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Influenza aviaria

E' al centro
dell'attenzione mondiale.
L'allerta è alta, ma forse l'allarmismo è esagerato.
Perchè in questi casi fondamentale è l'informazione.
Ecco
tutte le indicazioni per conoscere cos'è, da dove
viene, come prevenire e come affrontare
l'influenza aviaria!
E' al centro dell'attenzione mondiale.
E crea preoccupazione per il rischio che colpisca non solo gli uccelli, ma
anche l'uomo.
Casi di questo genere ce ne sono stati, quindi l'allerta è alta, anche se
non tutto l'allarmismo è giustificato.
Anche perchè non bisogna confondere questa influenza con quella normale di
stagione, nè il vaccino è lo stesso.
Ma cerchiamo di capirne di più:
Carta
d'identità
- Cos'è?
L'influenza aviaria è una malattia dei volatili causata da un
virus dell'influenza di tipo A. Può contagiare quasi tutti i
tipi di uccelli, con manifestazioni da molto leggere a molto gravi e
contagiose. Tra i virus dell'influenza di tipo A, il più pericoloso è l'H5N1,
per la sua patogenecità e la sua straordinaria capacità di ricombinarsi
e quindi di saltare da una specie all'altra (cioè da un animale
all'altro, uomo compreso). Negli ultimi anni è già passato più volte da
una specie all'altra, acquistando la capacità di contagiare anche alcuni
mammiferi. Inoltre, a partire dal 2003, ha contagiato anche esseri
umani, causando forme acute di influenza che hanno portato in alcuni
casi anche alla morte.
- Alcuni dati
Sono 60 le vittime accertate dell'influenza aviaria durante i
due picchi della malattia, che ha colpito dal 2003 ad oggi un
centinaio di persone in Cina e nel Sud-Est asiatico. La malattia, che ha
colpito oltre 100 milioni di volatili, ha una mortalità pari al 100% nel
pollame.
Il contagio avviene ora attraverso il contatto diretto con animali
infettati, ed ha una mortalità pari al 54% nei casi accertati.
- I precedenti
C'è un dato che spaventa. Nelle tre grandi pandemie del passato
(nel 1918 in Spagna, nel 1957 e nel 1968), che causarono tra i 20 e i 40
milioni di volatili morti, è stata verificata la presenza di virus
aviario combinato con quello dell'influenza umana: evidentemente i due
virus si erano mischiati, generandone uno nuovo.
L'ultima grande epidemia di influenza aviaria ad alta patologicità
risale al '99, in Veneto. 40 milione di animali morti e più di mille
miliardi di danni. Si trattava però di un virus meno pericoloso di
quello attuale, perchè meno mutevole.
In Veneto e in Lombardia - secondo AltrAgricoltura - l'influenza aviaria
è presente da oltre sei anni e, anzichè puntare a sradicare il problema,
si è scelto di vaccinare gli animali.
Anche l'Olanda nel 2003 è stata colpita da un'epidemia di influenza
aviaria che ha determinato l'abbattimento di oltre tranta milioni di
volatili.
- Perchè
questo virus è peggiore degli altri virus influenzali?
Il nostro sistema immunitario non è in grado di arginare questo virus.
Se dovesse mutare nel passaggio da pollo a uomo il virus sarebbe del
tutto "nuovo" per il nostro sistema immunitario, e nessun organismo
sarebbe probabilmente in grado di combatterlo e di limitarne la
diffusione.
- Come si
infetta l'uomo?
Il virus dell'influenza può raggiungere l'uomo attraverso contatti
diretti con animali infetti (vivi o morti), con loro escrezioni (feci,
urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c'è alcuna
evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni
avicole o uova dopo accurata cottura (70 °C).
- Quali sono i
sintomi dell'influenza aviaria nell'uomo?
I sintomi vanno da una sindrome simile a quella influenzale a infezioni
oculari, polmonite grave ed altre complicazioni che possono mettere a
rischio lavita. Non ci sono ancora test rapidi che permettono di capire
se si tratta di influenza aviaria: quelli esistenti non hanno comunque
la stessa precisione dei test di laboratorio.
- Scenari prospettati
Se il virus mutasse in modo da infettare facilmente l'uomo e da
diffondersi da persona a persona, gli esperti stimano che potrebbe
colpire in modo grave 25 milioni di persone e provocare 7 milioni di
morti. Le previsioni piu' pessimistiche arrivano a stimare un 50% di
infettati nelle aree dove il virus circolerebbe e 5% di decessi. In
Italia gli esperti del centro per il controllo delle malattie CCm hanno
fatto delle stime sui possibili contagiati dalla temuta pandemia
prospettando tre scenari, uno dei quali prefigura in 16 milioni le
persone a rischio contagio (con 150 mila decessi).
