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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
E mail:
associazionesergiomaioranoonlus
Codice fiscale:
97183430582 |
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Gli animali
si nutrono di altri organismi, vegetali o animali, nessuno dei quali è stato
progettato per fungere da nutrimento per altre creature. Lo testimonia, per
esempio, il fatto che nelle piante le cellule sono rivestite da una parete di
cellulosa non digeribile, mentre molti animali sono ricoperti di pelo, scaglie
o penne che difficilmente potrebbero essere digerite.
Del resto i lipidi, carboidrati e proteine vegetali e animali (sostanze
necessarie al fabbisogno alimentare) non sono in forma direttamente
utilizzabile e debbono essere demoliti prima di venire assorbiti nel circolo
sanguigno del consumatore e distribuiti alle sue cellule. Gli animali hanno
pertanto messo a punto una varietà di apparati digerenti altamente
specializzati, ciascuno perfettamente adatto alla proprie modalità di vita e
alimentazione.
L'apparato
digerente dell'uomo consiste in un tubo muscolare, il tubo digerente (tratto
gastroenterico che fondamentalmente va dalla bocca all'ano), e comprende vari
organi accessori costituti dal pancreas, fegato e ghiandole annesse, che
producono sostanze chimiche necessarie per attaccare e disgregare i frammenti
del cibo che inghiottiamo.
Struttura
Lo stomaco
ha la forma di una J dilatata, con una piccola 'curvatura corta' ed una grande
'curvatura lunga'.
L'esofago si connette allo stomaco a livello del 'cardias', il confine tra la
grande e piccola curvatura. La sporgenza della grande curvatura al di sopra
della giunzione con l'esofago si chiama 'fondo', mentre la grande area tra il
fondo e la curva della J è il 'corpo' gastrico. Nel fondo e nel corpo le
ghiandole gastriche sono particolarmente abbondanti e producono acido
cloridrico ed enzimi digestivi. La muscolatura del corpo produce onde di
contrazione ritmiche che mescolano e trasportano il chimo, gli acidi e gli enzimi. La curva
della J, detta antro 'pilorico', si prolunga con la porzione prossimale dell'intestino
tenue. La prima porzione, dilatata, della parte pilorica dello
stomaco è detta 'antro'.

Lo stomaco è
un organo intraperitonale, cioè è completamente avvolto dal peritoneo, eccezion fatta per i vasi e i
nervi in entrata e uscita. Sia lungo la piccola, sia lungo la grande curvatura
decorrono archi arteriosi tortuosi, da cui dipartono piccole ramificazioni
verso la parete anteriore e quella posteriore dello stomaco.
Dovendo la parete gastrica adattarsi a diversi gradi di riempimento
dell'organo, il suo spessore varia notevolmente: da 5 a 15mm.
La superficie interna si solleva in grosse 'pliche' situate irregolarmente nel
fondo e nella grande curvatura, nella piccola curvatura esse costituiscono la
'via gastrica principale' con pieghe orientate in senso longitudinale. Queste
pliche di grandi dimensioni servono da un lato al trasporto veloce dei liquidi
lungo la via gastrica principale verso l'intestino tenue, dall'altro alla
formazione di superfici che consentano la dilatazione dello stomaco durante i
pasti.
Lo stomaco
ha tre funzioni principali:
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deposito
di materiali ingeriti,
i quali vengono liberati a poco a poco nell'intestino tenue secondo ritmi
compatibili con la digestione e l'assorbimento; |
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demolizione dei materiali residui,
realizzata attraverso una serie di possenti contrazioni peristaltiche
della parete muscolare; |
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rottura
dei legami chimici
attraverso l'azione di acidi e enzimi. |
Prima
funzione: DEPOSITO DI MATERIALI INGERITI
Lo stomaco è
un sacco muscolare estensibile, in grado di accogliere dai 2 ai 4 litri di
sostanze liquide e solide.
