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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
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fiscale: 97183430582 |
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GLI ORMONI E L’APPARATO ENDOCRINO |
Per
trasmettere informazioni agli organi, l'organismo, oltre che del sistema
nervoso, si serve di speciali sostanze chimiche, gli ormoni, prodotte
da particolari ghiandole dette endocrine.
A differenza
del sistema nervoso, dove le informazioni sono trasmesse molto rapidamente,
l'apparato endocrino agisce lentamente. Gli ormoni che si diffondono nel
sangue necessitano di 5-10 secondi per scatenare il primo effetto.
Normalmente, agiscono nell'arco di 30 minuti fino a tre ore, mentre alcuni,
come l'ormone della crescita, da effetti che sono visibili solo dopo alcuni
mesi.

Gli ormoni
Vengono
definiti ormoni tutti i messaggeri chimici che provocano una reazione
specifica. Ad ogni ormone corrisponde un recettore specifico sulle cellule
bersaglio, a cui si lega l'ormone, in grado di riconoscerlo anche a bassissime
concentrazioni.
Ogni cellula può possedere, per un determinato ormone, un solo tipo di
recettore, ma diversi tessuti possono avere diversi recettori per lo stesso
ormone. Ciò può causare la circostanza che lo stesso ormone possa avere
effetti diversi su diversi organi. Ad esempio, l'adrenalina aumenta
l'irrorazione sanguigna dei muscoli scheletrici (attraverso i recettori
b
),
ma riduce l'afflusso di sangue in corrispondenza del tratto gastrointestinale
(recettori a
).
Gli ormoni,
in genere, raggiungono i recettori attraverso il torrente sanguigno, ma
possono raggiungerli anche tramite i fluidi interstiziali (ormoni paracrini)
o agendo direttamente sulle cellule che li producono (ormoni autocrini).
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Dal punto di vista chimico gli ormoni si dividono i 4 categorie:
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Amine ( o catecolamine)

Es.: adrenalina, noradrenalina, dopamina
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Ormoni peptidici
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catene proteiche di 8 - 100 aminoacidi |
Es.: CCH, secretina; VIP; gli ormoni dell'ipotalamo e
dell'ipofisi
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Ormoni steroidi

Es. cortisolo, aldosterone, ormoni sessuali
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Acido arachidonico

Es prostaglandine, tromboxani |
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Come agiscono
Tre sono i
meccanismi fondamentali:
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Meccanismo mediato da
cAMP (Animazione)
L'ormone non supera la membrana cellulare, ma si lega ad un recettore
esterno, sulla superficie della membrana stessa. Il recettore, dopo essersi
legato all'ormone, trasmette il segnale ad una proteina G adiacente
la quale attiva l'enzima adenilciclasi che scinde l'ATP in cAMP (adenosiltrifosfato)
che funziona come "secondo messaggero" all'interno della celluna.
L'enzima Proteinchinasi A porta alla fosforilazione della proteina
bersaglio. Le proteine fosforilate modificano il loro funzionamento dando
luogo al processo che l'ormone, "messaggero chimico", voleva attivare.
-
Meccanismo mediato da
IP3/DAG (Animazione)
Anche in questo caso l'ormone si lega ad un recettore all'esterno della
membrana cellulare, accoppiato con una proteina G che attiva un processo
enzimatico. In questo caso si tratta dell'enzima fosfolipasi C che
può scindere i fosfolipidi che compongono la membrana cellulare nei suoi
componenti idrosolubili (IP3) e liposolubili (DAG) che divengono secondi
messaggeri dell'ormone. L'IP3 mobilizza calcio del reticolo endoplasmatico,
mentre il DAG, analogalmente al cAMP, attiva enzimi che fosforilano le
proteine.
-
Aumento della biosintesi
proteica (Animazione)
I due meccanismi descritti attivano delle proteine, modificando l'attività
delle cellule, ma non hanno effetti sulla crescita cellulare o sulla sintesi
o demolizione di proteine in essa contenute.
