RAFFREDDAMENTO
I
malanni da raffreddamento sono patologie a carico dell'apparato
respiratorio tipiche (perché favorite) della stagione fredda.
Raffreddore, mal di gola, laringite, faringite fino a patologie più
serie come influenza, bronchite, polmonite sono alcuni esempi di
malattie da raffreddamento.
Mentre esistono individui che ne sembrano immuni (non è raro trovare
persone che non hanno mai fatto un'influenza), è molto più comune
incontrare soggetti che soffrono di queste patologie in modo
abbastanza penalizzante. Anche l'aggravarsi di certe situazioni (per
esempio dolori cervicali) con la stagione fredda può essere
considerato una patologia da raffreddamento.
Per un'efficace prevenzione delle malattie da raffreddamento occorre
operare su due fronti:
a) aumentare le proprie difese nei confronti degli attacchi esterni;
b) scegliere le corrette strategie ambientali.
Di seguito elenchiamo i punti più importanti. Prima di farlo,
dividiamo la popolazione in tre classi:
Classe A
- Chi non ha fatto un'influenza negli ultimi cinque anni. Sono i
soggetti non a rischio. A loro consigliamo solo i punti 2a e 3.
Classe B
- Chi ha fatto un'influenza negli ultimi cinque anni e/o è soggetto a
patologie di stagione con febbre in maniera saltuaria (due-tre episodi
per stagione). A loro consigliamo i punti 1, 2a, 2b e 3
Classe C
- Chi è soggetto a ripetuti episodi patologici (più di tre a
stagione). Per loro consigliamo i punti 1, 2a, 2c e 3.
1)
Utilizzare la vaccinazione antinfluenzale.
Su tale vaccinazione esistono molti pregiudizi ed errori di
valutazione. Perché sia efficace deve essere effettuata alla
disponibilità del vaccino, con le modalità indicate (rivolgetevi al
vostro medico curante per conoscerle in dettaglio). Farla troppo tardi
o male (senza richiamo quando occorre) ne riduce notevolmente
l'efficacia. Inoltre non hanno pregio le critiche che vorrebbero la
vaccinazione inefficace perché alcuni vaccinati sono soggetti comunque
alla patologia. In realtà, a prescindere da chi si è vaccinato in modo
scorretto, la patologia di chi si è vaccinato è molto più blanda
rispetto a quella che colpisce i non vaccinati: un conto è avere
qualche problema per una giornata e un conto è stare a letto per una
settimana. Ultimo punto da sfatare: l'influenza è utile perché è
naturale ammalarsi e il corpo deve essere abituato a reagire da sé.
Posizione scientificamente assurda (per non dire ignorante nel senso
letterale della parola: "di chi non sa" ciò che dice). Infatti
l'influenza come ogni altra patologia è uno stress per il fisico, può
provocare danni (piccoli o grandi) permanenti e non rafforza per nulla
il corpo (se così fosse chi fa un'influenza gli anni successivi
dovrebbe migliorare la propria situazione, mentre in realtà ci ricade
ogni stagione). Con un'analogia, sperare che subire un'influenza
rafforzi il fisico è come sperare che prendendo continue distorsioni
al ginocchio questo si rafforzi!
2)
Migliorare la proprie difese.
Esistono soggetti (come il sottoscritto) che non hanno mai fatto
un'influenza. Evidentemente le loro difese organiche sono notevoli. A
parte fortunate caratteristiche individuali, è possibile migliorare le
proprie difese. Esistono tre strategie:
a)
Attività fisica
- Per aumentare le difese immunitarie fondamentale è l'attività
fisica. Perché sia efficace deve essere sufficientemente continua
e intensa. Molti pensano che possa facilitare le patologie da
raffreddamento soprattutto in quei casi in cui viene svolta in
condizioni disagevoli, climaticamente parlando. In realtà ciò è vero
quando l'individuo non è allenato o è sottoallenato (come succede a
chi pratica ciclismo solo alla domenica). Se l'individuo è allenato,
può tranquillamente superare le avversità del clima senza temere per
la sua salute perché il corpo si abitua a convivere con situazioni
sfavorevoli. Non cercate di difendervi dal clima considerandolo un
nemico, ma praticate sport fondendovi con ciò che vi circonda.
