Vi insegnamo alcuni "trucchi" per scoprire e correggere eventuali disturbi.

HANNO DIRITTI?

Quante volte diciamo ai nostri figli: "stai dritto con le spalle!", "cammina bene!", "siediti bene!". Certe volte, purtroppo, quando cominciamo a dirglielo, è troppo tardi.

 

La loro postura, cioè il modo di stare in equilibrio, è alterata da anni di posizioni viziate, ed abbiamo perso del tempo prezioso per correggerli.

                                      

HANNO ATTEGGIAMENTI SCORRETTI?

Fondamentale quindi è osservarli bene già dai primi 4-5 anni di vita,

quando giocano, camminano, corrono o semplicemente stanno in piedi, considerando che l'età critica è rappresentata dallo sviluppo, (il primo ciclo mestruale nelle bambine).
Una attenzione ancora maggiore devono avere quei genitori che hanno in famiglia patologie ortopediche ereditarie (cifosi, scoliosi, piattismo, valgismo, varismo, ecc.).

 

ALCUNI ACCORGIMENTI UTILI

Un accorgimento molto semplice per valutare un'eventuale scoliosi, consiste nel segnare con la penna sulla schiena del bambino le sporgenze posteriori delle vertebre, (le cosiddette "apofisi spinose"), per poi valutare se tali segni sono allineati: se così non fosse, rivolgetevi ad un medico fisiatra;

Altri segni che possono svelare una scoliosi sono:
una spalla, un fianco o una mammella, (osservare bene i capezzoli), più alti dell'altro lato;
una"taglia", (cioè lo spazio compreso tra il braccio lasciato lungo il corpo in posizione eretta e il tronco), differente dall'altra;

Un accorgimento per valutare un'eventuale cifosi, invece, consiste nell'osservare il bambino di profilo:

il dorso dovrebbe essere dritto, il capo e il collo dovrebbero avere un'asse verticale, e non proiettarsi in avanti, le scapole dovrebbero essere aderenti al tronco; in posizione supina invece, su un piano semirigido, le spalle dovrebbero essere quasi aderenti al piano, e non venire in avanti;

In caso di cifosi può essere utile un ulteriore test:
fate piegare in avanti il bambino e fategli mettere le braccia indietro, come per mimare un tuffo; ditegli quindi di porre il petto in fuori e di inarcare la schiena; a questo punto posizionate un righello sulla schiena: in condizioni normali, tutto il righello deve essere a contatto con la pelle della schiena: se vedete che le estremità del righello non toccano la schiena, rivolgetevi a un medico fisiatra.

Per valutare un eventuale piede piatto, osserviamo i piedi dei nostri bambini, sia da sdraiati che in posizione eretta, (a volte l'arco plantare compare in stazione eretta); osservando inoltre il bambino in piedi da dietro, la parte posteriore dei piedi, (il tendine d'Achille), dev'essere verticale, e non inclinata. Ricordiamoci comunque che nei primi anni di vita il piattismo è fisiologico.

Anche un eventuale ginocchio varo o valgo va osservato con il bambino in posizione sdraiata o in piedi, valutando che le ginocchia non siano troppo ravvicinate o troppo distanziate, con conseguente disallineamento dell'asse della coscia rispetto all'asse della gamba.
Durante l'accrescimento dovremmo comunque seguire il bambino insegnandogli delle posture corrette: in particolare dovremmo evitare carichi eccessivi, come per esempio lo zainetto della scuola, o quantomeno provvedere ad una distribuzione degli stessi il più uniforme e bilanciata possibile.
Nella scelta dello sport preferiremo gli sports di slancio come la pallavolo o la pallacanestro, evitando comunque gli sports agonistici e il body-building prima dello sviluppo fisico. Attenzione con il nuoto: non sempre rappresenta la panacea per tutti i mali! Nei bambini con la tendenza alla cifosi, ad esempio, lo stile "libero" e il "delfino" sono assolutamente controindicati, così come in presenza di spondilolistesi o di lombalgia andrà evitata la "rana".
Altro punto importante è quello delle calzature. Evitiamo un uso eccessivo di scarpe ginniche, utilizzando, o quantomeno alternando, scarpe con suola in cuoio e un piccolo tacco. Questo favorirà un corretto sviluppo dell'arco plantare e della colonna vertebrale. Osserviamo anche il tipo di usura delle calzature: potrebbe essere espressione di uno scorretto appoggio plantare. In questo caso sarà bene effettuare un esame posturografico per valutare la postura e il tipo di appoggio.
Il consiglio, comunque, è quello di sottoporre ogni tanto il bambino ad un controllo fisiatrico, che permetterà di correggere eventuali disturbi attraverso la prescrizione di opportuni ausili tecnici e esercizi terapeutici personalizzati.

Ginocchio varo


Il ginocchio varo è una deformità dell'arto inferiore a causa della quale l'asse longitudinale del femore e della tibia formano un angolo aperto medialmente. Tale angolo è tanto minore quanto maggiore è la patologia stessa. Quando la deformità interessa entrambi gli arti inferiori si hanno le cosiddette "gambe a parentesi". In questo caso spesso si tratta di forme congenite e talvolta ereditarie. La sede della deformità è generalmente a carico dell'estemità prossimale, (epifisi), della tibia.
Ma il ginocchio varo può essere anche "acquisito", cioè provocato da eventi traumatici, neoplastici, distrofici o infiammatori.
Ai fini preventivi è molto importante, specie nei bambini pesanti, evitare il carico precoce, cioè la stazione eretta e la deambulazione, prima dell'anno di vita.
Mentre nel bambino durante il periodo dell'accrescimento potranno essere utilizzati un tutore e/o delle calzature correttive, nell'adulto, nei casi particolarmente gravi, si potrà ricorrere all' intervento chirurgico (osteotomia valgizzante).

 

Ginocchio valgo


E' una deformità dell'arto inferiore a causa della quale l'asse longitudinale del femore e della tibia formano un angolo aperto lateralmente; tale angolo è tanto minore quanto maggiore è la patologia stessa. Quando la deformità interessa entrambi gli arti inferiori, si hanno le cosiddette "gambe a x"; in questo caso spesso si tratta di forme congenite e talvolta ereditarie.
Ma il ginocchio valgo può anche essere "acquisito", cioè provocato da eventi traumatici, distrofici, infiammatori o neoplastici. La sede della deformità è generalmente a carico dell'estremità distale del femore.
Mentre nel bambino durante il periodo dell'accrescimento potranno essere utilizzati un tutore e/o delle calzature correttive, nell'adulto, nei casi particolarmente gravi, si potrà ricorrere all'intervento chirurgico (osteotomia varizzante).

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Ultimo aggiornamento: venerdì 27 maggio 2005