Mentre i liquidi raggiungono il piloro attraverso la via principale gastrica
della piccola curvatura e abbandonano lo stomaco nell'arco di pochi minuti, i
cibi solidi vi restano per un lasso di tempo considerevole: i carboidrati
lasciano lo stomaco dopo circa 1-2 ore, le proteine dopo 2-3 ore, mentre i
lipidi possono restare nello stomaco per più di 5 ore.
La muscolatura liscia e la mucosa dello stomaco sono così elastiche che si
possono tollerare anche pasti molto abbondanti. I recettori di tensione della
parete gastrica forniscono sufficienti informazioni al centro della fame
nell'ipotalamo, che l'impulso di mangiare scompare prima che lo stomaco
raggiunga un grado di espansione potenzialmente pericoloso.
L'aprirsi e il chiudersi di un anello di fibre muscolari, lo sfintere
esofageo, regola l'accesso del cibo proveniente dall'esofago e ne impedisce il
reflusso, mentre un secondo orifizio alla base dello stomaco, sfintere
pilorico, regola lo sbocco del cibo nell'intestino tenue.

Seconda
funzione: DEMOLIZIONE DEI MATERIALI RESIDUI
Motilità
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Durante il pasto i boli si accumulano nel tratto superiore dello stomaco
(cardias) senza che l'aumentato riempimento dell'organo ne elevi la
pressione interna.
Dopo il pasto, nella parte superiore del corpo si producono onde
peristaltiche lente che si intensificano e aumentano la propria
accelerazione mano a mano che si procede verso il piloro. Queste
onde si attivano a intervalli compresi tra 20 secondi e 4 minuti, a
seconda dell'attività digestiva dello stomaco. Nell'antro pilorico le
onde peristaltiche raggiungono la massima intensità. |
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1.
Piloro |
1.
Piloro
2.
Onde peristaltiche |
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Il
lume si restringe fino ad assumere fino ad assumere il calibro di pochi
millimetri. La regione pilorica, ricolma di chimo gastrico, è sottoposta
a un'elevata pressione meccanica. Quando i recettori meccanici
dell'antro avvertono la presenza di particelle di oltre 1mm di diametro,
il piloro si chiude: le onde peristaltiche si bloccano e il bolo alimentare viene sospinto
all'indietro nel corpo gastrico attraverso l'antro, oramai limitato a un
canale ristretto. Tale movimento sminuzza le particelle del chimo fino a
ridurle a un diametro di mezzo millimetro circa. A questo punto, grazie
ad un'onda
peristaltica, il piloro si apre leggermente e una piccola
parte del chimo passa, a ogni onda, nell'intestino tenue sotto forma di
fiotti. |
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1.
Piloro
2.
Onde
peristaltiche |
Nella
fase di digiuno che separa il completamento dello svuotamento dello stomaco e
una nuova assunzione di cibo, a intervalli di circa 2 ore, si producono onde
peristaltiche, durante le quali il piloro raggiunge la massima apertura.
Mano ma mano che il periodo di digiuno aumenta, aumentano anche le
contrazioni: lo stomaco gorgoglia sollecitando il pasto successivo.
Lo stomaco è
da considerarsi un organo autonomo rispetto alla propria muscolatura, malgrado
ciò la sua motilità è regolata a livello superiore dal sistema nervoso. Il
sistema parasimpatico aumenta la frequenza e l'intensità delle onde
peristaltiche, mentre l'ortosimpatico produce un effetto inverso.
Anche alcuni ormoni, tra i quali la gastrina, regolano la motilità gastrica.
Terza fase:
ROTTURA DEI LEGAMI CHIMICI ATTRAVERSO L'AZIONE DI ACIDI E ENZIMI
Secrezione
La tonaca
mucosa del fondo e del corpo dello stomaco accoglie 'ghiandole tubolari'
semplici, ghiandole gastriche lunghe alcuni millimetri disposte come tuboli in
serie, l'una accanto all'altra.
