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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
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associazionesergiomaioranoonlus
Codice
fiscale: 97183430582 |
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OLFATTO E GUSTO
Olfatto e
gusto non sono chiaramente separabili l'uno dall'altro, infatti per molti
aspetti si sovrappongono.
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entrambi
sono sensi chimici, rispondono cioè ad agenti chimici naturali o
artificiali; |
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entrambi
proteggono il tratto gastrointestinale da sostanze non digeribili o
addirittura nocive. |
I recettori
sensoriali
Olfatto e
gusto si avvalgono di recettori per la percezione degli stimoli esterni.
Nel suo significato più generale, un recettore è una struttura che si
modifica quando viene eccitata da uno stimolo ambientale, determinando la
produzione di un segnale. Tutti i recettori sono trasduttori, cioè
strutture che trasformano i segnali da una forma in un'altra.
Un recettore sensoriale è un'intera cellula (spesso un neurone),
specializzata nel rispondere con un segnale elettrico a particolari stimoli
dell'ambiente in cui si trova; vale a dire, essa traduce gli stimoli
sensoriali nel linguaggio del sistema nervoso. I recettori sensoriali sono
raggruppati in organi sensoriali, come l'occhio, l'orecchio o la lingua; la
loro attività elettrica dà luogo a percezioni soggettive di luce, suono e
gusto che descriviamo come i nostri "sensi".
La stimolazione di un recettore sensoriale genera un potenziale di
ricezione, un segnale elettrico la cui ampiezza è proporzionale
all'intensità dello stimolo (in questo il potenziale di ricezione differisce
dal potenziale d'azione).
I potenziali di ricezione possono dare luogo a potenziali d'azione negli
stessi neuroni recettori, in alternativa, come nel caso delle cellule di
recettori sensibili ai sapori, i potenziali di ricezione provocano la
liberazione di un neurotrasmettitore su un neurone postsinaptico che, a sua
volta, produce potenziali d'azione che raggiungono il cervello.
Sensibilità
olfattiva
Sulla volta
della cavità nasale, i 10 milioni di neuroni dell'epitelio si distribuiscono
su un'area di circa 5 cm2 e, tramite un prolungamento cellulare
dotato di una decina di ciglia, raggiungono direttamente la superficie della
mucosa. Si tratta dunque di veri e propri neuroni che ricevono stimoli e
possono produrre potenziali d'azione (cellule sensoriali primarie).
La prima fase del processo olfattivo avviene sulla superficie del ciglio
olfattivo, ma come le sostanze chimiche interagiscano con la superficie
recettoriale rimane un mistero. Vi sono due ipotesi a riguardo:
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teoria
chimica:
la superficie recettoriale si compone di specifici recettori chimici
distribuiti sulla superficie della membrana; |
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teoria
fisica:
i recettori della membrana rispondono a caratteristiche forme molecolari. |
Tutti i
tentativi di classificare le qualità olfattive sono finora falliti.
In passato si era pensato che ogni odore potesse essere descritto con appena
sette caratteristiche distintive; attualmente si sa che esistono almeno 50
differenti "odori primari", ma il nostro linguaggio non ci permette di
descrivere correttamente le sensazioni provate.
E' certo che la capacità olfattiva dell'uomo è assolutamente insignificante in
rapporto a quella degli animali, i quali sono in grado di distinguere migliaia
di odori.
Elaborazione
dei segnali olfattivi a livello celebrale
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MUCOSA OLFATTIVA |
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PARTICOLARE DELLA MUCOSA OLFATTIVA |
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La mucosa olfattiva è situata nel tetto delle cavità nasali, anteriormente e
superiormente ai cornetti nasali superiori.
Gli assoni delle cellule sensoriali primarie della mucosa olfattiva penetrano
nella lamina cribrosa tramite fori e prendono contatto con i grossi neuroni
del bulbo olfattivo.
Molte centinaia di cellule sensoriali prendono contatto con una sola cellula
nervosa. Un odore viene riconosciuto solo quando tutte le cellule sensoriali
contigue scaricano contemporaneamente.
Partendo dal bulbo olfattivo gli stimoli raggiungono, tramite il nervo
(1°nervo cranico) le regioni encefaliche poste più in profondità, in
particolare l'ippocampo e l'ipotalamo, ma anche le restanti porzioni del
sistema limbico.
Olfatto e
emozioni
La stretta
correlazione con il sistema limbico è la ragione per la quale spesso odori
gradevoli o sgradevoli possono involontariamente scatenare emozioni.
Si trovano esempi di questo fenomeno in numerose occasioni quotidiane.
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Un
individuo, che ha un cattivo odore corporeo, non risulta simpatico fin da
subito. Al contrario, l'industria dei profumi vive letteralmente da
migliaia di anni sul fatto che un profumo più gradevole di un altro renda
più attraenti. |
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Nella
maggior parte dei casi l'odore di un nuovo appartamento è inizialmente
inconsueto, insolito, estraneo o, nel peggiore dei casi, sgradevole. Dopo
alcuni mesi si percepisce ancora l'odore rientrando a casa, ma lo stesso
odore risulta gradito. |
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Ogni
individuo prova diverse emozioni suscitate dall'odore di un qualcosa che
per lui abbia un valore affettivo particolare. |
Sensibilità gustativa: lingua e percezione del gusto
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SUPERFICIE DORSALE DELLA LINGUA |
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PARTICOLARE DELLE PAPILLE |
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La faccia inferiore della lingua è liscia, quella superiore (dorso), invece, è
resa ruvida dalla presenza di numerosi rilievi che prendono il nome di
papille.
Le più numerose sono le papille filiformi che si proiettano nella cavità
orale. Esse consentono il movimento dei cibi solidi sulla superficie della
lingua, costituendo quindi un presupposto necessario alla masticazione e alla
compressione degli alimenti contro il palato duro.
In corrispondenza della radice della lingua si trovano alcune (10-20) grosse
(2-3 mm di diametro) papille foliate e vallate nelle quali sono situati i
calici gustativi. Inoltre fra le papille filiformi, sul dorso della lingua, si
trovano le papille fungiformi, anch'esse contenenti calici gustativi.
Elaborazione
dei segnali gustativi a livello celebrale
A
confronto con la straordinaria sensibilità e motilità della lingua, il senso
del gusto sembra quasi poco sviluppato. In effetti esso non fa altro che
distinguere tra dolce (sull'apice), acido, salato e amaro (sui margini o sulla
radice della lingua).
Alla base di tale sensibilità vi sono 2000-6000 calici gustativi che
sono localizzati nell'epitelio delle papille. Si tratta di raccolte di cellule
sottili, ma estremamente allungate che attraversano tutto l'epitelio, dalla
membrana basale fino alla superficie linguale. Lo sbocco di un calice
gustativo si trova in un piccolo poro gustativo, la cui superficie accoglie
numerosi microvilli.
Le
sensazioni gustative raggiungono l'encefalo tramite il nervo facciale
(7°nervo cranico), il nervo glossofaringeo (9°nervo cranico) e il
nervo vago (10°nervo cranico).
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