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Rassegna Stampa
Gennaio 2006
NUOVE STRADE PER L'AUTONOMIA CON LA
CARROZZINA INTELLIGENTE
Nata per scopi terapeutici, è destinata a migliorare la qualità della vita
Immaginate di guidare una carrozzina elettronica che
corregge pericolosi errori di manovra, impedendovi per
esempio di andare contro un ostacolo o di imboccare una rampa di scale;
una sedia a rotelle che può essere manovrata anche a distanza,
da parte di medici per esempio, i quali, grazie a tracciati cher
forniscono informazioni sull'interazione tra utente e macchina, possono
analizzare la durata dei momenti di lucidità dei pazienti, valutandone i
miglioramenti e i peggioramenti.
Non è fantascienza, ma alta tecnologia. Non è un sogno ma
qualcosa di realmente esistente. Parliamo della prima carrozzina
intelligente, in grado di interagire in maniera razionale con gli utenti
affetti da Alzheimer e dalle altre forme di demenze.
E' il risultato di un progetto di ricerca italo spagnolo
sviluppato dal team medico del prof. Carlo Caltagirone,
presidente SINeG e Direttore Scientifico dell'Irccs Fondazione
Santa Lucia di Roma (Ospedale ad alta specializzazione per la
riabilitazione neuromotoria), in collaborazione con il gruppo di
ricercatori di intelligenza artificiale diretto dall’Ing. Ulisses
Cortès dell’Universidad Politecnica De Catalunya (Upc) di
Barcellona.
L'Irccs si occupa di 300 pazienti, il 70% dei quali colpiti da ictus
cerebrali e demenza e affetti da disturbi motori e conoscitivi:
l'obiettivo di “fornire assistenza ai cittadini affetti dalle varie
forme di disabilità, migliorandone l’autonomia, la sicurezza ed in
generale la qualità della vita, facilitandone anche i contatti sociali”
ha spinto i due team a collaborare per la realizzazione di questa
"carrozzina intelligente".
Il prototipo è dotato di un sistema di GPS (Global
Positioning System), che permette alla macchina stessa e ai medici di
sapere in ogni momento dove si trova: "Un risultato - ha
affermato l'Ing. Cortés - che è stato possibile solo grazie alla
cooperazione tra medicina ed ingegneria, una sinergia importante che in
futuro deve essere assolutamente rafforzata".
Il primo esemplare, al quale ne seguiranno certamente degli altri, è
costato circa 130mila euro, ed è stato testato con successo alla fine di
novembre al Irccs Santa Lucia, dove è stata compiuta una passeggiata di
prova nell'ampio parco. Ora il progetto è al vaglio dell'Unione
Europea per la concessione di un finanziamento; se in un primo
momento le applicazioni di questa tecnologia saranno interne agli ospedali
per scopi riabilitativi, in futuro non è difficile immaginarne un uso
anche esterno.
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