SCHIZOFRENIA
Con
schizofrenia si identifica un insieme di disturbi psichici
gravi (psicosi), che generalmente si presentano verso la fine
dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta, con esordio lento, ma
anche acuto. Le cause della schizofrenia non sono del tutto note.
Probabilmente esiste una componente genetica; attualmente sono in
corso ricerche per individuare la locazione dei geni che causano la
patologia. Ne è stato identificato uno, nel cromosoma 6, ma gli studi
sono ancora in una fase iniziale. Hanno certamente una grande
importanza altri fattori, di carattere psicologico e socio-ambientale.
In particolare, un ruolo fondamentale è riconosciuto all'ambiente
familiare e ad alcune caratteristiche delle dinamiche all'interno
della famiglia: ambiguità, contradditorietà, difficoltà di comunicare,
scarsa definizione dei ruoli.
I sintomi della schizofrenia riguardano un deterioramento di tutte le
funzioni relative al comportamento, alla cognizione e alle emozioni
della persona: creatività, linguaggio, pensiero, percezione, volontà.
Per potere giungere a una diagnosi di schizofrenia devono essere
necessariamente presenti alcuni disturbi principali: disturbi del
pensiero (il soggetto ha la sensazione che i suoi pensieri vengano
creati da altri e immessi nella sua mente, o che altri siano in grado
di rubare i suoi pensieri; esiste un'apparente mancanza di
collegamento fra le idee); disturbi dell'affettività (paura, mancanza
apparente di emozioni, che sono presenti ma vengono difficilmente
espresse, ambivalenza affettiva); autismo (il soggetto si chiude in sé
stesso, senza riuscire a partecipare agli eventi esterni alla sua
psiche). Vi sono poi altri sintomi che rinforzano la diagnosi, pur non
essendo sempre presenti: delirio (convinzioni assolute e dal contenuto
assurdo); allucinazioni (per lo più acustiche; il soggetto sente voci
offensive o denigratorie); disturbi catatonici (immobilismo, mutismo,
esplosioni di aggressività incontrollata, catalepsia).
È difficile operare una suddivisione netta delle sindromi
schizofreniche, ma si distinguono comunque quattro forme. Quella
semplice ha un progresso lento, non drammatico, con un graduale
deterioramento intellettivo che conduce a una pesante limitazione
delle funzioni psichiche. Il soggetto perde iniziativa, riduce i
contatti umani e sviluppa sempre più fortemente i sintomi
schizofrenici. La prognosi è negativa: il soggetto colpito ha
scarsissime possibilità di riconquistare la salute. La forma
paranoide-allucinatoria insorge in età più avanzata (25-35 anni),
oltre ai sintomi principali, presenta forme marcate di delirio e
allucinazioni. La forma catatonica, che ha una prognosi generalmente
favorevole, è caratterizzata soprattutto da disturbi motori tipici
(immobilità, catalessia), con possibile presenza di deliri e
allucinazioni. La forma ebefrenica si sviluppa in giovane età, con
prognosi decisamente sfavorevole. Il soggetto colpito presenta
inadeguatezza e incoerenza nel pensiero, nel comportamento e negli
affetti, delirio e allucinazione.
La schizofrenia può cronicizzare oppure presentare periodi di
benessere alternati a periodi di sofferenza. Dopo la primi crisi
psicotica circa un terzo dei pazienti guarisce definitivamente, un
terzo potrà avere una serie di ricadute (spesso causate da fattori
esterni), mentre un terzo dei pazienti svilupperà una forma cronica di
schizofrenia. Anche in quest'ultimo caso si può sempre sperare nella
guarigione o, almeno, in un miglioramento. La terapia prevede
interventi di carattere farmacologico (neurolettici) e psicologico,
sia a livello individuale sia familiare, oltre a una serie di misure
socio-assistenziali.
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