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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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Via Vigna del
Piano, 17 - 00060 - Riano (RM)
Telefono:
06/9081091- Cell 347 5759344
Fax:
06/9081091
E mail:
associazionesergiomaioranoonlus
Codice
fiscale: 97183430582 |
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Gli anziani
-
Enea
-
L'acquisto della casa
-
L'assistenza agli anziani
nelle città
-
Il volontariato degli anziani
E' sempre la solita ripetuta
affermazione, non per questo meno vera: il progresso tecnologico e
materiale delle società "affluenti" non è andato, in tutti i gli
ambiti vitali, di pari passo con il progresso morale. Ne è un esempio
la condizione degli anziani, che la vita quotidiana dei paesi
industrialmente più sviluppati tende a collocare ai margini.
A mio avviso, il problema degli anziani è il più misconosciuto e il
più urgente da risolvere dei giorni nostri, è la violenza più
artatamente nascosta dalla nostra società, è lo scheletro nei nostri
armadi, la menzogna su cui prosperiamo.
Succede che un tipo di società
che dà valore alla produttività, alla velocità, alla giovinezza,
all'efficienza, al consumo vistoso e immediato, all'individualismo
competitivo ed esasperato, al cambiamento costante di gusti e opinioni
non può che tendere ad escludere, in modi a volte subdoli e sottili,
chi non riesce ad adeguarsi ai valori dominanti.
A parte pochi privilegiati,
per reddito, cultura e salute, che occupano un ruolo preminente nella
scala sociale, a volte persino eccessivo (occorre guardarsi anche dai
pericoli delle gerontocrazie), la maggior parte degli anziani vive una
penosa condizione di invisibilità, di mancanza di potere, di
emarginazione.
Gli anziani sono lenti nei
movimenti, mal si adattano ai vorticosi cambiamenti del mondo del
lavoro e alla filosofia produttivistica delle aziende, hanno perso
flessibilità, sono spesso rigidi nelle loro opinioni e atteggiamenti,
sono a volte persino portatori di preconcetti difficilmente
difendibili, rappresentano valori sconfitti dall'attualità, testimoni
noiosi e ripetitivi di un mondo agli albori della tecnologia, spesso
minati da penose malattie, insufficienze, incapacità, che ci
costringono, tutti, a misurarci con i nostri limiti e la nostra
fragile condizione di uomini.
Ma quello che ancora più
addolora è l'esclusione dell'anziano all'interno della famiglia
stessa; il vecchio che vive al suo interno è poco adatto ai ritmi
convulsi e alla ideologia consumistica, e spesso è d'intralcio alla
filosofia del massimo divertimento da realizzare oggi, subito.
E' un dato di fatto: le
generazioni non si parlano più, condividono fra loro sempre meno
valori. Noi giovani restiamo indefinitamente figli che tutto chiedono
e niente danno, cui tutto è dovuto, senza alcuna gratitudine né
compassione per chi ha contribuito alla condizione di cui godiamo.
Non deve stupire se gli
anziani vengono fiduciosamente affidati a quei moderni "lager" che
sono talvolta (spesso?) gli ospizi, le case di riposo, spesso
terrificanti già nell'architettura finto razionalista,
istituzionalizzati, dimenticati, sopraffatti da organizzazioni
indifferenti, avide e violente, senza diritti, abbandonati
consapevolmente persino dallo Stato che infatti non esercita quasi mai
il suo potere di controllo.
Oppure quelli che possono, vivono da soli in modesti locali,
semiabbandonati da figli e parenti alla loro sorte, e tutti i giorni
si legge sul giornale di un anziano che viene trovato morto dopo
giorni, già in stato di decomposizione. Una morte senza aiuto e senza
conforto, solitaria, come la loro condizione.
Rimedi definitivi, ricette
infallibili e miracolose forse non ce ne sono. L'uomo deve misurarsi,
dicono i buddisti, con tre condizioni pressochè invincibili: malattia,
vecchiaia e morte.
Ma detto questo, anzi proprio a causa di questo, molte cose rimangono
da fare per migliorare la condizione dei vecchi, per ridare maggiore
dignità alle loro esistenze, per lottare contro la disumanizzazione
oggi prevalente. Intanto, proprio il destino umano comune, deve
spingere i sani e gli attivi all'impegno della solidarietà. Dobbiamo
riconoscere nell'altro ammalato, bisognoso, solo, vecchio la parte
rimossa di noi stessi, quella che l'ossessivo attivismo quotidiano
tende a tenerci celata.
Inoltre bisogna migliorare e
personalizzare l'offerta di servizi e opportunità, bisogna
razionalizzare gli interventi socio-sanitari, smettendola però di
ridurre al lumicino le già insufficienti risorse destinate
all'assistenza e alla sanità.
Occorre modificare le nostre concezioni urbanistiche e
architettoniche, per rendere le città, le tipologie abitative, le case
più conformi alle necessità della popolazione anziana: penoso è per
esempio vedere oggi un vecchio attraversare la strada, o coabitare in
famiglia in spazi abitativi insufficienti, che finiscono per rendere
difficile a tutti la convivenza.
Occorrono pensioni più
adeguate, che permettano agli anziani una più sicura autonomia
economica, bisogna incentivare e premiare concretamente,
economicamente chi si prende cura dei vecchi. Bisogna ripensare
soprattutto la nostra organizzazione di vita occidentale, la nostra
filosofia falsamente vincente, quando l'automazione tende sempre più a
liberarci dal tempo di lavoro e quando questo tempo potrebbe essere
proficuamente impiegato nel migliorare la qualità della vita dei
soggetti più deboli e bisognosi. |
ENEA
SERVIZI ALLA P.A. - Secondo Rapporto Tecnico
Sistema Informativo sui Servizi Sociali
per anziani, disabili e minori
·
Premessa
·
Analisi delle esigenze informative
·
La documentazione esistente nella Regione
Lazio
·
I servizi sociali di altre Regioni in
Internet
·
L'incontro con l'amministrazione decentrata
ed il cittadino
·
La costruzione dello strumento di rilevazione
·
Il quadro normativo di riferimento
·
La struttura dei dati
·
Lo strumento di rilevazione
·
La formazione del personale dell'Assessorato
·
Sintesi finale delle attività svolte
·
Allegati
Premessa
L'attività di
collaborazione tra l'Enea e la Regione Lazio è iniziata nel 1996 con
la realizzazione di un sistema informativo riguardante la
distribuzione territoriale dei servizi e delle strutture per
l'handicap e gli anziani. La base dati così ottenuta dalla prima
collaborazione è attualmente residente sul server dell'Enea
all'indirizzo internet:
http://andi.casaccia.enea.it/andi/ammi/regione.htm.