Storia
Il virus H5N1 è apparso per la prima volta a
Hong Kong nel 1997, quando ha causato la morte o la distruzione
di 1,5 milioni di volatili. Diciotto persone si sono ammalate, di cui 6
sono morte.
Sempre ad Hong Kong, nel 2003,
un’epidemia di influenza da virus H5N1 provoca due casi di malattia e una
morte nei membri di una famiglia che aveva recentemente viaggiato nella
Cina del Sud. Un altro bambino della famiglia muore durante la visita, ma
la causa del decesso rimane sconosciuta.
In Olanda, ancora nel 2003 un’epidemia
di influenza H7N7 altamente patogenica causa la morte di un veterinario, e
una malattia meno grave in 83 persone. In questo caso è documentata la
trasmissione uomo-uomo.
L'attenzione si è ridestata sull'influenza aviaria nel
settembre 2004, con due nuovi morti, dopo i casi del 2003. In
Thailandia un giovane di 18 anni, esposto al contatto con
polli malati e contagiato, è morto nel giro di tre giorni. Caso analogo
quello verificatosi in Vietnam.
Il 31 marzo 2005 l'influenza aviaria arriva in
Nord Corea.
L’epidemia si diffonde in alcuni allevamenti di polli, uno dei quali nella
provincia della capitale Pyongyang. Anche se non si registrano casi umani,
le autorità nordcoreane decidono in via preventiva di abbattere centinaia
di migliaia di polli.
L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) offre appoggio logistico e
scorte di oseltamivir, un farmaco antivirale utilizzabile sia per la
profilassi che per l’eventuale terapia. Ma nel Sud-est asiatico (Cambogia,
Tahilandia e Vietnam) il numero delle vittime continuano a
crescere: dal 28 gennaio 2004 fino a marzo 2005 su 69 casi totali di
contagio, 46 hanno portato al decesso.
A luglio di quest'anno l'allerta scatta a livello globale.
Il 14 luglio Oms, Fao e Oie pianificano una strategia comune per
scongiurare il rischio di una pandemia: vaccinazioni a tappeto dei polli e
più risorse agli Stati asiatici sono le misure da attuare subito per
evitare un’epidemia globale di influenza.
Nella Russia asiatica il ministero dell'Agricoltura ha
indicato che al momento casi di influenza aviaria sono accertati in due
villaggi nella regione di Kurgan (Urali meridionali), e ci sono sospetti
per altri 19 villaggi. Da luglio, quando si è per la prima volta
manifestata, l'influenza aviaria ha colpito in tutto 51 villaggi situati
in sei diverse regioni della Russia.
Oggi sono 117 i contagi e 60 le vittime accertate in
laboratorio dal 2003.
Da ottobre 2005 il virus è arrivato anche in alcuni paesi
europei, anche se non è ancora stato registrato nessun caso di
contagio umano.
Le domande più
frequenti
- E'
pericoloso mangiare polli e uova?
No, a patto di mangiarli ben cotti, perchè il calore uccide il
virus. Oltretutto i nostri polli sono attualmente sani e la
nostra produzione copre al 100% il fabbisogno nazionale. Per
estrema precauzione l'Italia e l'Europa hanno bandito la carne di pollo
thailandese. I virus temuti sono comunque quelli che si
trasmettono per via respiratoria.
- Ci sono
rischi per chi viaggia?
Al momento non ci sono limitazioni per chi viaggia nelle aree infette.
Si consiglia comunque di rispettare delle regole
igienico-alimentari (nel manipolare, preparare e cuocere
pollame e uova, nel lavare le mani...) e di evitare in generale contatti
con animali vivi e con loro carcasse, oltre ala frequenza di mercati e
fiere dove vi sia commercio/esposizione di animali.
- E' utile
farsi il normale vaccino antinfluenzale?
I vaccini attualmente disponibili non proteggono dal virus H5N1, però
possono essere utili per evitare la coinfezione, cioè la contemporanea
infezione da virus influenzali umani e virus aviario. Serve più ai fini
della sanità pubblica che individuale.
- Quando sarà
disponibile un vaccino per l'influenza aviaria?
E' in corso una lotta contro il tempo per sviluppare un vaccino adatto.
Ma c'è un problema: noi dovremmo avere a disposizione un vaccino
efficace contro il ceppo che determinerà l'epidemia, trasmissibile da
uomo a uomo, e questo ceppo non sappiamo ancora qual è.
Una volta sviluppatosi e individuato, serviranno sei masi per costituire
stock quantitativi in grado di coprire tutta la popolazione coinvolta:
per questo è una priorità assoluta abbreviare i tempi, perchè se dovesse
scoppiare una pendemia, sei mesi sarebbero troppi.
