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Associazione Sergio Maiorano onlus

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Lo sport-terapia

 Lo sport-terapia ha due momenti diversi:

  • inserimento dell’attività all’interno di protocolli riabilitativi;
  • avviamento allo sport e alla ginnastica sportiva in palestre.

lo sport-terapia trova spazio all’interno di diversi protocolli riabilitativi per diverse persone con disabilità da qualunque causa perché ha degli scopi ben precisi che possono essere portati avanti in modo adeguato e particolare con questa terapia:

  • migliorare le capacità motorie o di movimento
  • migliorare le capacità sensoriali
  • migliorare il gesto fisico
  • migliorare la coordinazione dei movimenti
  • migliorare i riflessi, con particolare riferimento a quelli oculo-mano
  • incrementare la forza muscolare
  • migliorare la capacità respiratoria
  • migliorare gli scambi gassosi e l’ossigenazione del sangue
  • aumentare la resistenza alla fatica
  • favorire l’aggregazione ed i rapporti sociali
  • stimolare la persona ad affrontare le difficoltà
  • apprendere delle capacità attraverso una serie di esperienze
  • contribuire alla costruzione o alla ricostruzione della propria identità
  • per chi usa la carrozzina è un’ulteriore apprendimento nella capacità di conduzione, di spinta e di spostamenti nello spazio.

Questa attività, la sport-terapia, deve essere attuata da operatori della riabilitazione, i quali, sulla base di una attenta conoscenza della situazione patologica presente, sviluppano un programma riabilitativo mirato per ogni persona, impostando delle attività/esercizi da svolgersi sia individualmente sia in gruppo.
 
Le discipline che possono essere utilizzate sono:
corsa e ginkana, nuoto, palla, pallacanestro, pallavolo, tennis-tavolo, birilli e bocce, tiro con l’arco, hockey, ippica. Discipline praticate in piedi o seduti in carrozzina secondo le difficoltà presenti di tipo motorio. Per ognuna di queste discipline sportive si possono individuare alcune serie di esercizi preparatori o comunque esercizi di base che consentono di realizzare gli scopi di cui sopra e di ottenere quindi un miglioramento generale nell’esecuzione dei movimenti. Si tratta quindi di sfruttare degli esercizi che favoriscono delle capacità, non di insegnare una pratica sportiva, seppur si tratti di esercizi sportivi, generalmente più finalizzati e più stimolanti per l’utente che li deve praticare. Per attuare la sport-terapia in riabilitazione vi devono essere gli spazi adeguati (palestre, piscine, campi all’aperto) con l’attrezzatura e il materiale necessario, nonché una serie di ausili (carrozzine da corsa, da basket, impugnature per tennis, per arco, per tennis tavolo) acquistati e realizzati in modo personalizzato.
 
Naturalmente il personale che si occupa di queste attività deve essere ben preparato e numericamente sufficiente per seguire le persone e per aiutarle nei momenti di preparazione (ad esempio per la piscina dove è necessario cambiarsi più volte). Il lavoro di addestramento deve svilupparsi in un arco di tempo basandosi sul criterio della ripetitività quotidiana degli esercizi e sull’incremento graduale delle difficoltà. E’ quindi necessario prevedere dei programmi di lavoro precisi e dettagliati per ogni persona.
 
L’attività di avviamento allo sport e alla ginnastica sportiva per le persone disabili dovrebbe essere organizzata presso ogni comune. Naturalmente per far questo i comuni si dovrebbero adoperare attivamente per fare in modo che nelle palestre esistenti siano eliminate le barriere architettoniche.
 
Lo sport-terapia svolta nelle palestre, tradizionalmente conosciute come palestre ginniche, è svolta da insegnanti di educazione fisica (ISEF).
 
I comuni dovrebbero organizzare corsi di ginnastica o di avviamento allo sport rivolti alle persone disabili. In questo caso sarebbe opportuno abbinare all’insegnante di educazione fisica, l’operatore della riabilitazione, in modo da favorire una completa integrazione di competenze.
 
Gli obbiettivi che si prefigge la sport-terapia come avviamento allo sport sono simili a quelli presentati nel punto precedente per quanto riguarda l’attività riabilitativa. La differenza sta nel fatto che in questo caso le persone scelgono l’attività sportiva per motivi diversi: per migliorarsi, per stare con gli altri, per svolgere della ginnastica, per seguire un proprio bisogno di competitività ecc.
 
Quindi la differenza tra il primo ed il secondo punto è che nel primo si tratta di un impostazione terapeutica del lavoro riabilitativo, mentre nel secondo punto vi è sicuramente un’attenzione riabilitativa, ma già finalizzata allo svolgimento di una pratica sportiva.

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 gennaio 2006