VITILIGINE
La vitiligine è una patologia a carico della
pigmentazione della pelle, con la comparsa di chiazze bianche,
soprattutto al volto, ai genitali e alle mani, ma può riguardare anche
tutta la superficie cutanea. Le chiazze sono delimitate piuttosto
nettamente e la pelle colpita non presenta altri difetti. Colpisce
l'1% circa della popolazione mondiale e il 50% circa dei soggetti ha
meno di 20 anni, con un'incidenza superiore nei soggetti con pelle
nera e nelle donne. Si tratta di una patologia che progredisce
gradualmente; in una piccola percentuale di soggetti (10-20%,
specialmente nei più giovani) può anche verificarsi una
ripigmentazione spontanea. L'origine del disturbo è sconosciuta; è
l'effetto di un'azione patogena non identificata sui melanociti, che
sono le cellule responsabili della colorazione cutanea, con
conseguente formazione di zone prive di pigmento melanico e, dunque,
bianche. Le ipotesi più accreditate sono quella neurogena (alcuni dati
suggerirebbero uno scompenso nei meccanismi di controllo nervoso),
quella autoimmune (per la frequente associazione della vitiligine con
altre patologie autoimmunologiche) e quella autocitotossica (i
melanociti si autodistruggerebbero per un meccanismo protettivo
naturale malfunzionante). La terapia ha lo scopo di ridurre la
differenza di colore fra le aree colpite e quelle sane; si interviene
con una terapia combinata di sostanze fotosensibilizzanti (psoraleni)
e raggi ultravioletti. Con la microfototerapia l'intervento con i
raggi ultravioletti è focalizzato sulle zone prive di pigmentazione.
Altre terapie in uso sono quella con cortisonici, cui si ricorre solo
se la malattia è in fase iniziale e le chiazze limitate, e quella
chirurgica, peraltro utilizzata solo nel caso in cui la patologia non
risponda alle altre cure disponibili.
|