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Sclerosi Multipla


Curiosità:

Probabile primo caso clinico di Sclerosi Multipla  

        

Probabilmente il primo caso clinico di Sclerosi Multipla descritto è quello di Santa Lidwina di Schiedam (1380 – 1433), vissuta in Olanda nel XIV secolo. Numerosi testi storici rivelano che la santa era affetta da una patologia debilitante con molte caratteristiche simili alla SM. La malattia di Santa Lidwina iniziò subito dopo una caduta mentre pattinava all’età di 16 anni. Da quel momento cominciò a manifestare difficoltà deambulatorie, cefalee e violente algie dentali.

All’età di 19 anni subì una paralisi d’entrambi gli arti inferiori e comparvero i primi disturbi della vista. Con il passare degli anni, le sue condizioni peggiorarono, sebbene con apparenti periodi di remissione, fino alla morte sopragiunta all’età di 53 anni.

        Successivamente, Jean Martin Charcot (1825 – 1893), eminente neurologo francese, fu il primo a definire una correlazione tra la sintomatologia e i reperti anatomo-patologici post-mortem nei pazienti che presentavano quella misteriosa sintomatologia, oggi definita Sclerosi Multipla.

Per la prima volta, quasi quaranta anni dopo la scoperta delle lesioni, Charcot descrisse la condizione clinica come “Sclerosi a Placche” definendola Sclerosi Multipla. Charcot, inoltre, ha avuto il merito di sistematizzare le caratteristiche distintive della sindrome attraverso la definizione della tipica triade sintomatologica (diplopia, atassia, e disartria); ciò ha contribuito in maniera decisiva ad aumentare il livello di specificità della diagnosi.

        Nel 1986 Robert I. Grossman (1945), radiologo di Philadelphia, USA, diede un ulteriore contributo all’identificazione delle lesioni. Infatti, mise in evidenza che la Risonanza Magnetica con gadolinio-DPTA poteva essere usata per identificare nuove ed attive lesioni di SM, permettendo per la prima volta il monitoraggio obiettivo dell’attività della malattia a livello SNC.

Il radiologo americanoriconobbe che il gadolinio identificava le interruzioni della barriera emato-encefalica, indicate come aree d’infiammazione.

        Ciò ha rappresentato un notevole passo in avanti per il miglioramento dell’approccio diagnostico e terapeutico alla Sclerosi Multipla.

 


Cos'è la sclerosi multipla

 

La Sclerosi Multipla, è una malattia infiammatoria del Sistema Nervoso Centrale (cervello e midollo spinale), caratterizzata dalla perdita progressiva e irregolare di mielina, una sostanza lipoproteico che riveste, come un manicotto, la fibra nervosa e permette la progressione rapida e coordinata degli impulsi elettrici da e verso il cervello.
Viene detta anche Sclerosi a Placche per la presenza di un gran numero di focolai di demielinizzazione, irregolarmente disseminati nella sostanza bianca di tutto il Sistema Nervoso Centrale.

La malattia si manifesta generalmente in giovani adulti, colpendo più le donne degli uomini, in forma cronico-progressiva (senza soste fino all’invalidità permanente) o remittente (con attacchi intervallati da remissioni, anche lunghe).
Non se ne conosce ancora la causa, ma verosimilmente si può imputare all’interazione tra fattori genetici ed ambientali; l’opinione prevalente vede implicati un meccanismo autoimmune (il sistema di difesa dell'organismo non riconosce più come propria la mielina) e un’infezione di tipo virale (che scatenerebbe la reazione immunitaria).

L’infiammazione rallentando la trasmissione degli impulsi elettrici lungo le terminazioni nervose, determina l’instaurarsi di sintomi diversi a seconda della localizzazione nel sistema nervoso centrale e del numero di placche.
La sintomatologia emerge, di solito, in modo acuto o subacuta ed è costituita da un singolo disturbo, che regredisce dopo alcuni giorni o settimane, in modo completo o lasciando modesti postumi. Il primo episodio è seguito, con intervalli che vanno da alcune settimane ad alcuni anni, da altri con sintomatologia varia, non riconducibili ad un unico focolaio di lesione.

