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Associazione
Sergio Maiorano onlus |
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ORIGINI DELLA FESTA DELLA DONNA
Le origini della festa dell'8 Marzo
risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a
New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per
protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a
lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il
proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per
impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il
fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.
Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta
internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in
ricordo della tragedia.
Questo triste accadimento, ha dato
il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni
che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico
scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo
della fabbrica.
Successivamente, con il diffondersi
e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele
rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la
data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle
associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha
dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il
proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della
donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano
manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare
l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione
femminile, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una
grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa
giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro
locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma
sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio
dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene
non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte
perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande
maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola
con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della
"trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di
spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno
grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.
Movimenti di emancipazione
della donna:
L'ordinamento in questione vieta il lavoro delle
donne nei due mesi precedenti e nei tre successivi la data del parto, e
consente l'assenza dal lavoro, con conservazione del posto, per i sei mesi
che seguono l'astensione obbligatoria (legge 30 dicembre 1971 n° 1204).
L'indennità di maternità è stata in seguito prevista dalla legge anche a
favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste
(rispettivamente legge 29 dicembre 1987 n° 546 e legge 11 dicembre 1990 n°
379).
Tappe principali dell'emancipazione femminile
nel mondo:
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| 1628 |
Papa Urbano II autorizza
le suore dell'ordine delle Orsoline e delle Agostiniane a
fondare scuole femminili per ovviare "all'ignoranza delle
ragazze e alla corruzione dei costumi". Negli stessi anni,
la figlia adottiva di Montaigne, Marie Le Jars de Gournay
(1566 - 1645), scrive un Trattato sull'uguaglianza degli
uomini e delle donne e uno scritto Lamenti delle dame, che
inquadra la sottomessa condizione femminile, anche nei ceti
più nobili. |
| 1647 |
In Inghilterra Mary
Astell propone la fondazione di una università femminile
(poiché alle donne non è permesso frequentare le altre,
esclusivo privilegio degli uomini), la proposta però fu
bocciata. |
| 1785 |
Sarah Trimmer riesce a
fondare delle scuole specializzate di istruzione tecnica,
che trovano la loro collocazione alla luce dello sviluppo
industriale della Nazione Inglese. |
| 1791 |
In Francia, Olympiè de
Gouges prepara la "Dichiarazione dei diritti delle donne". |
| 1832 |
Ancora in Francia Marie
Reine Guindorf e Désirée Véret fondano il giornale "La donna
libera", redatto esclusivamente da donne. |
| 1835 |
Nasce in Inghilterra il
movimento detto delle "suffragette", perché chiedono che il
suffragio, cioè il diritto di voto, sia veramente
universale, esteso quindi anche alle donne. |
| 1865-70 |
Due donne inglesi, dopo
aver ottenuto di essere ammesse a frequentare l'Università,
conseguono la laurea in medicina. |
| 1866 |
Per la prima volta in
Europa, precisamente in Svezia, la donna viene ammessa al
voto. |
| 1871 |
Nasce in Francia
"l'Unione Donne" per iniziativa di Elisabeth Dimitriev,
amica di Marx. E' una specie di camera del lavoro che si
propone di raggruppare le donne secondo le categorie
lavorative. |
| 1900 |
Viene approvata in
Francia una legge che permette alle donne di esercitare la
professione di avvocato. |
| 1920 |
Per la prima volta nella
storia, una donna, Jean Tardy entra a far parte di un
ministero, il Ministero del Lavoro. |
| 1947 |
Viene eletta la prima
donna Ministro della Francia: Madame Poins - Chapuis, che
assumerà il dicastero della Sanità Pubblica. Nel 1945 le
francesi avevano ottenuto finalmente di andare a votare. |
| 1963 |
Valentina Tereskova,
russa, è la prima donna astronauta lanciata nello spazio. |
| 1966 |
Indira Gandhi diventa
Primo ministro dell'India; il fatto desta grande stupore,
mai fino ad allora, una donna aveva ricoperto questo ruolo. |
| 1969 |
Golda Meir, ucraina
emigrata negli Stati Uniti dalla Russia nel 1906, e
stabilitasi in Palestina nel 1920, diventa Primo Ministro
dello Stato di Israele. |
Tappe principali dell'emancipazione
femminile in Italia:
In Italia la situazione è diversa. Grazie
infatti alla intensa vita culturale che ha da sempre
caratterizzato il nostro Paese, si sono verificati in modo
sporadico atti di avanguardia che non hanno mutato, tuttavia, nel
complesso la visione piuttosto arretrata dei ruoli della donna.
| 1678 |
Lucrezia Cornaro,
giovane di vastissima cultura (parla correntemente 6 lingue
ed è studiosa di teologia e filosofia), diventa, per
incarico della Repubblica di Venezia, la prima professoressa
universitaria. |
| 1758 |
La bolognese Anna
Morandi, occupa la cattedra di anatomia all'Università di
Firenze.