Dal 1997 sono
state avviate nuove iniziative finalizzate alla individuazione delle
esigenze informative dell'Assessorato, alla implementazione del
sistema informativo esistente, ed alla formazione del personale
all'uso delle relative tecnologie. Principali obiettivi della
collaborazione avviata sono quelli di mettere a disposizione
dell'amministratore, del cittadino ed dell'operatore del settore gli
attuali strumenti informatici per un facile, efficace ed affidabile
intervento di gestione dei dati sui servizi e sulle strutture
esistenti nel territorio regionale.
Le delibere di
riferimento per il presente progetto sono rispettivamente la
delibera regionale n. 7709 del 9 dicembre1997 e la delibera Enea n.
60/P del 21 maggio 1998.
Il sistema da
realizzare, in continuità con il precedente realizzato nel corso del
1996, prevede la ricognizione delle esigenze informative delle varie
componenti che operano nelle strutture e nei servizi sociali del
territorio regionale e degli utenti finali che ne usufruiscono. Alla
conclusione di tale fase si prevede la definizione di una struttura
dati sulla base della quale la Regione predisporrà un piano di
rilevazione in accordo con gli Enti Locali. In sintesi i punti del
programma sono:
1.
Identificazione del fabbisogno informativo dell'utenza finale
relativamente ai servizi esistenti sul territorio ed alle modalità
di accesso
2.
Identificazione del fabbisogno informativo dell'utenza
specializzata che lavora nelle strutture pubbliche e private
(finanziamenti, delibere regionali, convenzioni)
3.
Identificazione del fabbisogno informativo degli
amministratori regionali e locali (delibere, circolari e
comunicazioni varie)
4.
Predisposizione di una struttura per il censimento delle
strutture e servizi territoriali e di una base dati della
documentazione dell'assessorato di interesse pubblico
5.
Adeguamento della base dati esistente alle nuove esigenze
emerse
|
1. Analisi
delle esigenze informative
1.1. La
documentazione esistente nella Regione Lazio
L'Assessorato Politiche per la Qualità della Vita della Regione
Lazio solo recentemente (maggio 1999) è stato dotato di strumenti
informatici distribuiti per tutti i suoi uffici. In tale occasione
ed in seguito ad un accordo tra l'Assessorato e l'Enea, il personale
ha ricevuto una formazione di base per l'utilizzo dei principali
software di gestione di documenti elettronici (in seguito
descritta). Fino a tale data la documentazione elettronica sui
servizi socio-assistenziali si è basata sostanzialmente sul lavoro
realizzato precedentemente dall'ENEA. L'organizzazione ed
informatizzazione del materiale cartaceo sui censimenti regionali ha
prodotto la seguente struttura dei dati:
tab. 1 -
Strutture e servizi per l'handicap e per gli anziani
Strutture e servizi per l'handicap
Centri Diurni (*)
Comunità Alloggio (*)
Assistenza Domiciliare (*)
Servizi di trasporto comunale (*)
Centri di Riabilitazione (*)
Cooperative Integrate (*)
Strutture e
servizi per gli anziani
Centri Diurni/Sociali (*)
Assistenza Domiciliare (*)
Case di Riposo (**)
(*) Rilevazione
del 1993
(**) Rilevazione del 1996
Successivamente
a tale lavoro, all'interno dell'Assessorato sono state realizzate
liste ed indirizzari elettronici quali gli elenchi delle
cooperative, delle associazioni di volontariato, delle
Organizzazioni Non Governative, dei Centro Servizi Volontariato.
Queste liste risultano incomplete e disomogenee in quanto frutto
dell'iniziativa individuale più che di una programmata raccolta di
informazioni organico per una scarsa rispondenza delle strutture e
degli interlocutori che non potevano essere dedicati a tempo pieno
alle attività progettuali.
Dalla analisi
del materiale si denota un panorama estremamente complesso
dell'informazione che risulta reperibile con difficoltà, non
chiaramente codificata ma soprattutto difficilmente organizzabile
secondo criteri di standardizzazione.
Risulta allora
necessario ripartire dalle reali esigenze informative della
amministrazione centrale e di quella locale, passando
successivamente ad indagare quali sono le richieste del cittadino.
1.2. I servizi
sociali di altre regioni in Internet
Una prima approssimazione alla esigenza conoscitiva dei vari utenti
(amministratore, operatore del settore, cittadino) può essere
fornita dall'analisi delle pagine web in internet sulle strutture
socio-assistenziali. In sostanza tale indagine ci consente di
monitorare l'investimento delle altre amministrazioni verso la rete
telematica e ci suggerisce il possibile scenario futuro relativo
agli strumenti di informazione al cittadino della rete dei servizi
territoriali. Un elemento di valutazione dell'attenzione prestata
dalle amministrazioni ad Internet è sicuramente la frequenza
dell'aggiornamento delle pagine web. Di seguito vengono elencati i
servizi socio-assistenziali regionali attualmente disponibili in
rete. Ad ogni servizio, struttura, associazione disponibile in rete
corrisponde sulla destra la lista delle informazioni riportate. Una
stampa del materiale sotto sinteticamente descritto è riportata
nell'Allegato 1.
tab. 2 - I
servizi socio-assistenziali presenti nella rete Internet
REGIONE SARDEGNA - sito a cura
dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e Assistenza Sociale.
