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LA SPALLA

 

L’articolazione della spalla è struttura anatomica il cui scheletro, composto da omero scapola e clavicola, si raccorda in due articolazioni fondamentali: la gleno-omerale e l'acromion-claveare.

Articolazioni della spalla

lavicola, scapola, omero

Articolazione gleno-omerale
Articolazione acromion-claveare

L'articolazione gleno-omerale possiede la particolarità di lavorare sospesa nel vuoto ed è costituita dall’estremità sferoidale della testa omerale che ruota su una superficie della scapola, detta glena consentendo al braccio di compiere una rotazione vicina ai 360° nello spazio.

L'articolazione acromion-claveare è formata dall’estremità della clavicola e da una parte della scapola chiamata acromion; le due ossa si affrontano mantenendo il reciproco rapporto mediante una spessa capsula e robusti legamenti tesi fra di loro

Queste articolazioni, racchiuse da capsule fibrose, sono stabilizzate da un apparato legamentoso e muscolare assai complesso che garantisce alla spalla un ampio raggio di movimento nello spazio ed una potente e sicura leva articolare.
Il complesso muscolare, che consente la rotazione del braccio e la sua elevazione, è indicata come cuffia dei rotatori, cui è sinergico il muscolo deltoide.

Muscolatura della spalla

Muscolatura della spalla


 

Mobilità della cintura scapolare
(Clicca sui disegni per visualizzare i movimenti)

Elevazione
Elevazione - flessione ed estensione
Flessione ed estensione

     

 

Mobilità dell'articolazione scapolo-omerale

 

Elevazione

Rotazione
Rotazione

Abduzione

Elevazione - abduzione - adduzione

 

Adduzione

La duttilità articolare della spalla, associata alla possibilità di esprimere gran potenza, espone, in numerose attività sportive (tennis, basket, pallavolo, baseball, golf, sci, football), le strutture anatomiche al rischio di lesioni.

Per meglio comprendere il carico funzionale che colpisce, durante l’atto sportivo, le strutture articolari della spalla basti pensare che l’energia prodotta durante il servizio nel tennis è generata principalmente dalla muscolatura del tronco e del bacino ed in minima parte dal complesso funzionale spalla-arto superiore,  ma sulle cui strutture anatomiche viene poi in gran parte dissipata l’energia residua.
Una semplice prova di quanto detto consiste nel lanciare una pallina restando in piedi e sfruttando il movimento di torsione del corpo ripetendo poi il lancio dal medesimo punto restando seduti, quindi con il tronco ed il bacino immobile. La distanza coperta dal secondo lancio, che ha sfruttato l’energia prodotta esclusivamente dalla muscolatura della spalla e del braccio, sarà assai inferiore rispetto al primo.

Lanciatore

 

 

 

LE LESIONI DELLA SPALLA

 

Lesione della cuffia dei rotatori

Cuffia dei rotatori in proiezione posterioreL’origine dei disturbi alla cuffia, oltre ad una causa traumatica violenta, può nascere da un'irritazione dei tendini dovuta all’iperuso funzionale cui segue una fase di infiammazione, edema ed iperemia tissutale (aumento della vascolarizzazione nei tessuti articolari). Perdurando lo stimolo irritativo, quindi aumentando l’edema, si restringe lo spazio articolare causando un conflitto tra il tendine e la parete ossea sovrastante durante il movimento; ciò perpetua la sofferenza del tendine facendolo degenerare sino alla rottura, parziale o completa.

In tale caso si indicherà il danno come "lesione della cuffia dei rotatori" cui conseguiranno lesioni della cartilagine articolare dell’omero e talora dell’osso sottostante. Spesso l’alterazione articolare conseguente alla lesione della cuffia produce l’irritazione del capo lungo del bicipite brachiale e della guaina che l’avvolge nel tratto in cui scorrono sulla testa omerale; l’infiammazione che ne origina viene definita tenosinovite.

Sintomi

Il dolore alla regione antero laterale di spalla che aumenta con l’attività sportiva e regredisce con il riposo è l’unico sintomo; con il passare del tempo, il dolore diviene continuo disturbando anche il riposo notturno.

Diagnosi

La diagnosi è basata su un’accurata visita confortata da successivi esami quali ecografie/RMN.

