PSORIASI
La
psoriasi è una dermatosi dovuta a cause ignote che si manifesta
con chiazze eritematose di colore rosso ricoperte di squame secche e
biancastre. In genere si diffonde alle ginocchia e ai gomiti (la forma
più comune, psoriasi volgare), al sacro, alla pianta dei piedi
e al palmo delle mani, a volte agli arti, al petto, alla faccia e al
cuoio capelluto e in casi molto rari si estende a tutta la superficie
cutanea. In genere una larga estensione (psoriasi geografica,
universale o eritrodemica) indica una situazione più
grave dal punto di vista clinico. Esistono forme elettive come quella
delle pieghe cutanee (psoriasi invertita), del cuoio capelluto,
dell'orecchio, delle unghie. La psoriasi è poco frequente nei primi
anni di vita, ha un decorso cronico e si attenua con la senescenza.
Spesso è ereditaria e si associa a forme reumatiche deformanti (artrite
psoriasica con ugual incidenza fra maschi e femmine e una fascia
d'età fra i 30 e i 50 anni; nel 75% dei casi la psoriasi precede
l'artrite mentre nel 15% dei casi avviene il contrario e solo nel 10%
sono contemporanee. Nel 70% dei casi sono interessate solo poche
articolazioni, sopratutto quelle delle dita) o a diabete mellito.
Alterna fasi di riacutizzazione ad altre di apparente guarigione e
vari fattori possono influenzarne l'evoluzione: dieta, modo di vita,
stato psichico ecc. La malattia è psico-dipendente e in particolare
stress-dipendente, tanto che accanto alla terapia farmacologica è
opportuno affiancare il cosiddetto counselling psicologico fra
paziente e medico. Negli ultimi anni si sono fatti passi notevoli
nella cura, tanto che si può affermare che la maggioranza dei casi
guarisce clinicamente, in una percentuale minore c'è un sensibile
miglioramento e solo in piccola percentuale non c'è beneficio. La cura
locale prevede l'uso di cortisonici (ed eventualmente di acido
acetilsalicilico) che vengono applicati con bendaggio occlusivo che
genera un'azione cheratolitica (macerazione della pelle) per due-tre
settimane. Con le dovute precauzioni possono essere usate anche pomate
(riducenti come ditranolo o antralina, derivati della vitamina D3
come calcipotriolo e tacalcitolo e retinoidi come il tazarotene). Per
i casi più estesi e più gravi, la terapia sistemica impiega
immunosopressori come la ciclosporina o il metotressato (qualche mese,
previa verifica della compatibilità del paziente con il trattamento) o
retinoidi come l'acitretina. Utile può essere l'esposizione al sole o
alla luce ultravioletta.
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