SOFFIO AL CUORE
L'aumento
delle visite di prevenzione (i cosiddetti check-up) ha reso
estremamente comune la scoperta di soffi cardiaci. Una
percentuale elevata di soggetti adulti (sicuramente vicina al 50% di
coloro che eseguono controlli periodici) evidenzia un soffio cardiaco
temporaneo o permanente durante la propria vita. Nonostante ciò, il
medico raramente riesce a tranquillizzare il paziente sulla probabile
innocuità del fenomeno. Il caso più comune è un preoccupante "Facciamo
un'ecografia per verificare se c'è qualche problema". È ovvio che un
tale approccio psicologico è negativo e genera un'inutile apprensione
fino al risultato finale dell'ecografia.
Per capire cos'è un soffio cardiaco occorre esaminare il ciclo
cardiaco. Il ciclo del cuore può essere suddiviso in fasi
caratterizzate meccanicamente dall'apertura e dalla chiusura di atri
(le cavità superiori del cuore), ventricoli (le due cavità inferiori)
e valvole. All'inizio della sistole (contrazione) ventricolare, la
contrazione dei ventricoli chiude le valvole atrioventricolari
(mitrale e tricuspide) e, poiché le valvole polmonare e aortica sono
ancora chiuse, il ventricolo è una cavità chiusa. La pressione sale e
fa aprire le valvole aortica e polmonare e il sangue fuoriesce. La
pressione diminuisce e le valvole aortica e polmonare si richiudono,
terminando la sistole (che va dunque dalla chiusura delle valvole
mitrale e tricuspide alla chiusura delle valvole aortica e polmonare).
Inizia la diastole (rilasciamento) in cui i ventricoli sono chiusi, ma
vuoti, con il sangue che fluisce negli atri aumentandovi la pressione
finché si aprono le valvole mitrale e tricuspide che fanno affluire il
sangue nei ventricoli, flusso aumentato dalla sistole (contrazione)
atriale. Il ciclo è così completo. In corrispondenza del ciclo
cardiaco vengono normalmente percepiti tre toni, prodotti dalla
vibrazione delle valvole. Il primo coincide con la chiusura delle
valvole mitrale e tricuspide (inizio della sistole), il secondo con la
chiusura delle valvole aortica e polmonare (inizio della diastole), il
terzo è associato alla fine del riempimento rapido della diastole
ventricolare. Quest'ultimo tono è rilevato normalmente nei bambini e
nei giovani fino ai 30-40 anni o in donne gravidanza, ma può essere
associato anche a condizioni patologiche (ed è allora chiamato galoppo
ventricolare diastolico). Un quarto tono (galoppo atriale) è in genere
anomalo. I soffi cardiaci sono suoni estranei di durata maggiore
rispetto a un tono fisiologico, prodotti dalle vibrazioni delle pareti
ventricolari, delle valvole cardiache o delle pareti vasali. Possono
nascere da flussi anomali o semplicemente aumentati. Si differenziano
per tempo di comparsa (diastolici, sistolici o continui), frequenza
(alti o bassi), intensità (si classificano in sei gradi, da 1 a 6 con
il primo grado non sempre udibile e il sesto così intenso da essere
percepito anche da uno stetoscopio di poco sollevato dal torace),
durata, punto di massima intensità (punta, spazi intercostali ecc.),
trasmissione (verso il collo, il margine sternale ecc.). Anche la
postura, la respirazione, lo sforzo fisico e l'esecuzione di certe
manovre (di Valsalva, di Muller) possono rendere percettibili o
modificare i soffi cardiaci. Sfortunatamente nessuna delle
caratteristiche sopradescritte consente di determinare se un soffio è
fisiologico o patologico (rendendo così superflue ulteriori indagini).
In questa sede ci preme sottolineare soprattutto le condizioni che
possono condurre a soffi cardiaci che nulla hanno a che vedere con una
patologia cardiaca. Fra tali condizioni da ricordare, citiamo:
a) l'aumentata gittata cardiaca (per esempio negli sportivi)
b) febbre
c) anemia
d) gravidanza e inizio del puerperio (soffio mammario)
e) ansia
f) ipertiroidismo
g) costituzione (pectus excavatum, sindrome della schiena dritta)
h) fistola arterovenosa periferica
i) ronzio venoso (flusso rapido attraverso le vene, frequente in
giovani adulti sani e donne in gravidanza)
Si deve poi rilevare che la causa di un soffio cardiaco può essere una
situazione cardiaca di per sé in genere benigna come il prolasso della
mitrale.
Da questo breve articolo che insegnamento trarre? Se
volete eseguire un check-up cardiaco è inutile sottoporsi a una visita
tradizionale dal vostro medico curante, visita che non è in grado
nella maggioranza dei casi di distinguere fra situazioni fisiologiche
e patologiche; è sicuramente preferibile effettuare direttamente ogni
anno un elettrocardiogramma (a riposo e sotto sforzo) e un'ecografia.
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