Esse secernano acido cloridrico e enzimi digestivi che favoriscono la
digestione.
Nel fondo delle ghiandole tubolari si trovano cellule basofile di grandi
dimensioni ('cellule principali') che hanno la funzione di secernere nel lume
i pepsinogeni, ovvero enzimi (pepsine) allo stadio inattivo che digeriscono le
proteine.
La secrezione in forma inattiva serve a impedire che l'enzima attacchi le
cellule che l'hanno prodotto.
La forte acidità presente nello stomaco (pH da 1 a 3) rende possibile la
trasformazione del pepsinogeno in pepsina, che del resto in ambiente acido
esplica al meglio i suoi compiti. Nel corso di tale processo le 'cellule di
rivestimento', di forma piramidale, secernono grandi quantità di acido
cloridrico.
Le cellule che rivestono lo stomaco sono protette dall'aggressione di questi
acidi e enzimi grazie a uno spesso strato di muco denso e alcalino da loro
stesse secreto, ma la barriera non è mai completamente impenetrabile e le
cellule devono essere sostituite ogni pochi giorni.

Nella
regione dell'antro e del canale pilorico si trovano ghiandole tubolari
ramificate che hanno struttura diversa rispetto alle ghiandole del corpo e del
fondo.
Accanto a numerose cellule produttrici di muco, spesso si trovano cellule
endocrine che immettono nel sangue la propria secrezione ormonale. L'ormone
più importante è la gastrina (prodotta dalle cellule G), un peptide che
stimola la secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule di
rivestimento delle ghiandole del fondo e del corpo.
La somatostatina (prodotta dalle cellule D) è un diretto antagonista della
gastrina e inibisce la produzione di acido cloridrico.
Ghiandole si trovano anche nella tonaca mucosa del cardias dove però il loro
sviluppo è notevolmente inferiore rispetto a quello che si riscontra nelle
altre zone dello stomaco. Esse sono tubolari composte e secernono un muco
alcalino.
La
produzione e la secrezione di acido cloridrico all'interno dello stomaco sono
regolate con precisione per due motivi principali: da un lato allo scopo di
digerire nel modo migliore la componete proteica degli alimenti e dall'altro
per evitare che una sovrapproduzione di acidi a digiuno danneggi la tonaca
mucosa.
Prima, durante e dopo l'assunzione di cibo si attivano meccanismi specifici
secondo un ordine preciso.
Essi vengono distinti in due fasi:
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fase
cefalica
(regolata dal sistema nervoso centrale) |
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fase
gastrica
(regolata dalla tonaca mucosa) |
Fase
cefalica
La fase iniziale della digestione è controllata dal sistema nervoso e si
sviluppa in risposta a un insieme di segnali che trae origine nella testa e
coinvolge la vista, l'odorato, il gusto e a volte l'idea stessa di cibo, oltre
all'attività muscolare della masticazione.
Questi stimoli provocano nella cavità orale la secrezione di saliva, mentre lo
stomaco è raggiunto da una serie di impulsi nervosi (provenienti del sistema
nervoso parasimpatico) che stimolano la produzione di acido cloridrico e
dell'ormone gastrina.
Impulsi provenienti dal sistema nervoso ortosimpatico, al contrario,
inibiscono la produzione di acidi e ormoni.
Fase
gastrica
L'ingresso del cibo nello stomaco attiva la seconda fase della digestione.
Subito la cavità gastrica viene inondata di muco per evitare l'autodigestione.
L'ambiente acido converte il pepsinogeno nella sua forma attiva, la pepsina,
che può iniziare l'attacco delle catene polipeptidiche (proteine).
Poiché le molecole proteiche tendono a ridurre la concentrazione dell'acido
nello stomaco, la gastrina non è più inibita ed interviene accelerando la
produzione di acido. Le cellule che secernono l'acido sono attivate anche
dalla dilatazione dello stomaco e dalla presenza di peptidi ottenuti la
demolizione proteica.
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