Il problema è dunque come affrontare l'epidemia nei primi mesi, quando
cioè il vaccino non è disponibile; gli unici farmaci che potrebbero
contrastare il virus sono il Tamiflu (della Roche) ed il Relenza (della
GlaxoSmithKline), ovvero inibitori della nauraminidasi.
- Esistono
farmaci per la prevenzione e il trattamento dell'influenza aviaria?
Si, sono disponibili farmaci antivirali appartenenti a diverse classi,
anche se non tutti commercializzati in Italia. Sono gli inibitori della
M2 (amantadina e rimantadina, attivi per i virus di tipo A), inibitori
della neuraminidasi (zanamivir e oseltamivir, attivi per i virus di tipo
A e B). Per essere efficaci devono essere assunti entro le 48 ore
dall’inizio della sintomatologia e servono a ridurre la durata della
malattia. Possono essere utili in persone, adulti e bambini, che per il
resto siano in buone condizioni di salute; sono però costosi e le loro
riserve limitate.
- Ci sono
categorie di persone che rischiano più di altre?
Coloro che vivono a contatto con gli animali che possono trasmettere il
virus, se si parla dell'attuale influenza aviaria. Se invece si
verificasse davvero una pandemia il rischio sarebbe maggiore, come
sempre, per le persone che vivono in comunità affollate o che vengono a
contatto con i malati.
- E' pericoloso tenere animali domestici?
In Italia difficilmente gli animali domestici potrebbero diventare
focolaio di infezione perchè, innanzitutto, la stragrande maggioranza
del pollame vive in allevamenti coperti, e inoltre l'ottima rete di
Istituti zooprofilattici sarebbe in grado di identificare prontamente
l'infezione e di arginare l'epidemia.
La Prevenzione in
Italia
Decreto legge del 16/09
L'Italia è tra i primi Paesi dell'Unione Europea - insieme a Francia e
Germania - per l'elevato numero di test sui volatili al
fine di prevenire la presenza di virus dei polli. I controlli alla
frontiera sono stati intensificati anche sulle
persone, per impedire l'ingresso di prodotti non conformi o vietati.
Inoltre il decreto legge approvato il 16 settembre dal Consiglio dei
ministri ha preso altre misure di contesto e prevenzione. Cento nuove
unità dei Nas dei carabinieri, potenziamento dei servizi veterinari,
finanziamento per i farmaci e istituzione di due nuove strutture di
controllo, un centro per malattie animali e un dipartimento di sanità
veterinaria.
Ecco, nello specifico, alcuni punti:
- La società
italiana di medicina generale (Simg) ha già preparato un libro
bianco e un opuscolo da distribuire a medici e personali scientifico per
mettere qualsiasi operatore sanitario in condizione di sapere cosa fare,
delle strategie preventive ai farmaci antivirali, alle varie misure di
sorveglianza e controllo per circoscrivere il più possibile un'eventuale
emergenza.
- Negli ambulatori dei
medici di famiglia verrà distribuito ai cittadini un opuscolo di 16
pagine. Conterrà informazioni base in caso di emergenza, con l'invito ad
evitare il "fai da te" e rivolgersi tempestivamente al proprio medico in
caso di sintomi sospetti.
- Dal lunedì al
venerdì, dalle 9.00 alle 17.00 è possibile rivolgersi al servizio
attivato dal Ministero della Salute: si tratta di un numero di
pubblica utilità 1500 che fornisce informazioni sull'influenza
aviaria.
- In ogni Asl sarà nominato
un commissario, che in caso di pandemia influenzale, avrà il
compito di gestire l'emergenza, fungendo da collegamento con le regioni,
con il ministero e con gli altri ospedali e i medici di famiglia.
Il vaccino in Italia
Per quanto riguarda i vaccini, il Ministero dell'Economia ne ha ordinato
35milioni di dosi, con una copertura dell'80% della
popolazione italiana. In caso di pandemia verranno somministrati prima
alle categorie maggiormente a rischio, come gli anziani, gli operatori a
diretto contatto con gli animali come gli allevatori, il personale della
Pubblica amministrazione, secondo le indicazioni internazionali.
Le etichette nelle carni di pollo
L'ultima novità riguarda l'entrata in vigore dell'obbligo di
etichettatura delle carni fresche di volatili da cortile: un
provvedimento che mette d'accordo produttori e consumatori.
Si tratta di una misura di trasparenza indispensabile per evitare che si
riflettano sul mercato comportamenti irrazionali che colpiscono senza
motivo l'allevamento italiano. Una misura che coinvolge anche parecchie
famiglie italiane, considerando che otto su dieci consuma pollo, che è la
carne con il primato di convenienza economica.
La carne di pollo italiana sarà identificata dalla sigla IT e saranno
presenti codici per individuare l'allevamento di provenienza e lo
stabilimento di macellazione. Si garantirà così la completa
tracciabilità del prodotto, agevolando i sistemi di controlli e tutelando
la salute dei consumatori ed il loro diritto alla corretta informazione.