Consultori Familiari: asl, nome, prov, cap, indirizzo, telefono;
Normativa nazionale sull'infanzia e l'adolescenza;
Osservatorio regionale del volontariato: Comune, nome, indirizzo;
Aggiornamento: non è riportata la data di aggiornamento, ma sono
state osservate alcune modifiche dei dati rispetto alla fine del
1999.
REGIONE
LOMBARDIA - Direzione generale Interventi sociali
Normativa regionale sull'associazionismo;
Centri residenziali: asl, nome istituto, indirizzo, fax, n. posti,
finanziamento regionale giornaliero, retta giornaliera min. max;
Centri socio-educativi: asl, nome istituto, indirizzo, fax, n.
posti, finanziamento regionale giornaliero, retta giornaliera min.
max;
Istituti educativo-assistenziali accreditati per handicappati: asl,
nome istituto, indirizzo, fax, n. posti, finanziamento regionale
giornaliero, retta giornaliera min. max;
IPAB: cod. fiscale, vecchia USSL, ASL, zona, cod. ISTAT, indirizzo,
natura ente, stato ente, tipo ente interlocutore, rappresentante,
note; Case di riposo: Provincia, nome istituto, indirizzo, telefono,
posti letto, finanziamento regionale giornaliero, retta giornaliera
min. max;
Normativa regionale sul volontariato; Associazioni di volontariato:
Comune, cap, Provincia, indirizzo, tel, fax sezione intervento,
ambito intervento, settore competente, presidente;
REGIONE
LOMBARDIA - INFORMAHANDICAP
Enti , Associazioni, Cooperative: nome, indirizzo, telefono, sito
internet, e-mail, competenza, tematica, persona di riferimento;
Aggiornamento: le informazioni sono molto recenti
REGIONE LIGURIA
- La salute e il sociale (sezione del sito internet)
Normativa regionale sul volontariato; Associazioni di volontariato:
indirizzo, telefono, atto iscrizione registro regionale;
Centri di Servizio: indirizzo, telefono, e-mail;
Cooperative sociali: n. iscrizione, sez codice., indirizzo, cap,
città, telefono, numero iscrizione, data iscrizione, numero decreto
modifica, data modifica, numero decreto cancellazione, data
cancellazione;
Aggiornamento: non è riportata la data di aggiornamento, ma sono
state osservate alcune modifiche dei dati rispetto alla fine del
1999.
REGIONE
PIEMONTE - Direzione Regionale - Politiche Sociali
Informazioni generali
Aggiornamento: non risulta apportata nessuna modifica sulle
informazioni del settore
REGIONE TOSCANA
- Politiche sociali
Strutture di ospitalità: nominativo, tipo struttura, indirizzo,
Comune, telefono, fax, atto, tipo utenti
Strutture anziani prov. Pisa e prov. Pistoia: nominativo, indirizzo,
Comune, telefono, gestione, n. posti autosufficienti residenti ASL,
n. posti autosufficienti non residenti ASL, posti non
autosufficienti residenti ASL, n. posti non autosufficienti non
residenti ASL;
Centri per l'Infanzia e l'Adolescenza: Provincia, Comune
Associazioni di volontariato: breve descrizione, link al sito
Aggiornamento: non è riportata la data di aggiornamento, ma sono
state osservate alcune modifiche dei dati rispetto alla fine del
1999.
REGIONE VENETO
- Assessorato Politiche sociali
Informazioni generali sull'Assessorato
Normativa ed informazioni varie sulle barriere architettoniche
Aggiornamento: non sembra essere frequente
REGIONE ABRUZZO
- Servizio Sicurezza Sociale
Ass. Volontariato: iscrizione DPGR, sede, telefono, prestazioni e
struttura, utenza, ambito operativo
Aggiornamento: non sembra essere frequente
Risulta subito
evidente che nella lista sono presenti solo alcune Regioni italiane.
Questo perché, seppur ormai disponendo tutte di un sito web, solo
alcune forniscono informazioni sui servizi e sulle strutture
socio-assistenziali che qui interessano. La frequenza
dell'aggiornamento non è complessivamente soddisfacente; pur avendo
percepito l'importanza di essere presenti sul web, la fiducia nella
diffusione dei dati attraverso la rete risulta solo per la Sardegna,
la Lombardia, la Liguria e la Toscana.
Una seconda
considerazione riguarda la qualità delle informazioni fornite;
l'approfondimento del dato si arresta ad un livello molto
superficiale limitandosi alla fornitura dell'indirizzo della
struttura o del servizio. Una eccezione è rappresentata dalla
Regione Lombardia che aggiunge una informazione interessante per
l'utente quale l'importo minimo e massimo delle rette delle
strutture residenziali.
In alcuni casi
le informazioni aggiuntive sono certamente pensate per il personale
amministrativo (vedi la differenziazione riportata sugli utenti
delle strutture per gli anziani della provincia di Pisa e Pistoia,
oppure il nominativo di riferimento delle IPAB lombarde).
Risulta perciò
chiaro che la richiesta informativa per una attività di gestione,
pianificazione e controllo si focalizza sui dati finanziari e sulle
statistiche di utilizzo della struttura. Dal lato dell'utente è
invece il bisogno a determinare la ricerca dell'informazione, che si
traduce nella richiesta dell'indirizzo, delle prestazioni e delle
attività fornite. |
1.3.
L'incontro con l'amministrazione decentrata ed il cittadino
Il presente paragrafo descrive l'indagine conoscitiva sulle esigenze
informative provenienti dai Comuni del Lazio e da parte dei
cittadini. L'analisi è il frutto di incontri diretti e attraverso
l'analisi delle e-mail pervenute all'Enea relative alle richieste di
notizie sulle strutture presenti nel territorio. I Comuni sono il
fronte della pubblica amministrazione più esposto al disagio del
cittadino. Gli sportelli al cittadino (URP) e gli Assessorati ai
servizi socio-assistenziali sono i primi centri operativi attraverso
i quali si veicola l'informazione utile dall'amministrazione al
cittadino e viceversa. Con questa consapevolezza il presente
progetto è stato presentato ai Comuni rappresentati dai capoluoghi
di provincia in occasione di un incontro presso la Regione Lazio
svoltosi il giorno 11 febbraio 1999.