Si distinguono, in generale:

  • disturbi motori: stanchezza, debolezza soprattutto agli arti inferiori, rigidità muscolare, spasticità
  • disturbi sensitivi: formicolii, intorpidimento della sensazione tattile (parestesia), dolori muscolari, maggiore sensibilità al calore
  • disturbi nella coordinazione: camminata incerta (atassia); vertigini, tremori muscolari
  • disturbi vescicali e intestinali: minzione frequente e/o impellente, costipazione, disturbi sfinterici.
  • disturbi della parola e della scrittura, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia
  • disturbi visivi: visione doppia (diplopia), pallore della metà temporale della papilla.
  • disturbi cognitivi, emotivi: deficit di memoria, di concentrazione, di ragionamento.

Sebbene vi siano sintomi comuni a molti soggetti, non esiste una sintomatologia tipica; molti pazienti presentano più di un sintomo, ma nessuno presenta tutti i sintomi rilevati nel quadro morboso.

(Cinzia Confalone - Redazione Ministerosalute.it - marzo 2003)

La diagnosi di sclerosi multipla, oltre che sull’anamnesi e sul riscontro dei sintomi clinici, si basa su prove di laboratorio (studio del liquor attraverso prelievo spinale), sullo studio delle alterazioni dei potenziali evocati (visivi ed uditivi), e su indagini strumentali per evidenziare le placche: Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

Non esiste una terapia specifica. I trattamenti sono mirati agli episodi acuti, alla prevenzione delle ricadute e al miglioramento generale della sintomatologia.
Negli episodi acuti si usano i corticosteroidi, (preferibilmente ad alto dosaggio e per brevi periodi) che esercitano un potente effetto antiflogistico (riducono l'infiammazione).

Per prevenire le ricadute sono stati sperimentati farmaci immunomodulatori, quali il beta-interferone, con lo scopo di determinare una risposta più selettiva nell'ambito del sistema immunitario, e farmaci immunosoppressori, come l’azatioprina ed il metotrexate, che bloccano la replicazione cellulare, rallentando anche la reazione immunologica.

La persona colpita da sclerosi multipla necessita, inoltre di una terapia rivolta alle malattie intercorrenti, alle infezioni delle vie urinarie e alle piaghe da decubito.
Molto utili contro la spasticità degli arti si sono dimostrati i farmaci miorilassanti e la fisiochinesiterapia.

(Cinzia Confalone - Redazione Ministerosalute.it - marzo 2003)


Come è fatto un neurone

Il sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) è costituito da particolari cellule chiamate neuroni. Questi, a loro volta sono formati da un corpo cellulare (che contiene il nucleo), da un prolungamento (assone o neurite) che trasporta gli stimoli nervosi verso la periferia e da numerose ramificazioni (dendriti) che, viceversa, ricevono gli stimoli dalla periferia.

Ognuno di noi possiede circa 30 miliardi di neuroni; queste cellule hanno la capacità di generare, ricevere, condurre ed elaborare segnali. Si tratta sostanzialmente di impulsi costituiti da cariche elettriche in movimento, che generano piccole correnti in grado di spostarsi da un neurone all’altro: proviamo ad immaginare il sistema nervoso come un immenso circuito elettrico percorso, in ogni secondo, da miliardi di piccole correnti.

Il neurone è circondato da un rivestimento isolante chiamato mielina, che ha la funzione di assicurare la trasmissione degli impulsi nervosi in tutto il corpo in maniera consistente ed ordinata.
La mielina è interrotta da piccole aree o "nodi" presenti sul nervo, che non sono mielinizzate. L’impulso che viaggia lungo l’assone non avviene in modo continuo ma “salta” da nodo a nodo (trasmissione saltatoria). Questa modalità permette all’impulso di viaggiare più velocemente di quanto non farebbe viaggiando lungo tutta la lunghezza della fibra nervosa.
Se il rivestimento mielinico viene danneggiato o distrutto, come nella sclerosi multipla, la trasmissione dell'impulso nervoso viene rallentata e, infine, bloccata.
La zona dove la mielina è stata distrutta viene chiamata lesione o placca.

(Cinzia Confalone - Redazione Ministerosalute.it - marzo 2003)


Che cos'è la mielina?

