TUMORI
AL
POLMONE
Il
tumore al polmone è il tipo di tumore più frequente nei maschi,
ed è la prima causa di morte per cancro. Attualmente questa patologia
in Italia è in calo nella popolazione maschile e in aumento in quella
femminile. I principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta,
attivo e passivo (statisticamente, un fumatore ha 23 volte più
probabilità di ammalarsi di un non fumatore), l'esposizione a prodotti
industriali, all'inquinamento ambientale, alle radiazioni.
I tumori del polmone si distinguono in diversi gruppi: il carcinoma a
cellule squamose (il più diffuso negli uomini e circa un terzo dei
casi totali), che si sviluppa nelle cellule che rivestono le vie
respiratorie; l'adenocarcinoma, più frequente nelle donne, che si
sviluppa nelle cellule che secernono il muco e spesso è associato a
infiammazioni croniche o fibrosi polmonari; il carcinoma a grandi
cellule, che colpisce circa il 15% dei malati; il carcinoma a piccole
cellule (microcitoma, circa un quarto dei casi), dalle caratteristiche
diverse rispetto agli altri tipi. Si può dunque operare un'ulteriore
distinzione dei tumori del polmone: tumori a piccole cellule e non a
piccole cellule.
I sintomi più comuni sono la tosse, secca o con emissione di catarro,
la fatica a respirare e il dolore toracico. Segni e sintomi variano
comunque molto a seconda della sede colpita e del tipo di tumore. In
caso di sviluppo interno ai bronchi, si hanno difficoltà respiratoria,
tosse persistente, dolore al torace, broncopolmoniti e versamenti
pleurici. Nel caso di coinvolgimento della pleura può comparire dolore
toracico, più o meno intenso. Uno dei segni più caratteristici è la
presenza di sangue nell'espettorato, a seguito dell'erosione dei vasi
sanguigni da parte della neoplasia. Nelle forme tumorali con sviluppo
extrabronchiale può non esserci comparsa di sintomi; quando il tumore
invade la parete toracica può causare dolori costali e versamenti
pleurici. La crescita del tumore nel mediastino (l'area del torace
compresa fra polmoni e cuore) può originare un ampio gruppo di sintomi
noti come “sindrome mediastinica”: singhiozzo e paralisi del diaframma
(per il coinvolgimento del nervo frenico), disfonia o afonia
(coinvolgimento del nervo laringeo ricorrente), disfagia
(coinvolgimento dell'esofago), aritmia (coinvolgimento del
pericardio). Nel caso di propagazione verso le catene nervose
all'apice della spalla si può produrre la sindrome di Bernard-Horner (miosi,
ptosi palpebrale, esoftalmo, per la lesione delle fibre nervose
simpatiche). In caso di ostruzione vascolare intratoracica può
generarsi la sindrome della vena cava. Inoltre, ci può anche essere il
coinvolgimento del sistema linfatico polmonare. Il microcitoma può
dare origine a una serie di sindromi paraneoplastiche, di tipo
endocrino-dismetabolico, scheletrico, neurologico, vascolare, cutaneo
ecc.
L'approccio terapeutico ai tumori del polmone dipende strettamente
dallo stato della malattia e del paziente al momento della diagnosi;
si basa su chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Bisogna dire
innanzitutto che le possibilità di sopravvivenza sono basse: a 5 anni
dalla diagnosi, a prescindere dallo stadio di sviluppo del tumore,
sopravvive infatti solo il 13% dei malati, mentre si passa al 33% nel
caso di tumori localizzati. Nei casi meno gravi, si interviene con
chemioterapia ad alto dosaggio (i farmaci utilizzati, in varie
combinazioni, sono cisplatino, etoposide, ciclofosfamide, adriamicina,
vincristina), a volte associata a radioterapia esterna toracica. Se la
malattia è diffusa, la risposta alla terapia è minore. Nel caso di
pazienti che non sono in grado di sopportare chemioterapia ad alte
dosi, si effettuano trattamenti chemioterapici a basso dosaggio,
oppure brevi cicli di radioterapia, ma solo a scopi palliativi. Nel
caso dei tumori non a piccole cellule si può scegliere la via
chirurgica, nel caso in cui il paziente sia in condizioni di
sopportare l'intervento e il tumore sia asportabile, tenendo anche
conto della riduzione del tessuto polmonare dovuta all'intervento. In
ogni caso, il trattamento chemioterapico si è dimostrato efficace
almeno nel controllo di una parte dei sintomi legati alla patologia,
come il dolore, le difficoltà respiratorie, la tosse e l'astenia.
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