Durante la
riunione sono stati distribuiti i format delle tipologie dei servizi
e delle strutture territoriali con le relative informazioni
previste, ed i tabulati delle strutture e dei servizi già censiti.
Per tale occasione si era provveduto ad aggiornare i dati sulle
strutture ed i servizi per l'handicap e per gli anziani al
31/12/1997. Durante la riunione sono state discusse le richieste
informative a livello comunale, sono emerse le difficoltà dei
diversi uffici nel rispondere concretamente alle richieste del
cittadino sui servizi della propria Regione. Per tale motivo è stato
richiesto ai Comuni di collaborare attivamente al progetto
attraverso una valutazione critica operativa ed alcuni suggerimenti
integrativi per migliorare la struttura dei dati ipotizzata ed
eventualmente integrarla alle banche dati già esistenti. Il Comune
di Roma si è impegnato a mettere a disposizione dell'Enea i dati in
suo possesso in formato elettronico sui centri anziani e sulle altre
strutture per l'handicap del proprio territorio comunale.
I Comuni, pur
manifestando un certo interesse al progetto e nonostante i ripetuti
solleciti dell'Assessorato, non hanno mai fatto pervenire
osservazioni né la documentazione stabilita. A seguito del protrarsi
del tempo di attesa di tale contributo, si è deciso di procedere
autonomamente ad una definizione di una struttura di dati più
complessa della precedente.
Nell'incontro
sono state in parte affrontate anche le richieste del cittadino
fatte alle amministrazioni comunali. Nell'impossibilità di
effettuare interviste dirette visti i costi ed i tempi del progetto,
si è pensato di utilizzare come base di analisi anche le e-mail
pervenute all'Enea riguardanti direttamente il materiale esistente.
Il testo di
alcune e-mail raccolte è riportato in Allegato 2. Si conferma che
l'utente è alla ricerca di una risposta operativa al suo problema
rappresentato nella maggior parte dei casi dalla presenza di un
genitore anziano non più autosufficiente, spesso da un parente con
un disagio psichico. L'assistenza domiciliare e le strutture
residenziali sono quelle maggiormente richieste, con una domanda che
si limita in genere alle informazioni sulla localizzazione della
struttura ed al numero di telefono.
Una
considerazione merita il fatto che tre dei messaggi pervenuti
provengono da persone che vivono fuori dal territorio regionale -
due addirittura dall'estero - ma si riferiscono a parenti che vivono
nel Lazio. |
2. La
costruzione dello strumento di rilevazione
2.1. Il quadro
normativo di riferimento
Per identificare con una certa precisione il contenuto delle
attività svolte in campo socio-assistenziale, occorre considerare il
contesto normativo di riferimento. I servizi socio-assistenziali del
territorio regionale del Lazio sono regolati dalla L.R. 38 del 9
settembre 1996 che ne disciplina la programmazione e
l'organizzazione. Questi vengono descritti a partire dalla sezione
indicata con il titolo Interventi e servizi di sostegno alla persona
ed alla famiglia (dall'articolo 21 all'articolo 34). A ciascun
articolo corrisponde una serie di attività e prestazioni indirizzate
ai diversi utenti considerati.
Queste infatti
vanno dalle attività burocratico amministrative (Assistenza
economica, Soddisfacimento di esigenze abitative, Interventi per
l'inserimento lavorativo), alle prestazioni di assistenza
domiciliare permanente (Assistenza domiciliare, Aiuto personale),
alla assistenza temporanea e con carattere di urgenza (Servizio di
emergenza e pronto intervento assistenziale, Telesoccorso), ai
servizi semiresidenziali (Centri Diurni, Servizio semiresidenziale),
ai servizi residenziali (Affido o ospitalità in servizi
residenziali).
Dalla lettura
dell'articolato si evidenzia una difficoltà a ricostruire un quadro
coerente degli interventi e dei servizi socio- istituiti;
l'attenzione è centrata a volte sul servizio a volte sulla struttura
o ancora più ambiguamente sulla struttura intesa anche come servizio
(ad esempio l'articolo 34 che riguarda l'Affido o ospitalità in
servizi residenziali - perciò un servizio erogato - si riferisce
alle diverse strutture quali la casa-famiglia, il gruppo
appartamento, le comunità alloggio, nelle quali vengono erogati
servizi di assistenza.).
Questo rimando
continuo tra i diversi referenti concettuali si traduce nella
difficoltà ad individuare le reali unità operanti nel territorio (i
servizi, le strutture o la loro combinazione?) ed i soggetti ad esse
collegati. Ed è probabilmente da attribuire a tale fattore la
difficoltà riscontrata all'interno dell'Assessorato nel disporre di
informazioni chiare e ben codificate sull'intero settore.
2.2. La
struttura dei dati
Per delineare il quadro di riferimento del sistema dell'assistenza
sociale dal quale muove la presente analisi, occorre fornire le
definizioni operative utilizzate:
·
il servizio: istituto riconosciuto nell'ambito della
legge 38, Titolo III, e caratterizzato dall'insieme di prestazioni
volte alla cura della persona in stato di bisogno sociale e
culturale (disagio, emarginazione, disadattamento).
·
la struttura: ente giuridico convenzionato che
gestisce i servizi nell'ambito della legge 38 (ente locale, ASL,
cooperativa, ente non profit, ente privato, ecc.)
·
la sede operativa: luogo fisico presso il quale viene
erogato un servizio.
