ERNIA DEL DISCO
|
TTra
una vertebra e l'altra della colonna vertebrale vi è il cosiddetto disco
intervertebrale, |
L'ernia
del disco può provocare dolori lombari, ("colpo della strega",
lombalgia), oppure dolori radicolari, (agli arti inferiori:
sciatalgia, cruralgia; agli arti superiori: brachialgia), così definiti
poiché derivanti dalla stimolazione delle "radici" nervose che
fuoriescono dalla colonna vertebrale.
All'interno della colonna, infatti, sono contenuti il midollo spinale,
(che termina all'inizio del tratto lombare), e le radici nervose
(presenti nel tratto
cervicale, dorsale e lombare); queste fuoriescono a coppie dal canale
vertebrale, (una radice a destra e una a sinistra), in corrispondenza di
ogni singola vertebra, attraverso un proprio "forame di coniugazione".
Tali radici si prolungano formando i nervi, collegando così i centri
nervosi alle varie parti del corpo.L'ernia, agendo come "corpo estraneo", tocca o comprime la radice, scatenando così il dolore ("conflitto disco-radicolare"); nei casi più gravi, la compressione può provocare disturbi della sensibilità, (formicolii, sensazione di arto "ovattato", ecc.), o un progressivo deficit di forza in quelle parti del corpo i cui nervi provengono dalla radice compressa. Il dolore può essere causato anche dall'irritazione da parte dell'ernia di altre strutture nervose (come piccole terminazioni sensitive distribuite sulla faccia posteriore delle vertebre), o dalla compressione di vasi che, rigonfiandosi di sangue, comprimono a loro volta le strutture nervose. Tuttavia alcuni studi recenti considerano la possibilità che il dolore possa essere scatenato non solo dalla compressione dell'ernia sul nervo, ma anche dalla produzione, da parte dell'ernia stessa, di sostanze chimiche irritanti che infiammerebbero la radice nervosa. |
La
presenza di un dolore radicolare, (brachialgia, cruralgia, sciatalgia), o di
un "colpo della strega", rappresenta un campanello d'allarme, così come
l'accentuarsi del dolore con la tosse o con gli starnuti.
Se la sintomatologia non dovesse regredire in pochi giorni con il riposo e gli
antiinfiammatori, vi consigliamo di rivolgervi ad un medico specialista in
fisiatria o in ortopedia: qualora la diagnosi dovesse essere "ernia del
disco", non fatevi prendere dal panico! Mentre fino a pochi anni fa parlare di
ernia discale significava intervento chirurgico, oggi si tende a considerarlo
come "ultima possibilità". In particolare risulta essere molto efficace
l'ossigeno-ozono terapia, una terapia naturale con una percentuale di successo
del 70-80%, che in alcuni casi provoca, oltre alla guarigione clinica,
un'evidente riduzione dell'ernia, apprezzabile alla risonanza magnetica.
Molto valida, specie in associazione ad altre terapie, anche la "rieducazione
posturale globale", (conosciuta comunemente come ginnastica posturale), che
mira all'allineamento e all'allungamento della colonna vertebrale e della
muscolatura posteriore del corpo; valore esclusivamente sintomatico invece,
(cioè contro il dolore, ma non contro la causa del dolore, come
l'ossigeno-ozono terapia), hanno i mezzi fisici, (infrarossi, correnti
antalgiche ultrasuoni, ecc.), nonché la mesoterapia, una tecnica che consiste
in microiniezioni locali con azione antiinfiammatoria, decontratturante e
antidolorifica.
Preferiamo infine non soffermarci sulle numerosissime terapie alternative che
sicuramente vi verranno proposte…
Ultimo aggiornamento: giovedì 26 maggio 2005