ATEROSCLEROSI
L'aterosclerosi
è una condizione patologica che interessa i vasi sanguigni,
caratterizzata dalla presenza di ateromi; questi sono delle
placche che rivestono le superfici interne di vene e arterie,
costituite da depositi di grassi di vari tipi (colesterolo,
fosfolipidi) e anche da piccole percentuali di tessuto fibroso. Le
placche evolvono nel tempo; dapprima il contenuto predominante è
quello lipidico e assumono un colore giallastro, quindi evolvono verso
depositi sempre più grandi e consistenti, mutando il colore in bianco.
Nello stadio avanzato si può osservare una degenerazione (necrosi)
degli ateromi; inoltre il substrato lipidico può richiamare la
fibrina, sostanza a composizione proteica, di natura filamentosa e
insolubile, e dare origine quindi a trombi.
L'aterosclerosi
è la forma più comune dell'arteriosclerosi, termine che indica
genericamente un complesso di patologie che provocano un ispessimento
delle pareti arteriose e la conseguente perdita di elasticità. L'aterosclerosi
è molto diffusa e le sue prime manifestazioni sopraggiungono in genere
tra i quaranta e i sessant'anni soprattutto nell'uomo. Tuttavia,
essendo lo sviluppo di ateromi un processo lento, si pensa che sia la
conseguenza di uno stile di vita non corretto (fumo, alcol,
mancanza di attività fisica) praticato in giovane età. Le cause che
determinano questa malattia sono molteplici e possono essere legate
all'ereditarietà, allo standard di vita del soggetto, alle abitudini
alimentari, al grado di applicazione mentale, a fattori metabolici e
infettivi. Anche se importante, è stato recentemente ridimensionato il
ruolo dell'ipercolesterolemia,
che spesso è secondaria (e quindi effetto e non causa) a fattori più
importanti come fumo, sovrappeso, sedentarietà ecc.
L'aterosclerosi
è una delle cause di molte patologie cardiache (consultate il piano
salvacuore), considerata un fattore di rischio per l'angina pectoris,
l'infarto e la riduzione delle capacità cerebrali. Infatti gli ateromi,
crescendo di numero e volume, provocano un restringimento dei vasi e
anche una parziale ostruzione (stenosi) che priva gli organi di una
sufficiente irrorazione sanguigna: le conseguenze possono essere a
carico dell'intero sistema cardiovascolare, del cuore ma anche del
cervello o di altri organi interessati, provocando insufficienza
renale, infarto, ictus o dolore agli arti inferiori.
Il trattamento è soprattutto igienico-dietetico e si
basa sulla eliminazione di alcool e fumo, sul regime dietetico
ipolipidico e ipocalorico, ma utilizza anche farmaci ad azione
ipocolesterolemizzante. Il controllo del livello di colesterolo (HDL e
LDL) e della glicemia sono buoni indicatori della patologia; nel caso
il trattamento farmacologico non fosse sufficiente, si può ricorrere
agli interventi chirurgici. Essi sono principalmente l'angioplastica,
il by-pass o l'endoarteriectomia. L'angioplastica
prevede l'introduzione di un palloncino nel vaso sanguigno che,
gonfiandosi, appiattisce l'ateroma, ripristinando la portata sanguigna
del vaso a condizioni non patologiche. Il by-pass permette di
scavalcare ed escludere la parte di vena o arteria occlusa con
l'innesto di una parte di vaso sanguigno sano prelevato dal paziente
stesso. L'endoarteriectomia invece prevede l'incisione dell'arteria e
la rimozione chirurgica dell'ateroma.
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