Il sistema socio-assistenziale della
Regione Lazio, definito dalla L.R. 38 del 9 settembre 1996, viene in
tal modo a configurarsi come un insieme di servizi ed interventi
svolti da strutture riconosciute in sedi operative distribuite nel
territorio regionale. Nella tab.3 è riportata la lista dei servizi
previsti dalla legge 38 con a fianco, tra le parentesi, l'articolo
che ne istituisce il funzionamento mentre la tab.4 mostra l'elenco
delle strutture autorizzate.
tab. 3 - Elenco
dei servizi socio-assistenziali previsti dalla legge 38
assistenza economica (21)
esigenze abitative (24)
assistenza domiciliare (22)
aiuto personale (23)
mensa sociale ed accoglienza notturna (25)
centro diurno (26)
servizio semiresidenziale (27)
servizi per la vacanza (28)
pronto intervento assistenziale (29)
telesoccorso (30)
interventi per l'inserimento architettonico (31)
tutela del minore (32)
servizi psicosociali a richiesta della magistratura (33)
affido o ospitalità in servizi residenziali (34)
N.B. I servizi residenziali
propongono diverse soluzioni abitative. Per tale motivo si è deciso
di suddividere ulteriormente questo articolo secondo le tipologie
abitative: casa famiglia (34a), gruppo appartamento (34b), casa di
riposo (34c), comunità alloggio anziani (34d), comunità alloggio
(34e), casa albergo (34f), residenze sanitarie assistenziali (34g).
tab. 4 - Elenco
delle strutture operanti nell'ambito della legge 38
enti locali
aziende ASL
IPAB
enti religiosi
cooperative
enti non profit
società private
altri enti pubblici
altri enti privati
enti misti
Gli elementi sopra considerati, in
termini di cosa è erogato, da chi e dove, hanno una relazione
multipla, ovvero una struttura (cooperativa o ente privato) può
erogare uno o più servizi in una o più sedi territoriali.
fig. 1 -
Struttura della relazione
Tipo di relazione uno a molti: una
struttura per n servizi e per m sedi operative
La fig.1 mostra
che la struttura viene proposta quale unità di analisi per la
costruzione della base di dati. Le ragioni della scelta sono legate
alla modalità di acquisizione delle informazioni. Nel caso di una
rilevazione sul campo, si considera più opportuno inviare il
questionario o la scheda di rilevazione direttamente alle strutture
operanti nel territorio per una loro diretta compilazione piuttosto
che alle sedi operative. Anche nel caso della presenza di rilevatori
esterni, la struttura costituisce un riferimento sicuro per la
presenza di responsabili o di operatori che possono rispondere
direttamente circa i servizi forniti. La struttura in genere è
strettamente vincolata ad una circoscritta area geografica, perciò
si propone operativamente di demandare ai Comuni la gestione del
censimento dopo una individuazione delle strutture che, sulla base
di convenzioni ed accordi, già forniscono prestazioni.
|
2.3. Lo
strumento di rilevazione
Una volta identificati i servizi e le strutture, sono state
ricostruite le attività svolte e le prestazioni fornite per ciascun
servizio. Tra queste sono considerate anche le attività
aministrativo-finanziarie implicite per ciascun servizio e
riguardanti il rapporto con la pubblica amministrazione committente;
di un servizio, oltre all'informativa sulle prestazioni
socio-assistenziali erogate all'utente, occorre conoscere tutto ciò
che ne consente la verifica in termini di qualità e quantità
(l'ammontare delle spese esistenti per la logistica, per il
personale, il numero e la tipologia degli utenti, ecc.).
Il quadro
completo delle informazioni ricapitolate per i diversi servizi è
riassunto di seguito e riportato nelle tabelle successive. La tab.4
riassume le informazioni sulla struttura da rilevare. Si tratta di
conoscere la natura giuridica, l'eventuale iscrizione al registro,
le spese sostenute (ad eccezione del personale) ed i finanziamenti
pubblici e privati ricevuti. La tab.5 riguarda le informazioni sulla
sede nella quale si svolgono le prestazioni quali la localizzazione
geografica, l'accessibilità e le caratteristiche di distribuzione
degli spazi.
La tab.6 infine
descrive dettagliatamente le prestazioni e le attività svolte per
ciascun servizio (in colonna), il bacino di utenza coperto dal
servizio, il personale suddiviso secondo le professionalità. I costi
del personale sono riportati in questa sezione in quanto sono
strettamente legati alle prestazioni erogate e non alla struttura
operante. Si osservi che i servizi, dopo la scomposizione analitica
operata in precedenza, sono stati riaccorpati secondo l'analogia
delle funzioni svolte.
tab.4 -
L'organizzazione delle informazioni sui servizi socio-assistenziali:
la struttura 
tab. 5 -
L'organizzazione delle informazioni sui servizi socio-assistenziali:
le
sedi operative
tab. 6 -
L'organizzazione delle informazioni sui servizi socio-assistenziali:
i
servizi erogati
Dopo aver
definito l'unità di analisi, la struttura dei dati e la loro
relazione, si passa alla costruzione dello strumento di rilevazione,
l'insieme delle maschere di inserimento dati in sequenza logica. La
progettazione delle maschere è stata effettuata utilizzando gli
strumenti per la costruzione delle pagine web. Le maschere ricavate
(Allegato 3) sono perciò strumenti ipertestuali che prevedono un
database sottostante SQL o Access.
Le prime
informazioni riguardano il nome dell'utente e la password per
l'accesso riservato secondo le richieste dell'Assessorato.
Successivamente si passa ai dati sulla struttura che sono divisi
secondo le strutture pubbliche e private. Dalle generalità della
struttura si passa alla compilazione della sede operativa che può
ripetersi secondo il numero delle sedi utilizzate dalla struttura.
Dalla segnalazione dei servizi presenti nelle sedi operative si
accede alla compilazione delle maschere sui servizi stessi. Per
ciascun servizio si inseriranno le informazioni previste per
ciascuna colonna così come sopra descritto. |
3. La
formazione del personale dell'Assessorato
Pur non
previsto nella fase di progettazione del programma di attività, in
corso d'opera si è ritenuto necessario provvedere ad una formazione
di base del personale all'uso degli strumenti informatici. La
formazione si è resa necessaria in conseguenza dell'arrivo di nuove
postazioni di lavoro presso l'Assessorato e valutando perciò,
d'accordo con l'Assessorato stesso, opportuno orientare il massimo
degli sforzi verso una rapida alfabetizzazione del personale. Il
tutto, nell'obiettivo di accelerare il processo di organizzazione e
razionalizzazione del materiale secondo le nuove potenzialità
offerte dagli strumenti informatici. Il corso si è articolato in tre
moduli di formazione, di tre giorni ciascuno, riguardanti un totale
di 20 persone, presso i laboratori del centro di ricerche Enea della
Casaccia.
