio del piede a terra.
Nelle distorsioni di I grado spesso basta il riposo articolare ,
integrato da terapia anti infiammatoria, seguito da cicli di terapia
fisica (ionoforesi, laser) e fisiocinesiterapia; la ripresa dell’attività
sportiva sarà consentita a quadro clinico risolto.
Nelle lesioni di II grado in cui la compromissione dell’integrità
legamentosa è più grave rispetto al precedente è opportuno procedere ad
immobilizzazione per 4 settimane, a cui seguirà un intenso programma
riabilitativo.
Le lesioni di III grado, ovvero la rottura completa del legamento,
prevedono la terapia chirurgica seguita da periodo di immobilizzazione.
Tendinopatie
Come
per le articolazioni della
spalla e del
gomito, anche i singoli tendini
possono sviluppare processi patologici degenerativi legati al sovraccarico
funzionale.
Tendine
d'Achille
E’
il robusto tendine che si inserisce sul calcagno originando dai muscoli
della loggia posteriore della gamba; esso ha il compito di trasmettere la
forza originata da tali muscoli allo scheletro ed è implicato
costantemente durante la deambulazione, la corsa ed il salto. Esistono,
come nel caso della cuffia dei rotatori, delle strutture che si
interpongono tra osso e tendine per diminuire l’attrito durante il
movimento chiamate borse; esse possono andare incontro a fenomeni
irritativi satelliti dell’infiammazione tendinea.
Il
sintomo principale è il dolore lungo il decorso del tendine, talora
avvertito nella regione calcaneare, inizialmente legato allo sforzo
atletico ed in seguito presente anche a riposo.
Spesso
si accompagna edema dei tessuti peritendinei ed irritazione delle borse
lungo il tendine con deformazione del normale profilo anatomico ed
apparente scomparsa dei margini del tendine stesso.
Un ruolo
importante nella tendinite del tendine d'achille giocano le calzature, il
fondo su cui si pratica l’attività sportiva, la conformazione anatomica
del piede e la coordinazione del movimento.
Diagnosi
La diagnosi, oltre che sull’esame clinico, si basa su indagini
radiografiche, per escludere alterazioni ossee che sostengano la
patologia, e su indagini ecografiche che documentino il grado di lesione
del tendine.
Terapia
La
terapia, oltre al riposo articolare, consta di somministrazione di
antinfiammatori, terapia fisica (ultrasuoni), fisiokinesiterapia, talora
la prescrizione di particolari ortesi atte a tutelare da sollecitazioni il
tendine. La terapia chirurgica viene riservata ai casi di cronicizzazione
della patologia in cui vi sia necessità di asportare il tessuto
degenerato.
Tendinite dei peronieri e del tibiale posteriore
Interessa
robusti tendini che dalla loggia posteriore della gamba si inseriscono sul
piede rispettivamente al lato esterno ed al lato interno della caviglia,
passando sotto i rispettivi malleoli. La loro funzione è di
stabilizzazione e flessione plantare del piede durante il cammino, la
corsa ed il salto; le cause d’irritazione sono per la gran parte simili a
quelle che colpiscono il tendine d’Achille. Il segno clinico è il dolore
durante l’attività sportiva accompagnato a volte da tumefazione delle
regioni sottomalleolari.
Diagnosi
La
diagnosi si basa sulla visita clinica integrata da esame radiografico ed
ecografico.
Terapia
La
terapia consiste in riposo funzionale, antinfiammatori, fisiokinesiterapia
ed eventuali ortesi.
Fascite
plantare
Il
termine indica l’irritazione di una spessa tela fibrosa che decorre lungo
la pianta del piede e si chiama aponeurosi plantare.

Aponeurosi plantare
Colpisce
prevalentemente atleti amatoriali oltre i quarantenni d’età che pratichino
corsa e tennis. Riconosce un sovraccarico funzionale associato
soventemente ad alterazioni degenerative ossee (artrosi).
Il
dolore, avvertito in sede plantare soprattutto alla flessione delle dita,
in fase iniziale regredisce con il semplice riposo. Quando cronicizza esso
diviene persistente rendendo difficoltosa la deambulazione; in questa fase
diviene necessario l’uso di terapia farmacologia, fisica (ultrasuoni) ed
eventuale ortesi.
L’intervento chirurgico sull’aponeurosi viene riservato ai casi ribelli
alla terapia.
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