TRAUMI DEL CAPO E AL RACHIDE CERVICALE

Sono legati soprattutto a tre fattori:
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aumento della velocità di discesa |
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incremento dei praticanti con aumento della densità di sciatori sulla pista |
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urti contro ostacoli naturali (alberi, rocce…) durante i fuoripista o contro ostacoli non segnalati o non protetti (piloni di funivia, tralicci di cavi….ecc.) |
Il risultato è un incremento di traumi al capo, commotivi o meno, così come un aumento delle distorsioni del rachide cervicale legate a traumi del capo con iperestensione del collo.

Assi di movimento fisiologico
Nella figura
viene schematizzato l'arco fisiologico di movimento dello scheletro
cervicale, che ricordiamo è formato da sette vertebre sovrapposte e tra
loro articolate ed articolate con il cranio a livello del primo e secondo
cervicale.
A
sinistra è schematizzato l'effetto meccanico che un urto al capo (A)
provoca alla colonna cervicale determinando un iperestensione, rotazione e
compressione dei corpi vertebrali (B).
Le conseguenze di una simile sinergia possono spaziare da lesioni muscolari e
capsulo-legamentose di lieve entità fino a lussazione o frattura di corpi
cervicali, con danno del midollo spinale cui possono conseguire lesioni
irreversibili ed invalidanti.
Ultimo aggiornamento: venerdì 10 giugno 2005