ARTRITE
L'artrite è un'infiammazione a carico dei
tessuti molli delle articolazioni del corpo umano dovuta a diverse
cause (infezioni, un attacco di gotta, problemi nel sistema
immunitario ecc.). Quando l'artrite è causata dall'azione di
microrganismi, questi possono introdursi dall'esterno, attraverso
ferite, oppure possono giungere all'articolazione colpita per via
circolatoria sanguigna provenendo da un altro punto di infezione. Le
artriti possono essere suddivise in artriti acute e artriti
croniche. Le prime, assai diffuse, sono per lo più causate da
batteri piogeni e provocano gonfiore e rigidità di movimento; le
seconde includono forme aspecifiche degenerative che costituiscono il
processo evolutivo dell'artrite acuta, e forme specifiche, più
frequenti, quali quelle da brucellosi, tubercolosi, sifilide ecc. Il
trattamento consiste nell'utilizzo di antimicrobici, antibiotici o
sulfamidici per quanto riguarda le artriti acute e di antinfiammatori
(soprattutto gli inibitori della Cox-2 che presentano meno effetti
collaterali di quelli classici) e cortisonici per le artriti croniche.
Ginnastica, integratori dietetici, fisioterapia, massaggi, dieta, cure
termali e chinesiterapia sono utili supporti. Dubbio è invece il ruolo
della chiropratica (da evitare in presenza di infiammazione, di danni
ai legamenti e di osteoporosi) e delle medicine alternative che non
hanno dato risultati scientificamente attendibili.
Artrite reumatoide
- Infiammazione cronica a carico del tessuto connettivo, di causa
ancora poco conosciuta, che può interessare anche il sistema nervoso,
l'apparato respiratorio (pleurite), l'apparato cardiocircolatorio
(pericardite e miocardite) e il sangue (anemia). Alla base c'è un
errore del sistema immunitario che attacca i tessuti articolari,
producendo infiammazioni che li danneggiano. L'infiammazione parte
dalla membrana sinoviale che muta le sue forme fino a diventare il
cosiddetto panno sinoviale che invade lo spazio circostante
impedendo i movimenti e danneggiando la cartilagine, attaccata anche
dagli enzimi prodotti durante l'infiammazione. La patologia
inizialmente colpisce le mani, si manifesta con la tipica rigidità
mattutina, con elezione simmetrica dell'articolazione (sono colpite
entrambe le mani, le ginocchia ecc.). Le articolazioni si presentano
tumefatte, arrossate, calde e dolenti. Con il tempo i sintomi
peggiorano, arrivando anche a deformazioni e a un coinvolgimento
diretto delle ossa (osteoporosi). Sono possibili anche tendiniti e
comparsa di noduli sottocutanei. La diagnosi è confermata da esami
come VES, PCR e dalla ricerca del fattore reumatoide (un anticorpo
presente nel 75% dei malati). In genere le donne sono più colpite
degli uomini. La terapia si avvale di cortisonici (per bocca, per
infiltrazione locale o per via sistemica, in genere per via endovenosa
per pochi giorni) e di antinfiammatori (soprattutto gli inibitori
della Cox-2). Per intervenire sui meccanismi della malattia si usano
diversi farmaci, alcuni dei quali hanno purtroppo effetti collaterali.
Fra i meno tossici sono da citare la sulfasalazina e gli antimalarici
(clorochina e idrossiclorochina), utilizzati nelle forme lievi. I sali
d'oro, la penicillamina e la ciclosporina possono dare problemi
renali. Il farmaco forse più usato è il methotrexate, somministrato
settimanalmente, a volte associato all'assunzione quotidiana di
azatioprina. Un nuovo farmaco (leflunomide, nome commerciale Arava)
disattiva i linfociti attivati contro le articolazioni e inibisce la
produzione di sostanze che danneggiano la cartilagine e le
articolazioni; le sue controindicazioni sono la gravidanza, le
malattie epatiche e gli stati di immunodeficienza. I principali
effetti collaterali di questi farmaci sono all'apparato digerente, al
fegato e al sangue. Le ricerche stanno studiando farmaci che
inibiscono il TNF (Tumor Necrosis Factor), implicato nel processo
infiammatorio. Agli inizi del 2002 è stata chiesta l'autorizzazione
agli enti europei (EMEA) e americani (FDA) per la registrazione del
primo anticorpo monoclonale derivato dall'uomo. Il farmaco si chiama
D2E7 e blocca l'attività del TNF alfa che gioca un ruolo fondamentale
nei processi di distruzione delle articolazioni.
|