Gli ormoni sterodei penetrano nella membrana cellulare e si legano a un
recettore presente nel citoplasma e, insieme a questo, penetrano nel nucleo
della cellula. Qui possono provocare la sintesi di nuovo mRNA.
L'apparato
endocrino
Le ghiandole
che producono ormoni sono l'ipofisi, il pancreas, le ghiandole
surrenali, la tiroide (descritte in questa sezione) e le
ovaie e la placenta per le donne e i testicoli per gli
uomini.
Ipofisi
L'ipofisi
(ghiandola pituitaria) è un organo che ha le dimensioni di una nocciola ed un
peso di 0,4 - 1 g.
È situata al di sotto dell'ipotalamo a cui è collegata con il peduncolo
ipofisario.
L'ipofisi produce numerosi ormoni che a loro volta regolano l'attività di
altre ghiandole endocrine, esercitando una funzione di controllo sul sistema
ormonale. Per tale funzione è stata anche definita ghiandola "maestra".
 
Ipofisi
L'ipotalamo
ha rapporto con il sistema limbico che è responsabile delle emozioni. Questo
spiega lo stretto legame tra emozioni e tasso ormonale. Psiche e bilancio
ormonale sono strettamente connessi: ad esempio, periodi di stress possono
aumentare il livello della corteccia surrenale bloccando il ciclo mestruale.
L'ipofisi è
formata da due parti: il lobo anteriore ed il lobo posteriore.
Il lobo anteriore accoglie una varietà di cellule secernenti ormoni ed è
perciò una vera e propria ghiandola endocrina, mentre il lobo posteriore
riceve assoni di cellule nervose secernenti ormoni che si trovano
nell'ipotalamo.
Il lobo
anteriore produce:
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L'ormone
della crescita (GH) che regola la crescita, tramite la sintesi
di sostanze a livello epatico, accelerando il ciclo cellulare della
maggior parte dei tessuti e il consumo di proteine e carboidrati.
Una carenza di ormone della crescita si manifesta con statura piccola, ma
proporzionata; un eccesso, talvolta procurato da un tumore ipofisario,
determina una crescita eccessiva di tutte le parti del corpo e deformità. |
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La
prolattina che stimola le mammelle a produrre latte. |
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Quattro
ormoni che a loro volta stimolano altre quattro ghiandole endocrine:
ACTH, che stimola le ghiandole surenali
FSH, che favorisce la maturazione delle cellule germinali
nell'ovaio e nel testicolo
LH, che aumenta la produzione di testosterone
TSH, che aumenta la produzione di ormoni tiroidei e la
proliferazione di cellule tiroidee, facendo aumentare le dimensioni
dell'organo. |
Gli ormoni
rilasciati dall'ipotalamo si distinguono in "releasing hormones" (RH) o
liberine e "Inhibiting hormones" (IH) o statine,
rispettivamente se favoriscono o inibiscono la secrezione di determinati
ormoni ipofisari.
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Ormoni rilasciati dall'ipotalamo:
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CRH,
che favorisce la liberazione di ACTH (che a sua volta stimola le
ghiandole surrenali) |
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GH-RH,
che stimola la produzione di ormone della crescita |
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GH-IH,
che riduce la secrezione di ormone della crescita |
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Gn-RH,
che stimola la produzione di altri ormoni, regolando la funzione
sessuale |
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M-RH,
che stimola la produzione di melanotropina aumentando la
pigmentazione cutanea |
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M-IH,
antagonista del MRH |
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P-RH,
che favorisce la liberazione di prolattina |
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P-IH,
antagonista del PRH |
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T-RH,
che stimola la secrezione di FSH nel lobo anteriore dell'ipofisi |
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Pancreas
Il pancreas
è una ghiandola lunga e sottile. Ha due funzioni principali: secerne grandi
quantità di enzimi che intervengono in maniera determinante nella digestione
dei carboidrati, dei grassi e delle proteine e secerne gli ormoni insulina,
il suo antagonista glucagone, e la somatostatina, che svolgono
l'importante funzione di regolare il livello di glucosio nel sangue e regolano
il metabolismo dei carboidrati.