Ecco le informazioni che si trovano nell'etichetta:
- A cura dell'operatore che effettua la
macellazione: sigla IT, numero identificativo di registrazione presso la
Ausl dell'allevamento di provenienza, numero di riconoscimento dello
stabilimento di macellazione.
- A cura dell'operatore che effettua il
selezionamento: sigla IT, sigla della Provincia dell'allevamento che ha
costituito il lotto di sezionamento delle carni, data di sezionamento e
numero di lotto di sezionamento, numero di riconoscimento dello
stabilimento di sezionamento.
- A cura dell'importatore di animali vivi da
macellare e dell'importatore di carni fresche da sezionare: origine,
data e numero del lotto di macellazione, numero di riconoscimento dello
stabilimento di macellazione.
- A cura dell'importatore di carni intere o
sezionate da commercializzare: origine, data di introduzione in Italia.
Pollo sì, pollo no
La domanda ce la siamo posta tutti: è rischioso mangiare
pollame o altro genere di uccelli?
La risposta è decisamente no. Non c'è nessuna
evidenza scientifica che consumare carne di pollo cucinata possa
costituire un veicolo di trasmissione. I virus temuti sono quelli che si
trasmettono per via respiratoria.
Usualmente del resto i virus dell’influenza aviaria non infettano gli
uomini; tuttavia, sono state riportate segnalazioni di infezioni umane.
L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di
contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni
(feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c'è alcuna
evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni
avicole o uova dopo accurata cottura (70°C).
L'influenza aviaria e gli allarmismi che ha suscitato tra i consumatori
hanno causato, negli ultimi due mesi (agosto e settembre), un
crollo medio delle vendite del 20,5%, con punte in alcune zone
fino al 40%. Non altrettanto le uova, per le quali si segna un aumento
(+5,8%).
L'entrata in vigore del provvedimento che prevede l'obbligo di
indicare l'origine della carne in etichetta potrà garantire i
cittadini sulla salubrità delle produzioni e rappresentare un elemento
fondamentale per rilanciare i consumi.
L'etichetta dovrebbe contribuire a tranquillizzare le persone fornendo
ogni informazione e trasparenza sul prodotto. Quindi una chiara
rintracciabilità. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) conclude
ribadendo che, davanti a una pesante crisi di mercato, "è necessario
attivare gli interventi indispensabili per fronteggiare la preoccupante
situazione e sanare i danni rilevanti che in queste ultime settimane hanno
subito gli allevatori italiani".
A chi rivolgersi
Primo: non spaventarsi per qualunque forma influenzale.
Il medico di base e i reparti ospedalieri
sono in grado di identificare casi sospetti.
Con un semplice esame (Pcr) in tre ore è possibile individuare l'eventuale
contagio da virus dei polli.
Nel caso di epidemia le autorità (sanità pubblica, Protezione civile,
sanità militare) contrasterebbero la diffusione del virus con farmaci
antivirali (oseltamivir, somministrato alle prime avvisaglie della
patologia e a chi è in contatto con il malato; Tamiflu è il nome
commerciale) ed eventualmente con vaccini.
Il Ministero della salute ha predisposto un numero di pubblica
utilità, il "1500", che fornisce informazioni alla popolazione ed
agli operatori in caso di emergenze sanitarie: SARS, pandemie cicliche
come quella influenzale, minaccia bioterroristica e anche sul rischio del
caldo eccessivo (ondate di calore) etc. Quindi non è attivato
esclusivamente pensando all'influenza aviaria, anzi.
Il Call center, intitolato a "Carlo Urbani", uno tra i primi medici a
studiare la SARS e morto infettato dal virus, ha l'obiettivo fondamentale
di diffondere una comunicazione diretta ed autorevole in caso di qualsiasi
emergenza sanitaria, attraverso le tecniche di counseling telefonico.
Il Call center risponde al numero "1500" da rete telefonica fissa e dai
cellulari. In assenza di emergenze rilevanti per il nostro paese fornisce
informazioni generali sui temi trattati dalle ore 9.00 alle 17.00,
dal lunedi al venerdi. Su attivazione del Ministro il Call center
diventa operativo dalle 8.00 alle 20.00 tutti i giorni festivi inclusi.
Il sito dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS)
La pagina dell'Organizzazione mondiale della sanità
sull'influenza aviaria
Informazioni dell'Organizzazione
mondiale della salute animale sulla diffusione della malattia
in Asia
Le pagine dedicate dal sito dell'Unione
Europea contro l'influenza aviaria
Il
sito del Ministero della Salute
Le pagine del
Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie
(CCM) del Ministero della Salute
Epicentro, il
sito del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza,
Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità
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