L'errore fondamentale di chi pratica sport all'aperto è spesso quello
di coprirsi in maniera eccessiva o di rinunciare quando cade una
goccia di pioggia o tira un alito di vento. Questo atteggiamento
mentale in realtà è la prova più evidente che si considera il proprio
fisico troppo debole, impedendogli di allenarsi ad affrontare ogni
avversità atmosferica. E senza allenamento non c'è miglioramento.
b)
Integratori
- Una seconda strada è l'uso di integratori come l'arginina
che innalzano le difese immunitarie o di preparati come l'echinacea;
nel percorrere questa strada occorre fare attenzione alle bufale. Alla
propoli per esempio vengono spesso attribuite proprietà
terapeutiche inesistenti, tant'è che molti amanti della resina ogni
anno si fanno la loro bronchite o la loro influenza. Il motivo è che
la propoli mostra virtù antibatteriche (e non assolute), ma non
antivirali (frasi tipo quella -Al termine dello studio, tutti i
bambini trattati hanno mostrato non soltanto di aver avuto meno
disturbi, ma anche di avere ridotto la carica virale batterica nel
rinofaringe- che ho trovato in un sito di fitoterapia fanno cadere le
braccia: come può essere una carica contemporaneamente virale e
batterica? Sarebbe come usare un'espressione del tipo "gli uccelli
mammiferi"). Anche sostanze come lo zinco si sono rivelate
decisamente ininfluenti nella prevenzione. La classica vitamina C
non aiuta nella prevenzione, ma è utile nella cura. Una prevenzione
potrebbe essere impostata con cicli così concepiti:
15 gg. arginina (0,5 g per ogni 10 kg di peso)
15 gg. echinacea angustifolia 1 g
per il periodo freddo (generalmente dai primi di ottobre a fine
marzo). Verificate che i prodotti siano tarati come dosi e come
qualità (per esempio, nel caso dell'echinacea spesso vengono proposte
dosi minime e qualità non efficaci).
c)
Farmaci
- L'ultima strada è sicuramente quella più "strong" e andrebbe
utilizzata nei casi più difficili. Si possono usare farmaci, per
esempio quelli che usano agenti patogeni attenuati per stimolare il
sistema immunitario. Per esempio il Biomunil aumenta, a livello
delle mucose delle vie aeree, la concentrazione delle IgA secretorie,
attiva la produzione delle IgA, IgG e IgM seriche e in particolare
aumenta la concentrazione delle immunoglobuline specifiche per gli
antigeni ribosomiali presenti nel preparato e per i corrispondenti
batteri omologhi, stimola la memoria immunitaria mediante attivazione
degli specifici linfociti T, incrementa la fagocitosi da parte dei
macrofagi, specie di quelli alveolari, e dei granulociti, aumenta la
sintesi di interleuchina IL-1 e IL-2 e di interferone alfa e
incrementa l'attività citotossica delle cellule N.K (natural killer).
3)
L'ambiente
- L'ultimo punto è forse il più importante perché misconosciuto:
l'ambiente. Gli agenti patogeni si sviluppano meglio se la temperatura
è bassa. Se a temperature vicine allo zero viene bloccata l'attività
biologica, a temperature comprese fra i 5 e i 16 °C si ha la
situazione peggiore. La condizione migliore si ottiene attorno ai
20-22 °C. È ovvio pertanto che lavorare o vivere in condizioni di
temperatura inferiori ai 20 °C innalza le probabilità di ammalarsi.
Dovrebbero pensarci tutti quelli che dormono con le finestre aperte
d'inverno perché lo ritengono più salutare o quelli che tengono la
temperatura interna sui 16 °C e preferiscono coprirsi, per risparmiare
o perché veramente convinti che "troppo caldo faccia male". Vivere in
condizioni basse di temperatura inoltre predispone a problemi
articolari (patologie cervicali, alle mani e, in misura inferiore, ai
piedi) e aggrava i sintomi delle riniti vasomotorie.
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