Trattamento

Il trattamento è guidato dall’estensione e profondità della lesione. Infatti, dal semplice riposo articolare associato a terapia fisica e farmacologia si può arrivare all’indicazione chirurgica per i casi in cui vi siano lesioni della cuffia che non abbiano risposto alla fisiokinesiterapia ed alla terapia farmacologia o che siano di tale entità da essere riparabili solo chirurgicamente.

Lesioni dell'articolazione acromion-claveare

Un urto diretto alla faccia laterale della spalla, o per caduta o per investimento da parte di un avversario sportivo, è solitamente il meccanismo che produce un danno la cui estensione e profondità possono giungere, attraverso lo stadio di stiramento e parziale lacerazione, sino alla completa rottura della capsula e di tutto il complesso legamentoso dando così origine ad una lussazione acromion-claveare 

Caduta

Stiramento
Stiramento

<->

Rottura
Rottura

Sintomi

Il dolore all’apice della spalla, di tale intensità da impedire ogni movimento, è il sintomo principale delle lesioni di quest'articolazione; in caso di franca lussazione dell’acromion-claveare si noterà una deformità alla spalla legata allo spostamento della clavicola verso l’alto, rispetto all’acromion.

Diagnosi

La diagnosi, oltre che sull’evidenza clinica, si pone con esame radiografico standard e sotto stress dinamico che dimostrerà l’allontanamento dei capi articolari per la lacerazione legamentosa.

Trattamento

La lussazione acromion-claveare viene curata chirurgicamente, riservando l’uso di tutori e successiva fisiocinesiterapia per le lesioni di grado minore.

Lesioni dell'articolazione gleno-omerale

Quest’articolazione, che possiede la particolarità di lavorare sospesa nel vuoto, è costituita dall’estremità sferoidale della testa omerale che ruota su una superficie della scapola, detta glena  consentendo al braccio di compiere una rotazione vicina ai 360° nello spazio.

Oltre alla capsula articolare, ad una struttura di contenimento appoggiata al bordo glenoideo scapolare, detta cercine, ed ai legamenti la stabilità articolare è affidata ad un complesso di muscoli che sovrapponendosi in vari strati mantengono "centrata" la testa omerale sulla glena scapolare durante il movimento.

Come per l’acromion claveare una sollecitazione del braccio, durante uno sforzo od un contrasto, provoca una lesione delle struttura capsulare, legamentosa e muscolare che può condurre alla lussazione dell’omero, ovvero alla perdita del fisiologico contatto tra omero e scapola.

A differenza dell’acromion claveare, la cui lussazione avviene in un solo piano dello spazio, la lussazione omerale, grazie all’ampiezza dell’arco di movimento, può prodursi in diversi piani (anteriore, posteriore, ascellare…). In realtà nello sportivo il 95% delle lussazioni gleno omerali è anteriore e si produce per un trauma prodotto mentre il braccio è alzato ed extrarotato.

 

Lussazione scapolo-omerale anteriore
 

Lussazione sottocoracoidea
Lussazione sottocoracoidea

Lussazione sottoglenoidea
Lussazione sottoglenoidea

 
Lussazione scapolo-omerale posteriore (sotto-acromiale)
 

Aspetto antero-posteriore
Aspetto antero-posteriore

Aspetto laterale
Aspetto laterale

L’aspetto clinico è caratteristico per la deformità che si evidenzia alla spalla lussata, oltre che per l’atteggiamento obbligato dell’arto superiore ed il dolore acuto che accompagna la lesione.

Aspetto clinico

Diagnosi

La diagnosi si pone con esame radiografico.

Trattamento

Le manovre per la riduzione della lussazione, ovvero per riportare l’articolazione alla normalità, devono essere eseguite da personale medico esperto. Infatti, sia la lesione in sé, come le manovre di riduzione, se non ben condotte, per la particolare anatomia della regione, possono causare lesioni assai serie ai nervi e ai vasi con lesioni permanenti alla spalla.

Dopo la riduzione della lussazione è necessario un periodo di immobilizzazione di quattro settimane per consentire la cicatrizzazione della lesione, seguita da fisiocinesiterapia per il recupero articolare

Recidive

Talora, in seguito ad un episodio di lussazione, si verificano con frequenza e per movimenti banali ripetuti casi di lussazione gleno-omerale dovuti alla lassità dei tessuti coinvolti nel primo episodio di lussazione; in tale caso si definirà la lussazione di spalla come "abituale o recidivante" e l’unica terapia che potrà essere efficace è quella chirurgica.

 

Ultimo aggiornamento: venerdì 04 novembre 2005