Rassegna stampa Giovedì 24 Febbraio 2005 CAPITANO DI CUORI Totti fa gol nel cuore dello sfortunato Alì Il campione ha fatto da cicerone a Trigoria per un ragazzo iracheno, paralizzato da un proiettile
di ALESSANDRO ANGELONI
Un gesto da ambasciatore dell’Unicef? No, è semplicemente un gesto da Francesco Totti. L’ennesimo atto di solidarietà, ieri. Il capitano della Roma ha ricevuto a Trigoria un ragazzo iracheno: Alì Fadel, 17 anni. Che cullava il sogno di conoscere proprio Totti. Alì è un ragazzo molto sfortunato. E’ arrivato in Italia a settembre del 2003, dopo essere stato inavvertitamente colpito in Iraq da un proiettile, proprio mentre stava giocando a pallone, per le strade di Bagdad. L’episodio gli è costato fin troppo caro. Il proiettile gli ha trafitto la spina dorsale ed è rimasto paralizzato. Ora è costretto a vivere in “compagnia” della sua sedia a rotelle, però rispetto a due anni fa ha ritrovato almeno il sorriso e la voglia di vivere. Si racconta che quando è venuto in Italia, già sull’aereo gli hanno trovato in tasca una foto sbiadita di Totti. Il bambino, che non conosceva l’italiano, l’unica cosa che sapeva dire bene era proprio la parola Totti. E così Francesco, venuto a conoscenza di questa storia che in un certo modo lo riguardava, ha chiesto di conoscere il ragazzo, andandolo a trovare al Bambin Gesù, dove era ricoverato. Non gli è stato permesso: motivi di igiene, legati soprattutto alla salute del bambino, in quel periodo, infatti, era in terapia intensiva. Totti finalmente, ieri ha potuto incontrare il suo specialissimo tifoso, che ora sta meglio rispetto a quando è arrivato in Italia. Gli ha regalato la sua maglia, gli ha firmato qualche foto, lo ha portato in giro per il Bernardini per fargli conoscere gli altri giocatori della Roma e tutto il suo ambiente di lavoro. Dopo un’ora, l’arrivederci: «torna quando vuoi, ti aspetto allo stadio». Il bambino alla fine era quasi commosso. Alì è attualmente affidato a “La piccola famiglia-Onlus”, nata nel 2001 dal desiderio di un gruppo di amici di dedicare le proprie risorse alle persone meno fortunate e bisognose d'affetto. L’associazione è tenuta in piedi solo da volontari
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Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 gennaio 2006 |