Con tale
formazione il personale è stato messo in grado di elaborare
autonomanente liste e documenti elettronici secondo i software
informatici attualmente più diffusi.
tab. 8 - Corso
di formazione di base: programma
Introduzione
Vista d'insieme di un PC
CPU, periferiche, memoria
File, cartelle, unità dischi
Caratteristiche generali
Windows 95 Cenni di installazione del sistema operativo
Avvio di Windows 95
Pannello di controllo
Desktop, finestre, mouse e principali comandi
Tasto start, cartelle, file, Risorse del computer e di rete
Installazione di programmi
Avvio di programmi, icone di collegamento
Gestione stampanti
Condivisione documenti Word
Avvio e uscita dal programma
Concetti base
Creare, salvare e stampare un documento
Formattazione di un testo
Caratteri, modifica, intestazione e numerazione di pagine
Creazione e modifica di un modello Excel
Avvio e uscita dal programma
Concetti base
Creare, salvare e stampare un foglio di lavoro
Numeri e formule
Formattazione delle celle (righe e colonne)
Principali operazioni sul foglio di lavoro
|
4. Sintesi
finale delle attività svolte
Come risulta
dalla esposizione delle attività realizzate, le attività di studio e
ricerca sono state adattate alle esigenze imposte dalle condizioni
al contorno, secondo un programma concordato di volta in volta con
l'Assessorato. Pertanto lo studio si discosta in parte delle linee
progettuali concepite inizialmente. In particolare nel corso della
fase esecutiva sono intervenuti alcuni eventi, anche positivi, che
hanno determinato cambiamenti sostanziali all'intero progetto come
ad esempio l'evolversi del quadro organizzativo e tecnologico nel
quale si inseriscono le attività oggetto dello studio.
Non va inoltre
trascurato il dato importante, segnalato nella presente esposizione,
relativo alla scarsa disponibilità operativa mostrata delle
amministrazioni comunali coinvolte durante la progettazione della
base dei dati. Pur nella consapevolezza delle difficoltà operative e
burocratiche che tali amministrazioni incontrano nello svolgimento
delle loro attività, si considera questa una occasione persa
soprattutto nella collaborazione tra struttura regionale e locale.
La impossibilità di coniugare armonicamente le diverse esigenze
informative ha dato il via alla costruzione di uno strumento di
rilevazione molto interessante dal punto di vista tecnico, ma che al
momento non è direttamente applicabile essendo necessaria la
realizzazione di una fase di prova e i necessari adattamenti alla
realtà concreta, già previsti dalla ricerca.
Il lavoro
svolto, oltre ad aver messo in luce molteplici aspetti utili per la
definizione di un sistema informativo operativo a diversi livelli di
utenza, ha consentito di definire meglio la natura dell'intervento e
di conoscere la dimensione degli interventi da realizzare. In
considerazione della complessità emersa e dei costi che avrebbero
superato il budget disponibile si è scelto di non procedere alla
fase di rilevamento dei dati che sarebbe stata solo molto parziale e
non avrebbe consentito rilevazioni significative neanche ai fini
dello sviluppo progettuale futuro. Si è valutato infatti che la
attività sul campo, per la quale è necessario un lavoro articolato e
complesso debba essere oggetto di uno studio specifico a se stante
per il quale saranno di estrema utilità i risultati finora
raggiunti.
In preparazione
di tale fase e in relazione all'obiettivo primario di preparare il
personale dell'assessorato ad una partecipazione attiva ed integrata
al progetto, si è imposta l'esigenza di formare il personale ed è a
tale obiettivo che sono stati orientati gli sforzi del progetto.
Un'altra attività svolta ai fini della maggiore efficacia dello
svolgimento del progetto è stata l'integrazione e l'aggiornamento
con nuovi dati, non previsti alle basi dati esistenti, sul sistema
informativo sperimentale messo a punto dall'ENEA per preparare
l'incontro con i Comuni. |
L'acquisto della casa
La
casa, grande amore, grande pena degli italiani
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Casa dolce
casa per gli italiani, ma anche fonte di disagio, soprattutto per le
categorie più deboli, come gli anziani ed i disabili. È quanto emerge
da una ricerca del Censis, che evidenzia una generale soddisfazione
degli abitanti del bel paese per la propria condizione abitativa.
In particolare, il 41,1% dichiara che non cambierebbe mai la propria
casa ed il 48,6%, pur non nascondendo il desiderio di migliorarla si
dice "abbastanza soddisfatto". Nei piccoli comuni, con meno di
10.000 abitanti, l’attaccamento alle mura domestiche risulta più
spiccato anche perché più spesso, nelle grandi metropoli, la quota di
famiglie in affitto è più elevata e quindi emerge un atteggiamento più
distaccato.
Riguardo ai
singoli aspetti della casa, sono le sue "dimensioni" a registrare la
soddisfazione più ampia, per più del 90% delle famiglie, così come,
quasi allo stesso livello, la sua "collocazione urbana rispetto alle
esigenze di mobilità dei membri della famiglia", le "dotazioni
impiantistiche" e "lo stato generale di efficienza". Molte meno
famiglie, fra il 20% e il 30%, giudicano invece positivamente
"l’aspetto estetico dell’edificio" e "l’isolamento termico ed
acustico".
Ma qual è la
casa dei sogni? La cosa che sembra contare di più (per il 53% delle
famiglie) non concerne tanto la casa in se stessa quanto la sua
localizzazione, che deve essere congrua rispetto alle esigenze di
vita, di lavoro, di studio, dei diversi componenti della famiglia. Al
secondo posto (23,2%) viene indicata la preferenza per una casa
unifamiliare, tranquilla e autonoma, ossia la villetta con giardino
sognata dagli italiani, insofferenti ai condizionamenti delle
convivenze condominiali.