 

La mielina è conosciuta con il termine di ‘sostanza bianca’ del cervello, proprio per la sua colorazione.
Si presenta come una materia gelatinosa che avvolge le fibre nervose proteggendole. Risulta formata da una scleroproteina la neurocheratina e dalla mielina una complessa miscela di colesterolo, fosfolipidi, cerebrosidi, proteine e acqua.

Le fibre nervose sono distinte sulla base delle presenza o meno della mielina in:

  • fibre mieliniche
  • fibre amieliniche o scarsamente mielinizzate

La sua funzione è quella di assicurare la trasmissione degli impulsi nervosi in tutto il corpo in maniera consistente ed ordinata ed è grazie a questa proprietà che è possibile svolgere tutte le funzioni dal camminare, mangiare, guardare etc.

La mielina inizia a formarsi nel tardo stadio fetale e continua durante i primi 5 anni di vita.

Viene prodotta da due tipi di cellule specializzate:

  • gli Oligodendrociti che producono la mielina del Sistema Nervoso Centrale.
  • le Cellule di Schwann che generano la mielina del Sistema Nervoso Periferico.

Queste cellule avvolgendosi attorno all’assone (prolungamento principale della cellula nervosa) formano la mielina.
 


 


 

Nuove speranze e realtà

La Sclerosi multipla è una malattia relativamente comune ed in Italia colpisce più di 30 persone ogni 10.000. Ogni anno 18.000 persone si ammalano di questa malattia.
Percentualmente colpisce persone giovani, di solito tra i 15 e i 50 anni, e  un po’ più le donne rispetto agli uomini.
La Sclerosi multipla, anche detta Sclerosi a placche, è una malattia che colpisce il cervello con un meccanismo di tipo autoimmunitario. In pratica succede che il sistema immunitario, che normalmente ci difende dalle aggressioni esterne di batteri e virus, si rivolta contro il rivestimento dei neuroni distruggendolo. Così i neuroni delle aree lesionate non hanno più la possibilità di comunicare tra loro. Il rivestimento dei neuroni cerebrali (mielina) è un po’ come la guaina dei fili elettrici: esso permette ai messaggi elettrici neuronali di percorrere i loro prolungamenti (assoni) e di comunicare con gli altri neuroni anche molto distanti. La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria, che colpisce esclusivamente il rivestimento mielinico dei neuroni del cervello.
L’attività del sistema immunitario contro il cervello non è costante, infatti ci possono essere dei periodi in cui la malattia è molto aggressiva, altri lunghi periodi nei quali sembra assopirsi. Le donne durante la gravidanza sono protette e soprattutto negli ultimi mesi di gestazione si assiste ad uno spegnimento della malattia. Purtroppo questo vantaggio viene annullato nei mesi seguenti al parto dove si assiste ad un nuovo peggioramento.
 Il fatto ha stimolato la ricerca sul ruolo degli ormoni nella regolazione del sistema immunitario e nei processi riparativi della mielina.
Ci sono degli altri fattori importanti che possono riattivare il sistema di difesa, per esempio le infezioni, così una banale influenza può attivare il sistema immunitario non solo contro il virus influenzale, ma anche riaccendere l’infiammazione contro la mielina cerebrale.
Fortunatamente, quando passa l’infiammazione, iniziano i processi di riparazione del rivestimento mielinico ed il paziente avrà dei periodi in cui avvertirà per esempio dei formicolii ad un braccio e alla gamba, oppure potrà avere improvvisi cali della vista, seguiti da periodi di miglioramento e addirittura guarigione. Con l’andare del tempo, a forza di subire danni, il cervello perde la capacità di ripararsi ed  iniziano ad aversi dei danni permanenti, che via via si sommano fino a creare degli handicap notevoli ai pazienti.
L’andamento della malattia è diverso nei pazienti. Per alcuni di essi passano dei decenni prima di dover essere costretti alla carrozzina, per altri la malattia è così aggressiva da non lasciare il tempo al cervello di cominciare i processi riparatori, portando ad un rapido peggioramento dei deficit neurologici, fino alla morte.
La terapia fino a 6-7 anni fa non esisteva una terapia in grado di modificare il corso della malattia. C’era il cortisone, un potente antiinfiammatorio, che viene anche oggi usato nella fase acuta della malattia, migliorando i sintomi e riducendo il periodo di infiammazione acuta.