Il glucosio, contenuto in numerosi alimenti, è la fonte principale di energia
per tutte le cellule dell'organismo. L'insulina agisce per abbassare il
livello di glucosio nel sangue, stimolando le cellule ad assorbirlo ed il
fegato ad assorbire e ad immagazzinare il resto, mentre il glucagone stimola
il fegato a liberare glucosio.
La carenza o
l'assenza totale di liberazione di insulina da parte del pancreas provoca un
disturbo chiamato "diabete
mellito".
Ghiandole
surrenali
Le due
ghiandole surrenali sono situate al di sopra del polo superiore dei reni. Sono
al di fuori della capsula renale, ma ancora all'interno del tessuto adiposo
protettivo della loggia renale e perciò seguono ogni movimento del rene, pur
essendo degli organi completamente autonomi.
Sono formati da due parti: la midollare e la corticale.

Ghiandole surrenali
La
corteccia surrenale produce tre gruppi di ormoni steroidei: l'aldosterone,
che che controlla la concentrazione nell'organismo di diverse sostanze
chimiche tra cui il sodio e il potassio, un gruppo di ormoni, tra cui l'idrocortisone,
che regola il metabolismo dei carboidrati e un terzo gruppo costituito dagli
ormoni maschili androgeni e dagli ormoni femminili estrogeni e
progesterone.
Da notare che sia maschi che femmine producono ormoni sia maschili che
femminili, ma gli androgeni prevalgono nell'uomo e gli estrogeni nella donna.
Tiroide
La tiroide è
una ghiandola situata nella regione anteriore del collo, davanti e
lateralmente alla laringe ed ai primi anelli della trachea. E' formata da due
lobi, destro e sinistro, riuniti da una parte trasversale, detta istmo.
Con una certa frequenza, dal 30 al 50 %, è possibile apprezzare un sottile
prolungamento che si origina dall'istmo tiroideo, il lobo piramidale di
Morgagni, residuo del dotto tireoglosso (dotto che nel feto
congiunge la tiroide alla lingua). E' bene ricordarlo, in quanto eventuali
residui del dotto possono dare origine a cisti o fistole mediane del collo.
Sebbene alla nascita il peso medio della tiroide sia di circa 2 grammi,
nell'adulto raggiunge il peso di circa 20 grammi, ma può subire notevoli
variazioni da un individuo all'altro.
Nel suo complesso la forma della ghiandola ricorda quella di una farfalla. Ciò
è bene evidente nell'immagine ecografica della tiroide.
La
tiroide è circondata da una capsula che, mediante una guaina (peritiroidea),
è fissata alla laringe, alla trachea ed ai fasci nervosi e vascolari del
collo. Tra la guaina peritiroidea e la capsula fibrosa propria della tiroide
esiste uno spazio in cui decorrono i vasi: questo spazio viene chiamato
spazio pericoloso per la facilità con cui si verificano emorragie durante
gli interventi chirurgici. Anteriormente e lateralmente la tiroide è ricoperta
dai muscoli (muscoli sottoioidei e muscoli sternocleidomastoidei).
Posteriormente ai lobi laterali si trova il fascio nerveovascolare
del collo, in cui si trovano l'arteria carotide comune, la vena
giugulare interna, il nervo vago.
La tiroide è in rapporto anatomico di vicinanza, tra l'altro, con due
importanti strutture: i nervi ricorrenti e le paratiroidi. I
nervi ricorrenti (o laringei inferiori) innervano la maggior parte dei muscoli
della laringe. Le paratiroidi, generalmente presenti in numero di quattro, due
superiori e due inferiori, sono piccoli organi endocrini che secernono il
Paratormone, un ormone che insieme alla calcitonina prodotta dalla
tiroide, regola il metabolismo del calcio e del fosforo.
La posizione delle paratiroidi non è costante e le loro piccole dimensioni,
dell'ordine dei millimetri, rende impossibile in condizioni normali
l'identificazione mediante l'ecografia.