Ben diversa
è la condizione delle famiglie che vivono il "disagio abitativo",
stimate in circa 2.180.000 pari a poco più del 10%. Ma il 55% degli
italiani considera questo "un problema più diffuso di quanto si
immagini", e il 35% "una questione rilevante per alcune particolari
categorie sociali".
Innanzitutto
gli anziani: circa 3 milioni di essi vivono soli, e la condizione di
solitudine è di per sé un fattore di disagio abitativo. Inoltre il
17,3% delle famiglie con capofamiglia anziano vive in affitto,
e di queste il 66,2% paga il canone ad un singolo proprietario
privato (quindi, nella maggior parte dei casi, un canone di mercato);
non stupisce dunque che il 35,4% degli anziani sia gravato da un
canone che assorbe almeno il 40% del reddito familiare. È facile
quindi comprendere come circa 2.400.000 anziani si dichiarino "poco o
per nulla soddisfatti" della propria abitazione.
Seguono i
disabili, con circa 1.200.000 nuclei familiari che vivono
quotidianamente il disagio abitativo di barriere domestiche o
condominiali. La percentuale di famiglie che dichiara la presenza nel
proprio nucleo di persone che hanno problemi di barriere
architettoniche in casa è del 5,6%, e si arriva fino al 7,6% nel
caso di famiglie che vivono in affitto.
Ci sono poi
i separati, costretti dalle vicende familiari a ricercare una nuova
casa, il più delle volte in affitto, visti gli oneri economici che la
separazione stessa comporta. L’incremento notevolissimo delle
separazioni - dal 1992 al 2001 le separazioni concesse sono aumentate
di ben 30.000 unità passando da quasi 46.000 a 76.000 unità con un
incremento del 166% - crea dunque nuove sacche di domanda debole.
Infine gli
immigrati. Su un totale di 2.400.000 individui circa 1.450.000
sono in condizioni abitative stabili (100.000 in proprietà e 1.350.000
in affitto) ma più di 950.000 si trovano in condizioni di precariato
abitativo di diversa natura; sommando a quest’ultimi i lavoratori
immigrati che abitano in affitto ma in condizioni di grave
sovraffollamento (circa 540.000), l’area del disagio cresce fino a
coinvolgere circa 1.500.000 immigrati (più del 60% del totale).
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L'assistenza agli anziani
nelle città
I
servizi sociali
di assistenza, che vogliono aiutare gli anziani ad affrontare situazioni
di difficoltà, ed i servizi
socio-sanitari, diretti a chi ha problemi di salute oltre
che difficoltà di natura sociale, sono gestiti dagli enti locali. Sono i
singoli Comuni
che organizzano ed erogano le varie prestazioni, in relazione ai bisogni
particolari della città ed alle risorse disponibili. Vediamo dunque i
principali servizi coordinati dai dipartimenti per le politiche sociali
delle varie città.
Anziani:
lo stereotipo del "vecchio" va in cantina
Il Comune di Roma ha
predisposto per il periodo estivo una serie di interventi
ed iniziative rivolte agli anziani che
resteranno in città. Tutti i servizi saranno raggiungibili attraverso il
numero unico comunale 06.06.06.
Tra i servizi di assistenza
sociale segnaliamo:
-
una sala operativa sociale
pronta ad ascoltare le esigenze degli anziani e ad intervenire con
soccorsi volontari domiciliari. Il servizio, gratuito, risponde al
numero 800.44.00.22 ed è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette;
-
il servizio cittadino di
teleassistenza "Non più Soli" offre assistenza a distanza, sostegno,
compagnia e, in momenti di particolare difficoltà, svolge anche
interventi a domicilio. Si accede al servizi chiamando il numero
06/57088700 oppure il numero verde della sala operativa
800.44.00.22.24. Il servizio, gratuito, è attivo 24 ore su 24, 365
giorni l'anno e può essere attivato anche per limitati periodi
dell’anno, ad esempio in estate;
-
il Sistema di Sorveglianza
previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di
calore sulla salute della popolazione (Heat Health Warning System),
operativo dal 1° giugno 2004. Il sistema è stato realizzato in
collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia della ASL Rm/E che,
in previsione di un innalzamento allarmante della temperatura invierà un
bollettino, con le previsioni climatiche per le 72 ore successive, al
Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma che provvederà a
diramarlo attraverso fax, e-mail, sms, a operatori socio-sanitari (case
di riposo, anziani seguiti dal servizio di Teleassistenza del Comune,
volontari, associazioni, aziende sanitarie e ospedaliere) in grado di
attivare una rete di interventi di prevenzione per garantire lo stato di
salute di anziani, bambini e malati;
-
il progetto Pony della Solidarietà,
un servizio gratuito,
rivolto agli over 65
e finalizzato a fornire a domicilio dell’anziano, compagnia, spesa a
domicilio accompagnamento e disbrigo piccole pratiche quotidiane
attraverso un servizio di volontari. Il progetto è attivo tutto l’anno;
-
il servizio di trasporto per
anziani fragili, realizzato dal Comune di Roma in collaborazione con la
Camera di Commercio di Roma, rivolto agli anziani che hanno difficoltà a
muoversi in città. I pulmini verranno utilizzati anche per il servizio
di spesa a domicilio che i volontari effettueranno, su
indicazione dell'anziano, presso gli esercizi commerciali del quartiere
di appartenenza. Il servizio funziona su prenotazione, e può essere
richiesto chiamando la Casa del Volontariato ai numeri 06/3722654 –
06/3722254 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
Temi correlati
Guida ai servizi sociali
Guida ai servizi socio-sanitari
Un'estate per gli anziani - Roma
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Comune di Roma: i servizi sociali
L’età
anagrafica di una persona non dà una giusta indicazione:
lo stereotipo che identifica il 70enne
come "vecchio" è sorpassato, non ha più ragione di
esistere di fronte a "splendidi settantenni" pienamente attivi. Una
persona sessantacinquenne in pensione è ancora perfettamente attiva, senza
problemi fisici che ne limitano in modo sostanziale l’autonomia.