 Il cortisone ha però dei grossi limiti: non si può darne delle grosse dosi per lungo tempo a causa degli effetti collaterali e soprattutto non possiede la capacità di “educare” la risposta infiammatoria a non reagire contro il cervello. Nella pratica si è visto che il cortisone va bene come farmaco sintomatico, ma non diminuisce l’aggressività della malattia nel tempo.
L’azatioprina è un farmaco largamente utilizzato in numerose malattie autoimmunitarie e, in passato, contro il rigetto degli organi trapiantati. Questo farmaco è utilizzato da molto tempo nella terapia della Sclerosi multipla. Le esperienze hanno evidenziato che può ridurre la frequenza delle ricadute della malattia e rallentare la progressione, sebbene in misura modesta. Attualmente viene utilizzato in caso non siano efficaci altre medicine più moderne.
Nel 1993 vi è stata una svolta nelle possibilità di cura di della Sclerosi multipla. Infatti uscirono i risultati entrambi positivi di due farmaci, il Copolimero e l’Inferferone ?.
In realtà l’Inferferone ? si dimostrò lievemente più efficace del Copolimero, per cui oggi viene considerato il farmaco da usare per primo.
Chi può usare l’Inferferone ??
Inizialmente l’efficacia del farmaco fu  provata nei pazienti con la forma di malattia meno grave, con aggravamenti e remissioni, per cui venne registrato (approvato l’uso) per questa forma di malattia. In questi giorni si è concluso un nuovo studio che ha dimostrato l’efficacia del farmaco anche nelle forme più gravi con un peggioramento secondario progressivo. Tutti questi studi sono stati eseguiti anche perché il farmaco è molto costoso (diversi milioni di lire all’anno) e solo così il Servizio Sanitario Nazionale ne può autorizzare la prescrizione.
Solo pochi Centri specialistici possono autorizzare e distribuire il farmaco perché appunto molto costoso.
Come agisce l’Inferferone ? è una sostanza prodotta dal nostro sistema immunitario e ne regola la risposta. Conosciuto inizialmente come potente anti-virus, si comprese poi come potesse regolare i messaggi dei linfociti che sono i veri protagonisti del nostro sistema di difesa.
L’idea era che la malattia fosse dovuta ad una cattiva regolazione del sistema e che l’Inferferone ? potesse riequilibrare le cose.
Non in tutti è efficace. In effetti l’Inferferone ? non è sempre efficace (un po’ come tutte le medicine). Circa un terzo dei pazienti risponde con una riduzione degli attacchi ed una riduzione della progressione dei danni cerebrali. Ciò è considerato un grande successo perché finalmente si è potuti entrare nel vivo della regolazione del sistema immunitario in modo potente ed è stato possibile cambiare la storia della malattia.
Se l’Inferferone ? non è efficace si passa al Copolimero,un farmaco che cura la malattia in modo diverso. Il Copolimero è un insieme di sostanze, che assomigliano alla mielina del cervello, per cui il sistema immunitario viene sviato e raggirato. La reazione immunitaria viene convogliata verso questo falso bersaglio e lascia integro il cervello.
Da studi recenti pare che il Copolimero faccia produrre ai linfociti sostanze antiinfiammatorie e quindi anch’esso si propone come regolatore del sistema immunitario.
L’efficacia del farmaco, come dicevo prima, è buona e risponde positivamente per circa un terzo dei pazienti.
Attualmente si sta studiando cosa fare nei casi in cui questi farmaci siano inefficaci. Sono state proposte altre soluzioni come l’uso di immunoglobuline umane ad alte dosi, con scarsi risultati, ed il trapianto autologo di midollo osseo. Quest’ultima possibilità dal punto di vista ideale è molto promettente, sebbene debba essere proposta solo ai pazienti con una grave forma di malattia, poiché questo tipo di operazione è gravato da una seppur bassa, ma significativa percentuale di morti. 
Le speranze di curare questa malattia, come vedete, sono tante, e oggi si può affermare che un buon numero di pazienti sono sottratti alla malattia.
Grazie all’uso della Risonanza Magnetica è più facile diagnosticare la malattia e quindi iniziare prima le cure.
Sono possibili nuove cure anche per il pazienti più gravi, per cui si può affermare che vi siano delle buone possibilità terapeutiche per sconfiggere una malattia che colpisce molti giovani.