Nei moti carbonari del 1821 si distingueranno le donne
chiamate in codice "giardiniere", ma si tratta soltanto di
casi isolati, in generale, nelle donne si continua a vedere
solo qualcuno da destinare alla cura della casa e dei figli,
da tenere lontano dalle attività politiche e sociali. |
| 1889 |
Viene fondato a Varese il
primo sindacato femminile che difende i diritti delle
tessitrici. |
| 1907 |
Entra in vigore la prima
legge sulla tutela del lavoro femminile e minorile. La prima
donna italiana, la torinese Ernestina Prola, ottiene la
patente per la guida automobilistica.
Maria Montessori fonda, nel quartiere popolare di S.
Lorenzo, a Roma, la prima "casa del bambino". |
| 1908 |
Anno di fondazione
dell'Unione Donne di Azione Cattolica (UDACI), che cerca di
opporsi alla laicizzazione della scuola e di promuovere la
cultura femminile. |
| 1912 |
Sulla scia della Lega
Socialista, nata agli inizi del secolo, si costituisce
l'Unione Nazionale delle donne socialiste. Da qualche tempo
esule in Italia, Anna Michailovna Kuliscioff, a fianco di
Filippo Turati, lavora per inserire la donna nella vita
politica e affinchè lo Stato riconosca i suoi diritti. Nel
"Primo Congresso delle Donne Italiane", al quale
parteciparono tanto le donne cattoliche quanto le
socialiste, le ideologie e le mete, però, differiscono
troppo fra loro e ciascun gruppo intraprende strade
differenti, perseguendo obbiettivi diversi. |
| 1918 |
Nasce la Gioventù
Cattolica, destinata a formare le giovani dall'infanzia fino
ai 30 anni alla vita religiosa e sociale. |
| 1931 |
Il Fascismo abolisce
tutte le associazioni cattoliche e solo dopo la ferma presa
di posizione di Pio XI, permetterà loro di vivere a
condizione che esse abbiano solo uno scopo religioso.
Tuttavia la seconda guerra mondiale, assai più della prima,
porterà la donna, ad occupare anche posti di grande
responsabilità civile considerati fino a quel momento
soltanto "maschili" ottenendo non di rado risultati anche
migliori. L'apporto dato dalla donna alla Resistenza è stato
spesso insostituibile. |
| 1945 |
Nascono il Centro
Femminile Italiano (CIF) che si propone di ottenere la
ricostruzione della Patria, devastata dalla guerra e
impoverita già precedentemente dalla politica ambiziosa di
Mussolini, attraverso la giusta valorizzazione delle risorse
femminili, e l'Unione Donne Italiane (UDI), propaggine del
Partito Comunista, che si propone di coinvolgere attivamente
le donne nella vita del Paese.
Anche in Italia dopo Svezia (1866), Finlandia (1906),
Norvegia (1909), Danimarca (1915), U.R.S.S. (1917),
Inghilterra (1918), Stati Uniti (1920) e Francia (1945) fu
riconosciuto alle donne il diritto di voto. |
| 1950 |
Viene emanata la prima
legge che garantisce la conservazione del posto di lavoro
per la lavoratrice madre. |
| 1951 |
Angela Cingolani,
democristiana, è la prima donna sottosegretario d'Italia. |
| 1958 |
E' approvata dal
Parlamento, una legge, proposta dalla senatrice Lina Merlin
(socialista), in cui si sancisce la chiusura dei bordelli,
la legge che aveva lo scopo di eliminare dal Paese la piaga
della prostituzione, mostra subito i suoi limiti, infatti la
prostituzione dalle famose "case chiuse", si riversa nelle
strade, non diminuendo affatto il giro di affari.
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| 1959 |
Nasce il Corpo di
Polizia femminile. |
| 1961 |
Le donne possono
intraprendere senza più ostacoli la carriera della
magistratura e della diplomazia. |
| 1963 |
Alle casalinghe viene
riconosciuto il diritto alla pensione di invalidità e
vecchiaia. |
| 1975 |
Entra in vigore il nuovo
Diritto di famiglia. |
| 1976 |
Per la prima volta in
Italia una donna, la democristiana Tina Anselmi, assume la
carica di Ministro di un settore piuttosto difficile: quello
del Lavoro. |
| 1979 |
Leonilde Jotti
(comunista) è eletta presidente della Camera dei Deputati
italiana. La francese Simone Weil , è eletta presidente del
Parlamento Europeo. |
Le tappe dell'emancipazione femminile in
Italia, da questo momento in poi, si susseguono una dietro l'altra
con un ritmo incalzante.
Il ruolo della donna, nonostante ci sia ancora tanta strada da
percorrere, è giunto ad avere un pieno riconoscimento in tutte le
società occidentali.
Non dobbiamo dimenticare, però, che molto è stato fatto e che
parecchi obiettivi sono stati raggiunti, grazie soprattutto al
lavoro e all'impegno di molte donne, che hanno contribuito
lavorando senza raggiungere la fama, nell'ombra, con il loro
quotidiano impegno, a volte con sacrificio, affinché ci fosse
uguaglianza effettiva e non soltanto a parole fra i sessi.
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