È
quanto emerge dall’analisi, contenuta nel rapporto Istat 2002, sulla
popolazione italiana: si vive
meglio e più a lungo, si è più sani, meno malati. Negli
ultimi 10 anni, il tasso di disabilità è diminuito di circa 2 punti
percentuali (dal 6 al 4%) e i 65-enni di adesso hanno davanti a loro
mediamente sei anni di vita in più rispetto ai loro coetanei del
dopoguerra. Non solo: gli stessi sono in grado di vivere per più anni in
maniera autonoma, toccando la soglia dei 77 anni, per l’uomo, e dei 79
anni per la donna.
Potrebbe dunque essere una
"seconda età adulta": un’età intermedia, non anziana, in
cui si è ancora forti ed in buona salute ed in cui domina la voglia di
essere ancora attivi ed impegnati in compiti e ruoli adatti, che
valorizzino l’esperienza e la saggezza accumulata negli anni.
L’Istat
riassume, quindi, il dibattito attuale: è necessario
rendere dinamico il concetto di anzianità. L’ipotesi
più diffusa è quella in base alla quale occorre basarsi su un indicatore
statistico più dinamico, più versatile, che consideri non più gli anni
trascorsi dalla nascita, passati, ma il numero medio di anni che restano
ancora da vivere, gli anni
futuri. Cioè, se la speranza di vita della popolazione
italiana è 77 anni, si entra nell’età anziana 10 anni prima, a 67 anni.
Quando, tra qualche anno, la speranza di vita si innalzerà ancora, così
come è successo per tutto il secolo scorso, si innalzerà automaticamente
anche la soglia dell’età anziana. Questo cambio di mentalità potrebbe
rappresentare un grosso vantaggio per la società: sarebbe possibile
programmare gli interventi
sociali, assistenziali e previdenziali, secondo le reali esigenze delle
persone.
Il
volontariato degli anziani
Quando
si parla di volontariato e terza età il primo pensiero va agli anziani che
ricevono l’aiuto e la solidarietà di persone più giovani. Eppure oggi,
sempre più spesso, gli anziani si presentano come soggetti che "donano":
energia, esperienza, tempo. E ogni volta è un'opportunità straordinaria
che si rinnova, per gli altri e per se stessi. Dalla beneficenza alle
attività culturali all’assistenza sociale all’attivismo politico: ecco il
mondo del volontariato degli anziani.
Per
valorizzare il ruolo attivo degli oltre 500 mila anziani che vivono nella
città, il Comune di Roma ha lanciato un interessante progetto di
volontariato civico nell’ambito del quale rientrano due iniziative: "Un
amico per la città" e "Sentinelle dei Parchi".
Assistono i
bambini all'entrata e all'uscita di scuole materne ed elementari e
per loro sono ormai diventati un punto di riferimento per affrontare e
risolvere piccoli problemi di ogni genere. Sono gli anziani di Roma che
aderiscono all’iniziativa di Un
Amico per la Città. Promosso dal comune capitolino, il
progetto vede l’adesione di sette associazioni di volontariato: Antea,
Auser, Ada, Arvuc, coordinamento cittadino dei centri anziani, Sant'Ignazio
e Volontari vigilanza musei e ambiente.
Link consigliato
Un Amico per la Città
Li incontrerete passeggiando nei parchi e nelle ville di Roma. Sono dotati
di giaccone identificativo, paletta e telefono cellulare. Sono le
Sentinelle dei parchi,
gli anziani volontari che si occupano di tutela dell’ambiente e di
assistenza alle persone nelle zone verdi della capitale. Il progetto è
stato messo a punto dagli assessorati alle Politiche Sociali ed
all'Ambiente del comune capitolino al fine di migliorare la sicurezza e la
tutela dei cittadini nei parchi e nelle ville romane. Ad esso aderiscono
otto associazioni di volontariato: associazione Vola, Auser, Antea, Ada,
Arvuc, coordinamento cittadino dei centri anziani, Sant'Ignazio, Volontari
vigilanza musei e ambiente.
Quanti
sono gli anziani volontari?
I
pensionati italiani fanno sempre più i volontari e i numeri parlano
chiaro. Nel nostro Paese un terzo degli over sessantacinque risulta
iscritto ad una associazione e uno su dieci svolge regolarmente attività
di volontariato.
Le
organizzazioni presso le quali operano sono soprattutto quelle dei
sindacati, tra tutte l’Anteas e l’Auser.
Un
recente rapporto di quest’ultima rivela che il 10,8% dei volontari in
Italia ha più di 60 anni.
L'impegno volontaristico in relazione al sesso vede la predominanza degli
uomini: 53% contro il 46% delle donne.
Nella
maggior parte dei casi gli anziani volontari sono coniugati (61,5%), ma
una parte non trascurabile degli stessi (22,2%) si compone di vedovi, per
i quali fare volontariato è un modo per compensare la solitudine causata
dalla mancanza del coniuge.
Quanto alla distribuzione geografica, i dati rivelano ancora una volta una
profonda spaccatura geografica. I volontari over 65 nel 14,6% dei casi
risiedono nel Nord Ovest, l’11% nel Nord Est, il 12% al Centro e solo nel
5,7% dei casi nell’Italia Meridionale.
I
volontari anziani si occupano prioritariamente di altri anziani: così è
per il 38,7% di questi gruppi. I volontari dalle tempie grigie sono,
inoltre, la categoria maggiormente propensa a impegnarsi per le persone
malate (20,4%).
In
riferimento alle motivazioni che spingono le persone non più giovani ad
impegnarsi in attività volontaristiche, quella prevalente è di tipo
religioso: il 28% dei volontari con più di 65 anni definisce il proprio
impegno "una scelta di fede". Un quarto del totale, invece, considera
questa attività "un attributo di senso alla propria esistenza".
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