Si può perciò intuire quanto sia delicato un intervento della tiroide, in
quanto la lesione di queste piccole strutture può comportare danni a livello
delle corde vocali quando si provoca una lesione dei nervi ricorrenti, mentre
si hanno alterazioni del controllo del metabolismo del calcio se vengono
rimosse tutte le ghiandole paratiroidee. In quest'ultimo caso è necessario
intervenire con una terapia farmacologica.
La ghiandola tiroidea è costituita da piccole cavità (follicoli) contenenti
gli ormoni tiroidei. Questi vengono sintetizzati dalle cellule che circondano
i follicoli, quindi riversati nella cavità e accumulati sotto forma di una
grossa molecola chiamata tireoglobulina. Successivamente gli ormoni
tiroidei vengono secreti nel sangue che li trasporterà in tutto l'organismo
dove potranno esplicare le loro funzioni. La tireoglobulina, contenente gli
ormoni, rimane immagazzinata nei follicoli per vari mesi. La quantità
accumulata è in grado di rispondere al normale fabbisogno dell'organismo per
tutto questo periodo. Questo è il motivo per cui anche in totale cessazione
della sintesi ormonale, la carenza viene apprezzata dopo diversi mesi.
La tiroide
ha la funzione di secernere ormoni. Il 90 % della secrezione ormonale è
costituito dalla tiroxina (ormone indicato con la sigla T4),
il 10 % dalla triiodotironina (ormone indicato con la sigla
T3). In generale i valori normali di tiroxina nel sangue variano da 5 a 12
microgrammi su decilitro di sangue, mentre i valori di triiodiotironina
variano da 80 a 180 nanogrammi su decilitro di sangue. I valori possono
sensibilmente differire a seconda del laboratorio in cui viene eseguita la
ricerca e dall'ordine di misura considerato. Entrambi gli ormoni sono
importanti in eguale misura, infatti una parte considerevole della tiroxina
viene trasformata in triiodotironina nei tessuti periferici. Per produrre
normali quantità di ormoni è necessario assumere con la dieta circa 1
milligrammo di iodio alla settimana. Per prevenire la possibile carenza di
iodio, il sale da cucina viene spesso arricchito con ioduro di sodio.
Gli ormoni tiroidei all'interno del circolo ematico vengono legati a proteine
che li trasportano nei tessuti e liberati all'interno di questi. È la forma
libera che è biologicamente attiva, perciò quando gli ormoni vengono dosati
nel sangue si usa dosare la frazione libera, indicata con FT3 e FT4.
Gli ormoni tiroidei hanno nell'organismo due effetti principali:
-
aumento del metabolismo
nella sua totalità
-
stimolazione della
crescita nel bambino
Gli ormoni
tiroidei aumentano sia il metabolismo basale dell'individuo che l'attività
metabolica di tutti i tessuti. Per metabolismo basale si intende l'entità
della spesa energetica di un soggetto in condizioni di riposo, in stato di
veglia. Ad esempio, in un soggetto con aumento degli ormoni tiroidei si avrà
un consumo energetico aumentato.
Per attività metabolica dei tessuti si intende un aumento della velocità di
utilizzazione delle sostanze energetiche.
Inoltre, gli ormoni tiroidei aumentano la risposta dei tessuti alle
catecolamine (dopamina, adrenalina, noradrenalina). In generale si può
dire che queste sostanze permettono all'organismo di reagire agli stress
aumentando la quantità di sangue pompata dal nostro cuore e, quindi, il flusso
di sangue che arriva ai nostri tessuti, e stimolando il metabolismo cellulare
(si pensi ad esempio alla reazione che si ha di fronte ad un pericolo).
L'influenza della tiroide a livello cellulare di tutto l'organismo spiega il
motivo per cui la produzione di un'adeguata quantità di ormoni tiroidei è
indispensabile al normale accrescimento corporeo, allo sviluppo e maturazione
dei vari apparati, in particolare per l'apparato scheletrico e riproduttivo.
Per mantenere il metabolismo ad un livello normale deve essere continuamente
secreta esattamente la giusta quantità di ormoni tiroidei, infatti piccole
variazioni possono avere ripercussioni notevoli sull'organismo.
La sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei è controllata da ghiandole
sopradescritte: ipotalamo e ipofisi.
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