Domande più frequenti

 

Che cosa è la sclerosi multipla?
La sclerosi multipla è una patologia del sistema nervoso centrale causata dal danneggiamento della mielina (la guaina che circonda le fibre nervose) da parte delle cellule del sistema immunitario. Il danno mielinico determina un rallentamento e, con il tempo, l'interruzione della trasmissione nervosa.

La sclerosi multipla è ereditaria?
La sclerosi multipla non è una malattia ereditaria. Si eredita la maggiore predisposizione a svilupparla, ma perché si manifesti occorre l’interazione di altri fattori precipitanti.

La sclerosi multipla è contagiosa?
Non essendo provocata da agenti infettivi, non può essere contagiosa

Quali sono le cause?
Le cause rimangono ancora sconosciute. Si pensa all’interazione tra fattori genetici e ambientali. L’ipotesi più accreditata si fonda su una predisposizione genetica a sviluppare la malattia e un agente ambientale in grado di stimolare una risposta autoimmunitaria contro la mielina.

Perché si definisce anche a placche?
La sclerosi multipla è anche detta a placche perché l’infiammazione della mielina essendo a focolaio, provoca danni discontinui della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, le placche, appunto, che rappresentano la spia dell’avvenuto danno a carico della mielina.

Quali sono i sintomi?
La sintomatologia è molto variabile, a seconda dei nervi sensitivi o motori colpiti. Possono distinguersi:
disturbi motori: stanchezza, spasticità etc.
disturbi sensitivi: dolori vari, formicolii, intorpidimento
disturbi della coordinazione: vertigini, disturbi dell’equilibrio
disturbi della parola: parola scandita
disturbi vescicali, rettali etc.
Il più delle volte i sintomi iniziali sono rappresentati da difficoltà nel camminare o da sensazioni anormali come intorpidimenti e formicolii o da un calo improvviso della vista.

Come si fa diagnosi di sclerosi multipla?
La diagnosi non è facile, almeno all’inizio. Si basa sull’anamnesi (racconto dei sintomi da parte del soggetto) e sul riscontro dei sintomi, ma va confermata con accertamenti specifici quali potenziali evocati, esame del liquido spinale (puntura lombare), TAC, risonanza magnetica.

C’è una cura?
Non esistono cure specifiche. Si fa ricorso a farmaci sintomatici, utili a diminuire l’infiammazione (cortisonici), a prevenire le riacutizzazioni (immunomodulatori: beta-interferone) e a rallentare la progressione della malattia (immunosoppressori). Necessario anche un trattamento dei sintomi che da essa derivano (es. terapie per i deficit vescicali, per il dolore, per la stanchezza etc.)

Si può guarire dalla sclerosi multipla?
Purtroppo la sclerosi multipla è una patologia ad andamento cronico. Si può però intervenire rallentandone la progressione, agendo soprattutto nelle fasi infiammatorie acute.
Quando passa l’infiammazione, iniziano i processi di riparazione del rivestimento mielinico. Con l’andare del tempo, però, il cervello perde la capacità di ripararsi ed iniziano ad aversi dei danni permanenti, che via via si sommano, fino a creare degli handicap notevoli ai pazienti.
E’ l’infiammazione cronica la causa del danno mielinico; quindi, se la terapia è tempestiva, anche il danno neuronale sarà minore.
In ultima analisi, è molto importante poter effettuare una diagnosi precoce.

Qual è il decorso della malattia?
E’ difficile descrivere il decorso clinico della malattia, a causa della notevole variabilità individuale dei sintomi. In rari casi può essere fulminante e portare a morte entro pochi mesi dall’esordio; in altri casi il decorso è relativamente benigno, con pochissimi attacchi, intervallati da lunghe remissioni, anche grazie alle terapie adottate.

(Cinzia Confalone - Redazione Ministerosalute.it - marzo 2003)

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 17 febbraio 2005