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Associazione Sergio Maiorano onlus

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FOBIA: perché non sottovalutarla


                  

    Le fobie (paure irragionevoli e incontrollabili) interessano un quinto circa della popolazione; ne sono state elencate oltre 500, alcune delle quali interessano quasi esclusivamente un sesso (per esempio il timore dei topi o dei serpenti è per il 90% tipicamente femminile), altre sono ugualmente diffuse nei due sessi. La causa può essere un ricordo ancestrale di cui è rimasta una traccia nel cervello o un'esperienza negativa amplificata fino a essere vissuta successivamente come fobia. Solo i casi più gravi richiedono un trattamento farmacologico, mentre normalmente si ricorre alla psicoterapia, mettendo gradatamente a confronto il soggetto con ciò che teme.

Fobia e paura - Perché si possa parlare di fobia occorre che:

a) non vi sia un pericolo oggettivo

b) esista un pericolo, anche minimo, e il soggetto rinunci a incontrare l'oggetto della paura peggiorando la sua qualità della vita.

Il secondo punto è spesso trascurato nell'analisi delle fobie, ma serve a completare il primo che da solo non basta a definire fobie certi comportamenti: salire su un aereo presenta effettivamente un pericolo, anche se se minimo. Analizziamo la paura di volare in aereo e la paura di lanciarsi con il paracadute. Chi soffre di aviofobia (la paura di salire su un aereo) peggiora la sua qualità della vita, complicandosi l'esistenza nel lavoro o nel tempo libero; se fosse coerente dovrebbe riconoscere che anche andare in automobile è rischioso. Non si può invece parlare di fobia nel caso di un soggetto che non vuole lanciarsi con il paracadute: anche in questo caso il rischio è minimo, ma non c'è peggioramento della qualità della vita. Per capire se il soggetto è fobico occorrerebbe mettersi in una condizione in cui il lancio fosse sinonimo di unica possibilità di salvezza. Nel caso di aereo in avaria e disponibilità di paracadute per i passeggeri, un individuo non fobico vincerebbe la paura (non fobia!) di buttarsi e si butterebbe nel vuoto dopo essersi fatto spiegare quale leva tirare.

Perché vincere le fobie - La distinzione fra paure e fobie è fondamentale perché chi soffre di fobie tende a minimizzare i disturbi semplicemente evitando l'oggetto della paura o vedendo pericoli che non esistono (del tipo "i topi portano le malattie": ma allora perché averne ribrezzo anche per un'immagine?). La qualità della vita può essere solo marginalmente ridotta, anche perché di solito vengono messi in atto meccanismi di compensazione (se si ha paura di volare si preferiranno le spiagge italiane a quelle esotiche...); resta il fatto che chi soffre di fobie non ha la forza di volontà sufficiente per imporsi alla propria psiche. Poiché per vincere la fobia è necessario confrontarsi con essa, solo chi è dotato di una forza di volontà anevrotica è in grado di eliminarla e la forza di volontà anevrotica è una qualità che serve per vivere meglio. Esercitiamoci dunque a vincere le nostre fobie: chi le ignora e s'illude di essere forte, prima o poi potrebbe scoprire tutte le sue debolezze. Per capire come fare a vincere i propri incubi.

 

Ecco un elenco delle fobie più comuni:

 

Acatartofobia - Paura dello sporco e della polvere

Acrofobia - Paura delle altezze

Agorafobia - Paura degli spazi aperti e affollati

Aracnofobia - Paura dei ragni

Aviofobia - Paura di volare

Claustrofobia - Paura degli spazi chiusi (esempio: ascensori)

Misofobia - Paura dei germi

Nictofobia - Paura del buio

Ofidiofobia - Paura dei serpenti

 

poi ci sono i topi, gli insetti, i polli, i temporali ecc.

  

Ultimo aggiornamento: venerdì 22 settembre 2006