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Associazione Sergio Maiorano onlus

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PSORIASI


             

           La psoriasi è una dermatosi dovuta a cause ignote che si manifesta con chiazze eritematose di colore rosso ricoperte di squame secche e biancastre. In genere si diffonde alle ginocchia e ai gomiti (la forma più comune, psoriasi volgare), al sacro, alla pianta dei piedi e al palmo delle mani, a volte agli arti, al petto, alla faccia e al cuoio capelluto e in casi molto rari si estende a tutta la superficie cutanea. In genere una larga estensione (psoriasi geografica, universale o eritrodemica) indica una situazione più grave dal punto di vista clinico. Esistono forme elettive come quella delle pieghe cutanee (psoriasi invertita), del cuoio capelluto, dell'orecchio, delle unghie. La psoriasi è poco frequente nei primi anni di vita, ha un decorso cronico e si attenua con la senescenza. Spesso è ereditaria e si associa a forme reumatiche deformanti (artrite psoriasica con ugual incidenza fra maschi e femmine e una fascia d'età fra i 30 e i 50 anni; nel 75% dei casi la psoriasi precede l'artrite mentre nel 15% dei casi avviene il contrario e solo nel 10% sono contemporanee. Nel 70% dei casi sono interessate solo poche articolazioni, sopratutto quelle delle dita) o a diabete mellito.

Alterna fasi di riacutizzazione ad altre di apparente guarigione e vari fattori possono influenzarne l'evoluzione: dieta, modo di vita, stato psichico ecc. La malattia è psico-dipendente e in particolare stress-dipendente, tanto che accanto alla terapia farmacologica è opportuno affiancare il cosiddetto counselling psicologico fra paziente e medico. Negli ultimi anni si sono fatti passi notevoli nella cura, tanto che si può affermare che la maggioranza dei casi guarisce clinicamente, in una percentuale minore c'è un sensibile miglioramento e solo in piccola percentuale non c'è beneficio. La cura locale prevede l'uso di cortisonici (ed eventualmente di acido acetilsalicilico) che vengono applicati con bendaggio occlusivo che genera un'azione cheratolitica (macerazione della pelle) per due-tre settimane. Con le dovute precauzioni possono essere usate anche pomate (riducenti come ditranolo o antralina, derivati della vitamina D3 come calcipotriolo e tacalcitolo e retinoidi come il tazarotene). Per i casi più estesi e più gravi, la terapia sistemica impiega immunosopressori come la ciclosporina o il metotressato (qualche mese, previa verifica della compatibilità del paziente con il trattamento) o retinoidi come l'acitretina. Utile può essere l'esposizione al sole o alla luce ultravioletta.

 

   

Ultimo aggiornamento: venerdì 22 settembre 2006