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Rassegna stampa


Il Resto del Carlino

Niente premio al piccolo down

PressIntegrazione

ROZZANO (Milano) - Gli altri bambini ridevano, scherzavano, facevano festa. Tutti vestiti come piccoli lord, venivano prima premiati per i loro piccoli sforzi con un attestato, poi immortalati, in gruppo, in una foto ricordo. Lui, invece, no. In disparte, stringeva, comunque sorridente, la manina alla sua maestra di sostegno. Lui, nella foto, non c'è. Perché è down. Non ha l'attestato perché l'anno prossimo dovrà restare alla scuola materna.

E' una brutta storia, quella avvenuta nella scuola di via Togliatti, comune di Rozzano, nell'hinterland milanese. E le parole di mamma Maria Sirchia sono un grido di protesta contro quello che chiama «un grave atto di emarginazione». «Tutti gli altri sono stati premiati. Mio figlio no. Eppure quel pezzo di carta non valeva nulla. Serviva solo a fare contenti una famiglia e un bambino. Ma per i down e i loro genitori, è tutto più difficile. A un certo punto non ce l'ho fatta più. Sono uscita piangendo. Dopo pochi minuti è arrivato anche mio marito Giambattista. Ci siamo messi in auto con i due bambini. Siamo scoppiati a piangere tutti».

Il piccolo down ha appena compiuto 6 anni. Ha un fratellino di 4, normodotato. Frequenta la scuola di via Togliatti e il centro per disabili Vismara di via dei Missaglia, a Milano. Sorride, gioca, comunica con gli occhi la sua gioia di vivere. «Noi siamo indignati. L'hanno messo in disparte, fatto sentire diverso. Abbiamo chiamato Striscia, il Costanzo Show, i nostri avvocati del centro. Vogliamo giustizia».

Da parte dell'amministrazione, parole di fuoco anche dal sindaco. «Se quello che dice la signora Sirchia è vero, ci saranno provvedimenti durissimi - afferma Maria Rosa Malinverno - Sicuramente martedì ci sarà una riunione con le maestre e la famiglia. Poi, se quello che mi ha detto la signora Maria è vero, rifaremo la festa. E ci sarò anch'io a controllare. La nostra città è sempre stata un modello di integrazione. Voglio difendere questa caratteristica». Parole di calma arrivano invece dal direttore scolastico, Leonardo Farrauto. «Non ho visto il fatto. Ma credo che sia stata una leggerezza. Visto che il bambino resterà alle scuole materne, non gli è stato dato l'attestato. Ci si poteva pensare, ma vogliamo rimediare».

di Fabio A. Massa

 

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 17 febbraio 2005