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Rassegna Stampa
ORA GLI
SMS SI LEGGONO COL LINGUAGGIO DEI SEGNI
Esce
sul mercato un dispositivo che regalerà più autonomia ai sordi
E' arrivato il cellulare che parla il linguaggio dei segni.
Non è fanta-tecnologia, ma un sogno diventato realtà grazie a
Blue Sign Translator. Così si chiama il dispositivo in grado
di tradurre istantaneamente un messaggio sms in LIS,
grazie ad un personaggio virtuale, che apparirà sullo schermo combinando
gesti e parlando col linguaggio segnico. Una rivoluzione che renderà la
vita più facile soprattutto a quei non udenti "profondi"
che hanno difficoltà a leggere e ad utilizzare la lingua scritta,
permettendo loro di comprendere i messaggi senza nessun aiuto esterno.
Blue Sign Translator - messo a punto dal dipartimento di
Ingegneria dell'Università di Siena con la collaborazione dell'Aies
(Associazione italiana educatori sordi) - si adatta alle
più varie situazioni, adeguandosi alle diverse esigenze: oltre che nel
cellulare, può essere integrato in un computer palmare o in un altro
dispositivo mobile, in modo da essere un valido traduttore sempre
disponibile ai non udenti, nel lavoro, durante riunioni o conferenze, come
per tutte le necessità quotidiane; ma è pensato anche per diventare uno
strumento per la diffusione del Linguaggio dei Segni, un aiuto per tutte
quelle persone che non lo conoscono e vorrebbero impararlo. L'immediatezza
informativa che si ottiene dal sistema di Blue Sign accellera
infatti la conoscenza della nuova lingua.
Il prototipo è ancora in sperimentazione e un ulteriore sviluppo porterà
alla traduzione del linguaggio, permettendo così all'utente di avere
sempre a disposizione un traduttore portatile, facilitando così
l'inserimento delle persone sorde nel mondo del lavoro, della scuola,
nella società.
Il progetto - partito grazie ad un finanziamento della
Fondazione Monte dei Paschi di Siena - è iniziato da un'analisi
dello stato delle tecnologie disponibili e da sviluppare, con l'obiettivo
di imparare il più possibile da quanto è già stato fatto. Per saperne di
più,
clicca qui.
DAI SEGNI, ALLA SCRITTURA...
ALLE NUOVE TECNOLOGIE
Con la lingua dei sordi si
aprono nuovi orizzonti nel mondo degli ausili
"Signa volant"... e "scripta manent", avrebbero detto
i latini. Il riferimento è alla lingua dei segni, che
non ha una forma scritta. E non è un problema da poco.
Perchè questo significa grande fluidità della lingua e quindi
impossibilità di stabilire delle regole fisse, una codifica
grammaticale.
Ne seguono grosse difficoltà nella creazione di ausili per la didattica e
per lo studio delle lingue dei segni stesse.
Per quanto la tecnologia stia facendo passi da gigante anche in questo
ambito, la mancanza di una conoscenza particolareggiata di questo codice
impedisce la realizzazione di strumenti adeguati. Se ne
sono resi conto gli stessi tecnici del settore, che all'Università degli
Studi di Milano-Bicocca hanno dato origine al Progetto QUA_SI.
"Signa volant" è il titolo di un convegno che si terrà dal 22 al
24 giugno, organizzato nell'ambito di questo progetto, con l'obiettivo di
approfondire il tema delle "Lingue dei segni: teoria linguistica e
applicazioni dell tecnologie dell'informazione".
Da dove nasce l'idea?
In sostanza, è il tentativo di risolvere il problema
dell'apprendimento della lingua. Imparare il LIS è un'esigenza
concreta per chi si trova di fronte al problema urgente di educare un
bambino sordo. Logopedisti, educatori, assistenti alla comunicazione,
insegnanti di sostegno sono tutte figure professionali che nella loro
carriera potrebbero trovarsi di fronte a questa difficoltà. Per loro
diventa allora fondamentale imparare la lingua dei segni e le tecnologie
dell'informazione sono, da questo punto di vista, un mezzo fondamentale.
La disponibilità di materiale tecnologico consente infatti la
registrazione in formato digitale e la possibilità di utilizzare filmati
di buon livello in grande quantità sul computer di casa.
Ma non solo: le lingue dei segni rappresentano anche una risorsa. La
possibilità di usare strumenti visivi per comunicare a distanza sembra
ormai una realtà. In questo senso queste lingue possono rappresentare un
vero test per chi investe nello sviluppo di supporti tecnologici
per comunicare a distanza con una modalità
visivo-spaziale.
"Lingue dei segni: teoria linguistica e applicazioni dell tecnologie
dell'informazione" è un convegno che nasce da queste riflessioni. La
costruzione di ausili tecnologici dedicati, e anche il modo di utilizzare
gli strumenti già disponibili ma non pensati originariamente per le lingue
dei segni, non può prescindere da una conoscenza particolareggiata della
struttura linguistica delle varie lingue dei segni.
Gran parte del convegno sarà quindi dedicata alla linguistica di queste
lingue.
La seconda parte riguarderà i progetti dedicati alla creazione di
materiale multimediale per le lingue dei segni.
Concluderà l'incontro una conferenza pubblica tenuta da Harlan Lane, il
maggior storico delle lingue dei segni che nei suoi libri ha portato alla
luce la storia spesso dimenticata delle comunità di sordi europee e
americane.
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